Magro bilancio di mercato del Genoa in attesa dell’Inter

Il calcio, da sempre, fa parlare e tacere e, non essendo una scienza esatta, regala sempre sorprese e consente in ogni caso di alimentare speranze, ma che il Genoa attuale – ad una decina di giorni dalla chiusura del mercato – sia più debole del precedente, è un dato di fatto incontrovertibile. D’altronde, basterebbe stilare un raffronto tra i titolari partiti per altri lidi e i loro sostituti per veder rafforzata, almeno in parecchi casi, questa tesi.

La porta era e resta ben presidiata. Sarebbe ingiusto negare il carisma, l’attaccamento ai colori e la stima di cui gode Perin, un idolo sulla piazza rossoblù, ma a livello tecnico e di personalità, il campione d’Europa Sirigu non offre garanzie inferiori.

Ed eccoci alla difesa, in buon parte immutata almeno nella sua struttura attuale, che vanta come unica novità il giovane Vanheusden, le cui prime apparizioni hanno però aperto un interrogativo: eccellenti le sue qualità in prospettiva, ma la lentezza manifestata non tranquillizza del tutto. Non è un caso che Zio Balla abbia bussato a rinforzi, trovando… porta aperta: il messicano Vasquez, 23 anni da compiere, ha tutti i presupposti – anche anagrafici – per rinforzare il reparto, che presto dovrebbe essere puntellato pure da un marpione da scegliersi tra Maksimovic (preferibile per via dell’età) e Fazio.

Ben più dolenti le note negli altri due settori. Era difficile non ipotizzare un indebolimento con gli addii di Strootman e Zappacosta, elementi così inarrivabili che… te li ritroverai come avversari. La mancata conferma dell’olandese chiama pesantemente in causa le strategie societarie, mentre per la permanenza del secondo ballavano troppi milioni. C’era però un’estate intera per trovare degni sostituti, ed è stata sciupata. Ad oggi, l’arrivo di Hernani copre più che decorosamente la partenzadi  Zajc (che nessuno rimpiange), ma la voragine nella zona mediana resta ed è assai preoccupante. Per fortuna i dirigenti hanno stoppato l’assurdo ingaggio di Bentaleb, ma un rinforzo occorre come il pane. Infatti, le alternative in rosa – il delicatissimo Sturaro, il 36enne Behrami, l’oggetto misterioso Cassata, l’acerbo Melegoni – appaiono riserve di discreto affidamento ma non titolari da proporre per una stagione intera.

Ed eccoci alle fasce, eterno problema, che l’eclettismo e la classe di Zappacosta avevano permesso di limitare. A destra è arrivato Sabelli, che in fase di spinta ha già mostrato autorità e varietà di colpi, ma ahinoi se occorre coprire nella zona di competenza non pare offrire identiche garanzie: e siccome il Genoa troverà spesso avversarie da contenere… A sinistra la situazione è ancora più deficitaria: Ballardini è costretto ad affidarsi all’emergente enfant su pays Cambiaso, che lo scorso anno in B ad Empoli ha collezionato una manciata di presenze. Il ragazzo di Sampierdarena è più dotato di quanto si prevedesse, ha già palesato spirito di iniziativa negli inserimenti offensivi, ma in fase di filtro non ha ancora convinto, e l’asse mancina con capitan Criscito lascia alquanto perplessi. La società sta monitorando il 35enne Nagatomo, classica soluzione emergenziale per colmare il buco alla bell’e meglio.

Infine la prima linea. Ogni rete (e sono giù un bel numero…) segnata da Shomurodov in maglia giallorossa è una coltellata inferta ai tifosi genoani, che hanno sopportato i mesi del suo ambientamento in Italia (con qualche panchina di troppo, frutto di errate valutazione da parte del tecnico) e, appena iniziato a gioire, se lo sono visti sfuggire di mano, secondo imperitura tradizione preziosiana. Di solito, in questi casi, in club sopperisce pescando un giovane da far maturare ed invece la scelta è caduta su Ekuban. 27 anni ed un curriculum recente non trascurabile ma neppure esaltante: il suo costo è esattamente pari alla prima tranche inviata dalla Roma per Eldor.

