Contro il Napoli ancora un Genoa raffazzonato in attesa dei botti di mercato

Il recente mercato genoano, invero scoppiettante, sortirà benefici effetti non da questo secondo turno di campionato ma dal terzo, dopo che il mercato avrà chiuso i battenti e gli impegni delle Nazionali consentiranno anche a Ballardini un lavoro in profondità per assemblare vecchi e nuovi.

Sono parecchi gli innesti già conclusi e ancor più quelli impostati, da perfezionare da qui al 31 agosto, ma nel frattempo il ravennate ha dovuto preparare la sfida col blasonato Napoli ricorrendo in grandissima parte ai calciatori stritolati dall’Inter. Gratta gratta, mancando un ulteriore rinforzo in difesa (già identificato in Maksimovic), uno o due esterni di centrocampo, un centrocampista centrale e due punte (Caicedo già acquisito, Lammers sull’uscio), ecco che il solo volto inedito potrebbe essere (ma anche qui c’è un lieve dubbio) quello del messicano Vasquez, evidenziatosi ai recenti Giochi Olimpici e considerato rinforzo per l’oggi e ancor più per il domani. Si tratta di un difensore centrale dalla notevole fisicità, in grado di ovviare almeno in parte alla carenza di chili e centrimetri patita sinora davanti a Sirigu. Non aspettiamoci una fase difensiva trasformata in meglio dall’ulitmo arrivato, ma un progresso sì. Dovrebbe lasciargli il posto Biraschi, che da vicecapitano è retrocesso a giocatore in vendita. Il romanaccio probabilmente non aveva più granché da offrire a questo club, e una sua eventuale cessione potrebbe giovargli. Fidando nell’esperienza di Criscito e nella giovanile esuberanza di Vanheudsen, Zio Balla confida che la retroguardia regga, ma non potrà bastare l’apporto dei tre gendarmi: occorre un apporto concreto da parte di Sabelli (più bravo a spingere che a contenere) e dell’acerbo Cambiaso.

Ben pochi i cambi – forse nessuno – in mezzo al campo, con Badelj inamovibile, Rovella da utilizzare data la sua attuale brillantezza (e pazienza che sulla carta sia un doppione del croato) e un terzo specialista da scegliersi tra Hernani (indietro di forma ma proprio per questo bisognoso di giocare), Behrami (reduce da squalifica) e Sturaro. Chiaro come il sole che, qualsiasi sia la soluzione, serva come il pane un innesto di rilievo.

Infine l’attacco. In attesa degli uomini della Provvidenza, è arduo sfuggire dall’accoppiata Pandev-Kallon, con l’oggetto misterioso Ekuban e il dotatissimo baby Buksa pronti all’impiego. L’anno scorso, nella sfida marassina vinta all’inglese dal Grifo– anche con una buona dose di sorte amica – proprio Pandev fece il bello e il cattivo tempo. Di sicuro ci riproverà, ma le sue chances di confermarsi protagonista si assottigliano man mano che passano i mesi.

Vero che nelle file del Ciuccio mancheranno campioni come il lungodegente Mertens, lo squalificano Osimhen, gli infortunati Zelinski e Demme, ma mister Spalletti vanta ugualmente una corazzata, con un solo dubbio da sciogliere in prima linea: in lungo del nigeriano, chi scegliere tra la prima punta Petagna (in odore di cessione) e il falso nueve Lozano? Chiunque giochi, si cadrà bene,

Pronostico chiuso, ma non del tutto: c’è sempre una speranziella, figlia anche della recente tradizione al Ferraris. Ma Ballardini, forse, si accontenterebbe di veder cancellata quell’immagine di Armata Brancaleone emersa nitidamente a San Siro. Ci sta insomma di perdere anche questo secondo match, ma tra i vari modi c’è profonda differenza.

 PIERLUIGI GAMBINO

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