Samp due volte sotto con l’Alessandria si ritrova e vince in rimonta, Quagliarella ispiratissimo

La magia di tacco del solito immenso Quagliarella illumina la serata di una Sampdoria che fatica per eliminare l’Alessandria, neopromossa dalla lega Pro, che avrebbe meritato qualcosa di più nella sfida che ha riaperto le porte, pur parzialmente, al pubblico.

Inizio da incubo per i blucerchiati, con Audero responsabile sulla conclusione vincente dalla distanza di Chiarello (Murillo aveva inaugurato la serie degli errori con un appoggio sbagliato in uscita ad Ekdal) e con lo stesso autore della rete dei grigi vicino ad una doppietta da sogno due minuti dopo, cestinando sul fondo l’assistenza di Corazza sfuggito all’impresentabile colombiano. E dopo una rete annullata a Quagliarella per un impercettibile fuorigioco ed una traversa alta colta da Jankto servito ancora al bacio dal capitano, apparso in grande spolvero, arriva il colpo alla “Mancini” dell’eterno numero ventisette, a rimettere in parità la sfida.

Ma la Samp, discreta dalla cintola in su, soffre la migliore disposizione e brillantezza dell’undici di Longo, Augello non sale mai con le sue consuete volate alle quali siamo abituati ed il modulo messo in campo da D’Aversa non convince tanto che i grigi si riportano avanti prima dell’intervallo, con Arrighini che manda al bar con una finta Murillo e poi va a cercare l’impatto con il piede di Bereszynski, per il rigore generoso trasformato da Corazza che manda la Samp sotto di un gol all’intervallo.

L’uno-due in avvio di ripresa, con Gabbiadini che approfitta di un errore marchiano di Beghetto per infilare di giustezza e Candreva che mette sulla testa di Thorsby un cioccolatino da deviare in rete con il pezzo forte del suo repertorio, il colpo di testa, potrebbe far virare in discesa la serata ma i padroni di casa soffrono fino alla fine, nonostante un’Alessandria rimasta in dieci per il doppio giallo di Benedetti.

Si vedono alcuni buoni spunti di Damsgaard, entrato al posto di Jankto, Torregrossa subentrato a Quagliarella non sfrutta al meglio la chance, incartandosi in giocate estemporanee in più di un’occasione e rallentando la manovra, Caprari è il solito Caprari e fallisce due occasioni per chiudere la partita e fino al termine Audero e compagni, contro un’avversaria in inferiorità numerica, rischiano di subire la rete che porterebbe ai supplementari.

Obiettivo qualificazione raggiunto ma tante cose da rivedere, tra sette giorni sarà già campionato e contro il Milan di Pioli servirà un atteggiamento ben diverso per non incorrere in una pesante sconfitta.

                                           MARCO FERRERA      

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