Manca sempre la prima punta, attorno alla quale continua la telenovela legata a Lammers, pervicace nel rifiutare l’approdo al Genoa, cui è stato promesso dall’Atalanta. Sarebbe interessante capire i motivi di questo suo ostracismo, evidentemente indotto da qualche indebito consiglio. Probabilmente, un altro club lo avrebbe già depennato dalla propria lista, evitando di portare a ridosso del campionato la questione dell’uomo gol da affiancare a Destro, ma la mancanza di alternative plausibili ha forse frenato il Prez, ora attratto dalla prospettiva di riportare a Genova il neppur ventenne Salcedo, che fu ceduto a peso d’oro all’Inter quando era un ragazzino. Non sarebbe l’ora di smetterla con i cavalli di ritorno, tantopiù se giunti con la semplice formula del prestito?

Nel frattempo, occhio a due virgulti sempre più stuzzicanti: l’eclettico Buksa, 18 anni di tecnica e capacità nel gioco aereo, e il ventenne Kallon, l’eroe della Coppa Italia. E se fossero loro a togliere presidente ed allenatore dalle spine?

Tornando al giudizio complessivo, invitiamo a non preoccuparsi più di tanto. Il Joker ci ha abituati a qualche colpo rilevante nei giorni conclusivi delle compravendite (il periodo in cui solitamente dà il meglio di sé), ma al di là di ciò, tranquillizza il raffronto con le antagoniste, quasi tutte indebolite. Non bastano le dita di una mano (e forse si arriva a due) per elencare tutte le formazioni sulla carta… indiziate di retrocessione ben più del Genoa, la cui intelaiatura, pur imperfetta, sembra in grado non tanto di ripetere o migliorare il recente undicesimo posto ma di centrare l’obiettivo salvezza con qualche settimana di anticipo.

Si inizia coi Campioni d’Italia

Ed eccoci all’attualità, che subito alimenta un rimpianto. Un Grifone rifinito e completo avrebbe potuto rendere durissimo il primo pomeriggio di campionato ai campioni d’Italia, che si presentano a San Siro con parecchie incognite. Passi la sostituzione di Hakimi con il volitivo soldatino Darmian (in attesa che il fresco acquisto Dumfries completi il proprio ambientamento), ma in avanscoperta mister Inzaghi deve fare di necessità virtù dai i forfait dello squalificato Lautaro e dell’infortunato Sanchez e il ritardo nell’ingaggio di un’altra punta di valore internazionale. Due le strade percorribili: il solo Dzeko (sontuoso rinforzo, per classe, esperienza e varietà di colpi) supportato da un centrocampista tra Sensi e Calhanoglu oppure affiancato dal ventenne Satriano, fulgido prodotto della Primavera. Quale che sia la scelta, il divario tecnico tra le due compagini resta nettissimo, forse incolmabile e anche le insidie restano alte. Di sicuro la Beneamata si proporrà in una veste diversa: meno fisica e ancorata al contropiede, ma più tecnica e capace di comandare la partita, inseguendo il gol per altri sentieri.

Sulla sponda genoana non regna l’abbondanza, anzi. In retroguardia sarà giocoforza riproporre il solito trio Vanheudsen-Biraschi-Criscito, con Masiello pronto all’uso. Sulle fasce spazio all’abituale coppia formata da Sabelli e Cambiaso, sperando nella loro tenuta difensiva. In mezzo serve un terzo puntello da affiancare a Badelj ed Hernani: data la squalifica di Behrami, favorito Sturaro, tra i più pimpanti in quest’avvio, con Melegoni e Rovella pronti ad avvicendarlo in corso d’opera.

In prima linea mister Davide sembra orientato ad affidarsi ai collaudati Destro e Pandev (a 38 anni ancora probabile titolare, mah…), ma non si escludono sorprese: Ekuban potrebbe meritare una prova d’appello e i due baby Buksa e Kallon difficilmente chiuderanno il match come panchinari.

PIERLUIGI GAMBINO

 

 

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.