L’Inter alla prima mano serve un amaro poker al Genoa

Le prime giornate sono spesso complicate, le trasferte a San Siro sempre. La combinazione dei due eventi lascia presagire un’imbarcata di proporzioni tennistiche. Le sensazioni erano negative e hanno trovato triste e puntuale riscontro sul campo. I nerazzurri Campioni d’Italia sono un cantiere aperto ma in costruzione. Il Grifo invece ha perso tutti i pilastri della stagione scorso senza averli opportunatamente rimpiazzati. Così è venuta a mancare la terra sotto ai piedi ai rossoblù e si è aperta una voragine.

Dal momento che la situazione non è già abbastanza complessa, le vicende societarie costringono Ballardini ad escludere dalla lista dei convocati il bomber principe dello scorso anno, Mattia Destro, a sorpresa inserito tra i cedibili. Assenti pure i partenti Ghiglione e Radovanovic. Il mister ravennate prova a mettere da parte il 3-5-2 che gli è valso tanti successi dal suo quarto arrivo per il 4-3-1-2. Il Campione d’Europa Sirigu esordisce tra i pali, Cambiaso e Criscito ai lati di Vanheusden e Biraschi, in mediana Sturaro, Badelj e Rovella, Hernani trequartista, tandem d’attacco il giovanissimo Kallon e l’ultra veterano Pandev. Spicca, oltre la forzata ssenza a Destro, il grigio antico della terza maglia, un omaggio alla Lanterna.

Simone Inzahi si presenta con il 3-5-1-1, con molti soliti noti, come Handanovic, Skriniar, Brozovic, Barella, Sensi e Perisic, Sensi trequartista, ma le novità Chalanoglu e Dzeko a muoversi tra le linee dell’avanguardia.

Il match comincia subito malissimo: passano appena 56 secondi e Capitan Criscito si ritrova appiopato un giallo assai pesante e severo per un’entrata in ritardo su Sensi. Quest’ultimo si rivelerà più che una spina nel fianco per i terzini avversari, una vera e propria lama.

Già al 6’ i Meneghini trovano il vantaggio: angolo di Calhanoglu, Skriniar torreggia su Biraschi e insacca col capo imperioso.

I padroni di casa schiacciano senza pietà gli ospiti con la palese intenzione di chiudere il match il prima possibile, il Grifo boccheggia. Al 9’ però c’è uno sprazzo ligure: Rovella lancia lungo per Kallon, che riesce a infilarsi in area a e tentare il diagonale. Non trova né la porta né una deviazione compiacente.

Si tratta di un fuoco di paglia. Il biscione continua a stritolare tra le sue spire un Grifone nè ipirato nè rapace. Calhanoglu appoggia per Brozovic e il croato impegna Sirigu, prima parata della sua nuova esperienza.

Al 14’ raddoppio Inter: Dzeko e Calhanoglu triangolano alla perfezione e in scioltezza, il turco può scoccare nell’angolino da buona posizione nonostante sia dal limite. Come in Coppa Italia, in meno di un quarto d’ora il Genoa 2021-22 è in black out totale. Stavolta però ben giustificato dalla nobiltà e dalla possenza dell’avversario.

Dalle fasce continuano a cercare un Dzeko scatenato e smanioso di impressionare la Scala del Calcio, e al 24’ il bosniaco su un cross di Darmian calcia e piglia la traversa.

Il Genoa sembra riprendersi un poco anche se lo strapotere nerazzurro è incontrastabile. Senza creare occasioni particolarmente limpide dà l’idea di poter centrare il tris in ogni istante. Solo qualche disimpegno particolarmente brillante, come quella di Vanheusden su un’incursione da 40 metri di Bastoni, tiene in vita il Vecchio Balordo.

Così giusto al 45’ Kallon sciupa clamorosamente l’occasione per riaprire la partita: Badelj lo pesca in area, prova a penetrare per l’imbucata giusta, si riaggomitola per recuperare il pallone che sembrava perso e solo contro Handanovic manda a lato di un soffio.

C’è tempo per un’ultima emozione prima del riposo rinfrancante dell’intervallo: Brozovic lancia Perisic, sull’allungo entra in area e batte perentorio a rete, fuorigioco.

Ballardini fa 3 cambi tra i due tempi: dentro i giovani Flavio Junior Bianchi, centravanti, e Laurens Serpe, difensore centrale italo-olandese, oltre al nuovo acquisto Sabelli, fuori Hernani, Biraschi e Cambiaso. Si prova a ripartire da un 3-4-1-2 più offensivo. Al 54’ nella mischia anche Favilli, in realtà in predicato di partenza, per un Kallon impreciso ma pimpante.

La situazione però non cambia, anzi l’Inter torna a cannoneggiare. Al 52’ Vanheusden è a dir poco strepitoso, nuovamente in chiusura, su Darmian che, pescato da un tocco di Dzeko, aveva calciato a botta sicura. Al 56’ ancora un gol annullato ai meneghini: Dzeko lancia Perisic che rimette in mezzo all’indietro per Calhanoglu, bordata nell’angolino alto. Il croato però era ancora in fuorigioco.

Al 57’ il Genoa prova ancora, timidamente, a riaprire il match: Pandev apre per Sabelli, conclusione debole da buona posizione. Nei minuti a seguire ancora qualche tiro senza troppe velleità verso la porta altrui per i ragazzi in maglia grigia, ma non c’è possibilità di riaprire un match che in ogni caso è apparso sigillato sin dal primo minuto dal palleggio dei Campioni D’Italia. Ovviamente non muta la situazione nemmeno il quinto cambio, Melegoni per Sturaro.

Al 70’ i padroni di casa allestiscono le prove per la goleada: Dimarco batte un angolo e trova il colpo di testa di Dzeko, Sirigu è repentino a salvare giusto sulla linea.

Al 74’ arriva l’atteso terzo centro: Dzeko calcia da fuori e trova la buona risposta di Sirigu, sul rimpallo piomba Barella che di tacco serve Vidal a centro area. Stilettata da centravanti di ruolo per il cileno entrato per Sensi appena cinque minuti prima, per Sensi.

La giornata è decisamente no per Balla e i suoi ragazzi. Non arriva nemmeno la magra soddisfazione del gol della bandiera. Vanheusden lo cerca assieme a quello dell’ex con un bel tiro sul secondo palo dopo un’intensa galoppata, ma un formidabile Skriniar in scivolata gli nega la gioia.

Al 88’ arriva il poker: Vidal crossa dalla destra, Dzeko infila elegantemente di testa.

Il triplice fischio è una liberazione per Ballardini e i suoi. Cosa salvare della serata? Forse solo la scaramanzia. Maran aveva cominciato infliggendo un poker al neopromosso Crotone e sembrava avere il vento in poppa, poi è naufragato alla velocità di un siluro. Ballardini l’ha preso dai Campioni d’Italia ed è un esperto a ripartire da situazioni con l’acqua alla gola. Non troppo abituato alle prime giornate, probabilmente deve solo acclimatarsi.

Federico Burlando

 

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