Lo Spezia torna a regalar emozioni forti: 2-2 col Cagliari

Ormai al Golfo dei Poeti si sono abituati al susseguirsi di brividi di ogni genere che un tempo erano mero appannaggio delle altre due squadre liguri, Genoa e Samp. Grandi partite in massima divisione ma anche qualche patema degno di trasformare i tifosi in santi e martiri. In primis in questa stagione per i supporter dei bianchi il mercato turbolento, segnato dal blocco previsto per i prossimi due anni. Un onere piombato tra capo e collo alla nuova dirigenza, chiamata a mettersi in luce dopo aver rilevato la società da Volpi. In più oltre a tutto il resto il cambio allenatore.

In questo quadro è stato difficile inserire pedine in rosa. Alla fine però da Italiano a Thiago Motta per quanto visto nella prima giornata non sembra essere poi cambiato molto. Considerati i brillanti risultati ottenuti dal tecnico ora accasatasi a Firenze con gran disdegno dei suoi ex sostenitori, l’auspicio è che possa continuare così per tutto il campionato. Dove per “così” si intende un calcio arrembante da parte di una compagine che a volte fa disperare per l’incapacità di conservare un risultato conquistato all’assalto all’arma bianca, ma che fa sempre emozionare e soprattutto, magari, riesce comunque infine a salvarsi.

Il mister oriundo già vincente in Coppa Italia per la prima di campionato è costretto a contare gli uomini. Solo 16 uomini tra i convocati, tra cui 2 portieri in panchina. Pesano le mancate conferme dei prestiti, le trattative in corso protrattesi troppo a lungo e qualche infortunio.

In porta Zoet, davanti a lui nel 3-4-3 Hristov, Erlic e Nikolau, sulla mediana Amian e Ferrer sulle fasce, Bastoni e Maggiore in mezzo, per un cuore del centrocampo interamente costruito in casa. Davanti Colley, Gyasi e Verde, per un’avanguardia sgusciante che non offre molti punti di riferimento.

Semplici che ha salvato il Cagliari con un impressionante rush a fine campionato conferma il 3-5-2, in cui spicca la coppia d’arieti Joao Pedro-Pavoletti, mentre il neo acquisto ed ex genoano Strootman è in cabina di regia.

Lo Spezia parte benissimo, fraseggia con ordine e vivacità nella metà campo avversaria e al 7’ passa alla prima occasione: breve lancio di Verde per Gyasi, scoccata dal limite, gol.

Per il primo quarto d’ora i Liguri cercano l’uno-due del KO, e controllano la partita con agio. L’unico merito del Cagliari è di stare in un qualche modo in piedi e non troppo vicino alle corde, dove vi è solo la disperazione a cui aggrapparsi. Non concede infatti altre occasioni limpide e pian piano si riassesta. Così è il suo turno di colpire: al 24’ un Zoet che si rivelerà altalenante smanaccia malamente un cross di Carboni sui piedi di Walukieciwicz. Incredibilmente il terzino polacco spara alto da due passi.

I padroni di casa prendono coraggio e conquistano terreno. Lo Spezia prova a ferirlo negli spazi eventualmente lasciati aperti dall’avanzata, ma i sardi, pur senza rendersi particolarmente pericolosi sino a fine tempo, si mostrano ben decisi ad accamparsi dalle parti di Zoet senza volersi far sorprendere.

Al 41’ vanno a un passo dal pareggio, con lo scoppiettante Joao Pedro che calcia alla perfezione da 30 metri. Paratona di Zoet.

La seconda frazione comincia com’era terminata la prima, Cagliari in avanti, Spezia volenteroso ma incapace di spingere a sua volta. Si distingue Nandez nelle sue scorribande.

A sorpresa però al 58’ il raddoppio dello Spezia: cross da fascia a fascia di Amian per Bastoni e appoggio sul primo palo.

Tutto sembra finito. In 5 minuti però si ribalta tutto: al 61’ Marin imbecca Joao Pedro chesi gira spalle alla porta e insacca fulmineo, al 66’ subito dopo un contatto dubbio in area rossoblù, con Gyasi atterrato in area a causa di un tocco, sul contropiede Zoet non devia con sicurezza una conclusione e piombando sul rimpallo finisce per atterrare Pavoletti, accorrente di gran carriera. Jao Pedro lo spiazza dal dischetto. Pareggio.

Il finale vede due squadre che hanno molta più voglia di vincerla che paura di perderla, soprattutto il Cagliari, ma pochissime energie per giustificare tali ambizioni, soprattutto lo Spezia, che si spende solo due dei suoi 3 cambi effettivi, di cui uno al 85’, Vignali per Ferrer. Al 69’ era entrato al posto di Verde il centravanti Mraz. Lo slovacco 24nne era stato bravo a deviare in rete al 77’ un cross di Amian, ma purtroppo per lui era partito con troppo anticipo e in evidente fuorigioco.

È l’ultimo sussulto dell’antipasto di un campionato che si preannuncia piccante ma succulento per i sostenitori aquilotti, che a un certo genere di spettacolo ormai ci hanno preso gusto. Bisognerà però imparare a dosare gli ingredienti con più ponderazione. Non si può sempre attendere il triplice fischio per farsi un’idea sul sapore del finale, dolce o amaro.

Federico Burlando

 

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