Si ritira una leggenda genovese: l’arbitro Massimo Savarese

La Liguria è la patria ideale della pallanuoto quanto per certi versi il Brasile la è del calcio, e tra i tanti campionissimi regalati alla disciplina andava annoverato sino a ieri Massimo Savarese. Ora invece il Maestro fuoriclasse ha cambiato categoria: è al registro delle leggende che bisogna iscriverlo. Si è infatti ritirato dopo un quarto di secolo come arbitro ai vertici più alti, e dietro di sé lascia un’intera scuola di discepoli competenti e preparatissimi, per fischiare nelle piscine dello Stivale e di tutto il mondo.

Nato a Genova nel 1966, messosi in mostra da giovane come nuotatore, ha impugnato il fischietto nel 1988 e nel 1998 è approdato alla A1. Da allora più di 300 partite nella massima serie e più di 100 in ambito internazionale.

Una passione per lo sport totale. In un’intervista che aveva concesso a WaterpoloItaly raggiunta la sopracitata soglia dei 300 gettoni nell’ottobre 2019, aveva spiegato che i suoi genitori lo avevano trascinato in piscina sin da piccolo. A causa di un infortunio, era stato costretto ad abbandonare il nuoto agonistico, e allora si era dato all’arbitraggio, vagliando anche il calcio. «Ma il richiamo del cloro è stato forte e appena ne ho avuto occasione ho iniziato». Il pallone fa spesso da comparsa in questa storia: per la sua prima partita di A1, Volturno vs Florentia, fu designato dall’ex guardalinee di Serie A Elio Gervasi in tema col celebre Rosario Lo Bello.

La Liguria, landa di atleti in cuffia, costume e mascherina, dove accompagnava mamma e papà ad arbitrare le gare, l’ha quindi condotto sin da subito al grande amore della sua vita, un richiamo naturale. Paradossalmente però la sua terra lo ha anche a lungo privato di una meritatissima soddisfazione: «In Italia non ho mai arbitrato finali scudetto, ma essendo io ligure è facile immaginare il perché». In realtà in quest’ultimo scorcio di carriera anche tale onore gli è stato debitamente concesso.

Tra i ricordi, momenti indescrivibili, nel bene e nel male: «Mi ha dato molto soddisfazione arbitrare la prima finale croata in coppia con Filippo Gomez, in una Dubrovnik di fronte a duemilacinquecento persone. Non avevo mai visto una piscina così stracolma di pubblico. Il peggior ricordo l’ho di una partita di serie B, fra Mestrina e Varese. Diedi una brutalità dopo qualche minuto di gioco, ero chiaramente unico arbitro, e dovetti scappare dalla piscina scortato dai carabinieri: arrivai in stazione ancora con la divisa e saltai sul treno pochi secondi prima che giungessero i tifosi agguerriti». Fu un momento molto brutto che lo condusse a un passo dallo smettere in anticipo, per fortuna dell’intera pallanuoto italiana Pinuccio Pizzorno e Bruno Longhi lo convinsero a ricredersi.

Così poté trasmettere una magnifica eredità, oltre ai tanti a cui ha insegnato il mestiere, ai propri figli, Nicolò e Martina, che avevano iniziato con calcio e ginnastica artistica: «I genitori non li hanno assolutamente forzati nelle loro scelte: entrambi alla fine si sono buttati in piscina. Oggi Nicolò ha vinto un campionato italiano under 15 e due under 17, mentre Martina sta crescendo nel gruppo savonese del sincro».

Anche a loro va il suo saluto finale di commiato:

«Giocatori, dirigenti, colleghi…. Grazie.! Mi avete sopportato per 25 lunghi anni, (305 partite in serie A1), ma anche supportato. “Appendo il fischietto al chiodo” motivi personali, mi hanno fatto prendere questa dolorosa decisione. Sono diventato uomo e padre, ma l’arbitraggio è stato parte di me come lo può essere un figlio.

Ho imparato sempre da tutti, facevo finta di non ascoltare, ma nel mio profondo …ascoltavo e tanto. Mi assumo la responsabilità di aver fatto delle scelte che alle volte potevano essere sbagliate di avere creato nell’ambiente un clima teso o comunque di non accettazione. Ma la nostra figura è proprio quella di dover decidere, e farlo nel miglior modo possibile. Vi garantisco che sul piano vasca non ti rendi nemmeno conto di aver sbagliato, hai solo un momento di esitazione.

Credo che la Classe Arbitrale Italiana sia la migliore nel panorama Mondiale. Organizzazione, preparazione e competenza sono alla base del nostro movimento ed un plauso va al nostro Presidente ed al Centro Tecnico. Non porterò più il fischietto alla bocca…. e pensandoci non è un caso che la posizione sia quella…. tra la testa ed il cuore».

Federico Burlando

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.