Reginetta del Ring e della Liguria, l’argento agli Italiani Junior di Giorgia Tarabotto

Lo sguardo non perde di vista l’avversario, come ha dimostrato agli ultimi Campionati Italiani. Lo studia e impara la tattica migliore per stenderlo nel momento stesso in cui l’affronta. Ma non si ferma lì. Va oltre, e spazia in dimensioni che vanno oltre lo sport. Così come la testa: è ben calata sulle spalle non tanto per serrare la guardia, quanto per porsi con intelligenza sul ring e nella vita.

Giorgia Tarabotto ha conquistato per l’Ardita Boxing l’argento nella categoria Junior 46 Kg e ha dimostrato di essere già grande. Certamente più di certi ottusi ma longevi pregiudizi per cui le dolci pulzelle non dovrebbero tirare di pugilato, che sarebbe uno sport inadeguato per i bambini e per i timidi, dove non si fa gioco di squadra. Invece Giorgia sa mettere due volte Ko queste vuote dissertazioni, col suo esempio e parole calzanti come un guantone. Questo però è solo il primo round della sua carriera: è già Reginetta della Liguria, ma non vuole fermarsi e intende aggiungere tante altre Cinture alla collezione.

Giorgia, ai Campionati Italiani di Pugilato Junior femminili hai recentemente conquistato l’argento nella categoria Junior 46 Kg. Ci racconti la tua scalata verso la finale e le emozioni che hai provato?

«È stato un esordio impegnativo, già l’ambiente così “ufficiale”, i tecnici, gli arbitri, il peso… tutto era molto formale e professionale, insomma metteva soggezione… E poi il livello delle ragazze era molto alto e ogni incontro è stato sempre più difficile. Ho dovuto cercare di adattare il mio tipo di boxe in funzione delle avversarie che incontravo.

Nei quarti di finale sono riuscita ad esprimere al meglio il mio pugilato lavorando di rimessa e mettendo a segno diversi colpi su una avversaria aggressiva e tenace. Nella semi finale ho trovato una avversaria già famosa nell’ambiente, molto impegnativa, potente e con una esperienza decisamente superiore alla mia, sono però riuscita a seguire le indicazioni dell’angolo ed ho lavorato bene sia in fase difensiva che offensiva aggiudicandomi l’accesso alla finale»

Un’altra grande prestazione, che però non è bastata per l’alloro tricolore

«Purtroppo nella finale il divario di esperienza con la Schininà si è fatto sentire, la mia avversaria non mi ha permesso di sviluppare le mie azioni e pur senza portare a segno colpi importanti si è meritatamente aggiudicata l’oro. L’emozione di tornare a casa con la medaglia d’argento è stata una delle più grandi della mia vita»

Da dove nasce la passione per il Pugilato? Quando hai cominciato a praticarlo?

«La passione è nata per caso. Banalmente volevo fare sport e la palestra più comoda in quel momento era quella di pugilato, avevo nove anni e ancora non sapevo neanche cosa fosse la boxe. Poi per gioco ho iniziato a fare qualcosa di più specifico e i fratelli Celano mi hanno impostato e hanno seguito la mia crescita nel settore giovanile. Poi l’incontro con Marco Nocentini è stato il momento di una svolta radicale, mi ha dato la forza di procedere nell’attività agonistica, e sono cresciuta dal punto di vista tecnico, tattico e nella preparazione atletica, non ultimo ho trovato all’Ardita Boxe un ambiente positivo e stimolante, una vera e propria squadra che ha contribuito a questo successo»

Oltre all’Argento agli Italiani, qual è l’emozione più grande che hai provato sul ring?

«Come dice il mio Maestro, salire quei tre gradini cambia la tua prospettiva anche nella vita di tutti i giorni, io sono molto timida e mai avrei creduto di poter fare questo salto. Quando vinci le tue paure e sei più forte della voglia di rinunciare ti si apre un orizzonte più grande e non solo sul ring. L’emozione dei momenti precedenti il primo gong non sono paragonabili a nessun’altra esperienza che abbia mai fatto e poi, quando l’arbitro ti alza il braccio a fine match, è una sensazione incredibile»

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare della Boxe?

