Genoa “canterano” e grintoso, beffato al 84′ dal 2-1 di Petagna

Ballardini ritrova il suo Genoa che avrebbe meritato il pari contro il Napoli, che ottiene l’intera posta grazie al guizzo di Petagna entrato nel finale. In partenza il modulo genoano è un 3-5-1-1, con Hernani alle spalle di Ekuban, con Spalletti che risponde con il classico 4-3-3 senza un vero terminale offensivo per l’assenza dello squalificato Osimhen. La partita la fanno gli azzurri con il Grifone che in fase di non possesso abbassa gli esterni Ghiglione e Cambiaso, che alla fine risulteranno tra i migliori. Il primo squillo è di Insigne, in grande condizione e tirato a lucido che servito nello spazio da Elmas al 13’ esplode il destro che, sporcato da Vanheusden, coglie il palo sinistro di Sirigu. In questa fase iniziale si fa vedere in avanti con buoni movimenti Ekuban, che poi sparirà nel corso della prima frazione anche per mancanza di rifornimenti mentre appare totalmente avulso dal gioco Hernani, lontano da una condizione accettabile e troppo lento nella circolazione della palla, soffrono in mezzo Badelj e Rovella anche se anche i pari ruolo partenopei non sembrano in grande serata. L’unica occasione locale arriva a metà del primo tempo, quando Ghiglione approfitta di una lettura sbagliata di Mario Rui e calcia di destro con Meret che storna in corner, due minuti dopo Sirigu non ha particolari problemi a parare la punizione del capitano campano. Ma al 39’ arriva il vantaggio: proprio Insigne, che da un paio di minuti ha ripreso il suo ruolo classico di esterno sinistro, effettua un grandissimo cambio campo di quaranta metri per Politano che smista per Fabian Ruiz, con lo spagnolo che si accentra e con un sinistro chirurgico infila Sirigu nell’angolino alla sua destra.

Al rientro in campo doppio cambio per i rossoblu, entrano il vecchio, Pandev, classe 1983 ed il bambino, Buksa, classe 2003 e si passa al 3-5-2 ed al minuto numero cinque Badelj si inserisce da sinistra in una retroguardia ospite addormentata e serve dalla parte opposta dei sedici metri l’arrembante Ghiglione, il cui destro a colpo sicuro viene rintuzzato da Meret, con un difensore che si immola sulla successiva conclusione e con il destro di Rovella che termina di poco a lato.

È un Genoa diverso che dà maggiore pressione agli uomini di Spalletti, nella cui retroguardia giganteggia Koulibaly. Meret rischia la frittata al 9’ amministrando male un pallone semplice in presa alta e trenta secondi dopo perdendo la palla sul lungo traversone di Sturaro, contrastato da Buksa: sulla sfera si avventa Pandev che infila a porta vuota. Di Bello viene richiamato al Var e dopo quasi tre minuti annulla per un’impercettibile carica del giovane attaccante sul portiere ma i dubbi rimangono.

Sirigu tiene in partita i suoi con una deviazione decisiva su una delle rare incursioni ospiti nella ripresa firmata Lozano, in ombra per gran parte della partita al pari di Politano , Masiello rileva Vanheusden e Kallon il solito troppo falloso Sturaro e Ballardini passa al 3-4-1-2, con Pandev dietro ai due giovani attaccanti e dopo due minuti arriva il pari: Ghiglione traversa da destra e dalla parte opposta arriva l’arrembante Cambiaso che brucia Di Lorenzo e con un sinistro al volo infila tra palo e portiere. Esplode lo scarso pubblico presente nella Nord e si compie la favola di Andrea, classe 2000, da raccattapalle alla rete nell’esordio nella massima serie a Marassi.

