Coperta corta in attacco per la Samp

Un po’ per convinzione ed un po’ per… speranza, prendiamo per buona la tesi, assai diffusa nel nostro calcio, secondo cui il campionato inizia alla terza di campionato, dopo la chiusura del mercato estivo e la provvidenziale sosta per gli impegni delle Nazionali. Non che i punti in palio nei primi due turni non facciano classifica, ma solo dalla terza giornata si entrerà realmente nel vivo.

La considerazione di fondo vale anche per la Sampdoria, nonostante sia la squadra che in serie A abbia cambiato meno. Praticamente, ha perso soltanto Jankto, che non era un titolare inamovibile, ma deve risolvere due problemi non certo trascurabili.

Il primo riguarda l’assimilazione del gioco introdotto da mister D’Aversa, sulla carta stuzzicante e pronubo di uno spettacolo più apprezzabile, ma non di automatico apprendimento. Contro il Milan hanno patito soprattutto i terzini, cui il tecnico abruzzese chiede di avanzare sulla linea dei centrocampisti appena conquistata palla: la squadra, così, dovrebbe guadagnare in compattezza nella fase d’attacco, ma si espone a qualche rischio in più sui contropiedi avversari, specialmente se sviluppati su vie laterali. Occorre qualche altra settimana di lavoro, ma l’equilibrio tra i reparti non appare affatto utopia.

Ben più spinoso è l’altro tema di attualità: l’infortunio di Gabbiadini, che subito sembrava molto grave, ai primi esami più tranquillizzante e dopo un approfondimento, tutt’altro che lieve e foriero di una sosta abbastanza lunga. Il guaio, tra l’altro, concerne il reparto in cui la Samp appariva meno coperta anche a livello numerico, sicché un rinforzo è assolutamente obbligato, ma per restare al sicuro ne servirebbero due: una prima punta dotata di struttura fisica ed un attaccante di manovra.

Nell’attesa di novità, D’Aversa è costretto ad improvvisare o, se non altro, a ricorrere a soluzioni un po’ forzate: tantopiù che Torregrossa, il bomber di cristallo, è ancora indisponibile. Così non resta che Verre a completare il tridente di mezze punte a supporto di Quagliarella, il quale alla bella età di 38 anni e mezzo dovrà sobbarcarsi 90 minuti di fatica per mancanza assoluta di sostituti. E ben si sa che il capitano dopo due terzi di match tende a sfiorire.

A centrocampo resta in piedi il ballottaggio tra Ekdal – non entusiasmante lunedì scorso – e Silva: due soluzioni, comunque, accettabili ammesso che Thorsby non diventi sempre più uomo mercato. Infine la difesa: non si prospettano novità, ma l’allenatore pretende parecchia attenzione in più dai terzini, soprattutto Augello.

Basandosi sulla coesione ereditata dallo scorso campionato, il team blucerchiato punta a sporcare le iniziative d’attacco di un Sassuolo che si può permettere di rinunciare a Berardi – acciaccato e in odor di trasferimento – visto che alle spalle di Caputo può sempre agire un formidabile trio composto da Boga, Djuricic e Raspadori. E per la sostituzione del virtuoso Locatelli, ormai bianconero, ecco Frattesi, trascinatore della Under 21. È altresì vero che in retroguardia i neroverdi nono sono all’altezza degli altri settori, ed è anche su questa riflessione che si fondano le speranze blucerchiate.

                               PIERLUIGI GAMBINO

 

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