Tokyo: Cerruti-Ferro seste nella finale del duo

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Linda Cerruti e Costanza Ferro chiudono al sesto posto la finale del duo, confermando il piazzamento del preliminare del libero e del tecnico. Un piazzamento che eguaglia quello di 2016, ma conferma che il doppio azzurro ha ancora margini di crescita importanti e può guardare con giustificate ambizioni alle olimpiadi di Parigi 2024.

Linda e Costanza nascondono fatica e tensioni accumulata in questi due giorni e tornano a volare nell’esercizio “La Ripartenza”, con la coreografia del direttore tecnico Patrizia Giallombardo, e un mix di musica tribale “Fear Dont Know My Name” di X Ray Dog e Tulimanu di Te Vaka, favoloso gruppo neozelandese che ha composto le colonne sonore del film Walt Disney “Oceania”. Intensità, passione e carica in acqua con Cerruti e Ferro che sembrano essere un tutt’uno. Le verticali sono ancora più slanciate e spettacolari. Tante apnee che si alternano a giochi di braccia e gambe.

I movimenti sono curati e dettagliati, la velocità d’esecuzione c’è. I giudici apprezzano leggermente più rispetto al preliminare e le azzurre  concludono con 92.4667 punti (27.6000 esecuzione, 37.0667 impressione artistica, 27.8000 elementi) che si sommano ai 91.1035 per un totale di 183.5702, a Rio 2016 avevano chiuso sempre seste ma con 182.8079. Il Canada, quinto, è distante meno di un punto e chiude con 184.4798 forse troppi, perché le azzurre a livello artistico sembrano essere superiori. L’oro, come da pronostici, è delle russe e campionesse iridate Svetlana Kolesnicenko e Svetlana Romashina con 195.9079; l’argento delle cinesi Xhuechen Chan e Wenyan Sun con 192.4999 e il bronzo delle ucraine Marta Fiedina e Anastasiya Savchuk con 189.4620.

“In acqua ci siamo sentite bene e siamo uscite contente. Abbiamo nuotato molto bene, considerando che il doppio, a causa del mio infortunio, è stato trascurato un po’ – spiega Linda – Questo punteggio è un po’ basso e non ce l’aspettavamo neanche noi. Pensavamo qualcosa in più”. Senza rimpianti anche Costanza. “In linea di massima siamo contenti. In questo periodo abbiamo lavorato di più con la squadra, perché era in parte rinnovata e dovevamo ottenere la qualificazione olimpica. La routine con la squadra metterà in rilievo tutte le qualità del Ringhio Team. Nome che nasce dalla voglia e grinta che abbiamo di fare bene. L’obiettivo sarà di avvicinarci al Giappone e al Canada. Vogliamo ringraziare le nostre società e tutte le persone che c’hanno sostenuto in questo periodo”.

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