Spalletti inviperito per l’approccio troppo morbido dei suoi inserisce Ounas, che farà bene nello scampolo giocato, per un insufficiente Lozano, un paio di tentativi di Politano sono troppo velleitari per impensierire Sirigu. Il Genoa ora regge il confronto più che alla pari ma nelle ripartenze paga l’inesperienza e lo scarso peso di Buksa e Kallon, con Pandev che dispensa giocate di gran classe ma ha scarso supporto dai suoi compagni. Behrami rileva Ghiglione che non ne ha più e Spalletti si gioca la carta Petagna, che da un quarto d’ora si sta scaldando a bordo campo e che ad otto minuti dal termine va a rilevare un anonimo Politano. E due minuti dopo l’ariete azzurro ruba il tempo a Masiello e di testa in torsione infila Sirigu, esultando polemicamente verso la panchina (forse verso Spalletti?) che da bordo campo poi lo va ad abbracciare indicandogli che non se ne andrà, frenando quelle voci di mercato che lo vorrebbero vicino al prestito alla Sampdoria. Nei sei minuti di recupero non succede più nulla, Koulibaly è un muro invalicabile, il Grifone non ha le forze per arrivare al pari ed Ounas arriva un pelo in ritardo sull’ennesima illuminazione di Insigne, che regala al pubblico uno stop volante di grande fattura tecnica.

E finisce con una sconfitta meno amara del solito, abbiamo visto un Genoa ben diverso da quello dimesso di San Siro, un Genoa che con i nuovi innesti accrescerà enormemente la cifra tecnica dopo la sosta. Migliore in campo Cambiaso, non solo per il gol ma per una prestazione a tutto tondo e di grande personalità, un gradino sotto l’altro corridore di fascia, Ghiglione, autore dell’assist e cui è mancata solo la soddisfazione del gol, murato due volte da Meret. Benissimo anche Pandev, nei quarantacinque minuti il macedone ha confermato di essere ancora un fuoriclasse su cui fare affidamento, giudizio negativo viceversa per Hernani, avulso dal gioco e lentissimo e per Sturaro, troppo falloso e mai propositivo, ancora acerbi i giovani Kallon e Buksa, con Ekuban che dopo un discreto inizio è sparito dal match, anche perché troppo solo nella morsa dei centrali azzurri. Sufficiente la prova dei difensori mentre Masiello è responsabile in occasione del guizzo di Petagna che ha deciso la partita, nel corso della partita è lievitata la prestazione di Rovella e soprattutto quella di Badelj.

Il Napoli non ci ha impressionato più di tanto, Insigne è il leader offensivo di una squadra che ha in Koulibaly il fuoriclasse difensivo, per il resto Spalletti avrà molto da lavorare se vorrà avere ambizioni di vertice.

GENOA-NAPOLI 1-2

Reti: p.t. 39’ Fabian Ruiz s.t. 24’ Cambiaso 39’ Petagna

GENOA (3-5-1-1): Sirigu 6 – Vanheusden 6 (22’ s.t. Masiello 5) Biraschi 6,5 Criscito 6 – Ghiglione 7 (37’ s.t. Behrami n.c.) Sturaro 5 (22’ s.t. Kallon 5) Badelj 6,5 Rovella 6 Cambiaso 8 – Hernani 4 (1’s.t. Pandev 7) – Ekuban 5,5 (1’ s.t. Buksa 5,5) All: Ballardini 6,5

NAPOLI (4-3-3): Meret 5,5 – Di Lorenzo 6 Manolas 6 Koulibaly 7 Mario Rui 6 (46’ s.t. Juan Jesus n.c.) – Fabian Ruiz 6 Lobotka 6,5 Elmas 5,5 (46’ s.t. Gaetano n.c.) – Politano 5,5 (37’ s.t. Petagna 8) Insigne 7 Lozano 5 (25’ s.t. Ounas 6,5) All: Spalletti 6,5

Arbitro: Di Bello 5

Note: pomeriggio di sole ma non caldissimo, terreno di gioco in buone condizioni.

Calci d’angolo 5-4 per il Napoli. Ammoniti: p.t. Ekuban, Di Lorenzo s.t. Politano, Criscito, Mario Rui. Recupero 1 + 6 minuti.

                                                   MARCO FERRERA      

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