«Lo sport a livello agonistico vuol dire sacrificio, impegno e lotta contro i nostri limiti, guadagnare sempre quel pezzettino in più allenamento dopo allenamento. I valori sono tantissimi, in particolare nella boxe è fondamentale il rispetto per gli avversari e per i propri compagni di palestra, poi la disciplina, infine sapersi adattare e a volte soffrire senza mai perdere di vista l’obiettivo»

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una giovane campionessa?

«Non ho riti o pratiche che faccio prima del match, però mi ripasso mentalmente gli schemi e le combinazioni, mi immagino cosa devo fare e come potrebbe reagire la mia avversaria, un po’ come ho visto fare ai piloti di moto prima del via…»

 Come hai affrontato il periodo del Covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

 «Il Covid mi ha impedito di partecipare l’anno scorso ai campionati Schoolgirl, sono risultata positiva al tampone, anche se asintomatica, subito prima di partire per Roseto, e mi è dispiaciuto moltissimo. Il fermo dell’attività, le difficoltà di spostamento abitando a 40km dalla palestra, la DaD e tutto il resto…mi hanno impedito di mantenere una preparazione costante e di farmi un po’ di esperienza in combattimento. Purtroppo è andata così, ma c’è chi ha perso la vita e quindi non mi sembra giusto lamentarsi troppo…»

Una passione al di là del Pugilato?

«Una passione che ho avuto da sempre è la ginnastica artistica, ho fatto anche un po’ di pattinaggio ed ero bravina…mi piace tantissimo il motocross e ogni tanto faccio sfilate di moda e sono andata in finale nazionale a Miss Reginetta d’Italia per la Liguria. Questo lo faccio per gioco, ma mi sembra importante smentire che la boxe sia incompatibile con la femminilità»

Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione

«Sono nata a Genova e sono legata a questa città come tutti i genovesi anche se adesso abito in campagna. Sento Genova e la Liguria come casa mia, so che è una regione che ha tanti problemi e forse abbiamo anche un carattere un po’ difficile, ma a me piace tantissimo, e poi c’è il mare. Io adoro il mare, mi piace nuotare e anche andare in barca a vela»

C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

«Una volta ho visto un film: Alì. Mi sono informata e ho cercato storie e filmati su di lui. Ho letto alcune sue frasi che mi hanno molto colpita. Non so se sia stato il più grande come pugile, ma sicuramente è stato un grande uomo dentro e fuori dal ring, con tutti i suoi pregi e difetti come tutti gli uomini. Mi piace il suo impegno per la difesa dei diritti delle persone e mi piace il suo coraggio. In realtà non ho vere e proprie figure di riferimento ma Muhammed Alì mi ha fatto riflettere su tante cose e poi … che fenomeno sul ring»

Che consigli daresti a una bambina che si avvicina al Pugilato per la prima volta?

«Intanto le consiglierei di cercare la palestra giusta, cioè una di quell dove esista una vera e propria sezione dedicata ai bambini. Insegnare ai bambini non è facile, però quello che impari da piccola te lo porti dietro quindi è importante avere una buona impostazione. Il pugilato è molto completo come sport per bambini, si sviluppa tanto la coordinazione e la velocità, le competizioni per i piccoli si concentrano principalmente su queste caratteristiche. Il pugilato non è più uno sport totalmente maschile quindi anche le ragazze hanno grandi opportunità e sono belle da vedere»

 

 

Quali sono i tuoi programmi per il 2021?

«Dopo la pausa di recupero di fine campionato ho ripreso ad allenarmi duramente, anche partecipando a riunioni collegiali, spero di combattere presto perché ho bisogno di fare esperienza e di crescere. Per la programmazione del mio percorso mi affido totalmente a Marco Nocentini, sia dal punto di vista della preparazione che nella scelta dei tornei e dei campionati. Un sogno? Entrare nel giro della nazionale, combattere all’estero e sentire l’inno d’Italia prima del match…»

 Un messaggio-saluto finale a tutti i tuoi sostenitori e ai lettori di Stelle nello Sport?

«Quella dei campionati italiani assoluti è stata una esperienza bellissima, ma improponibile fino a qualche mese prima del torneo. Questo risultato è stato possibile grazie ai miei Maestri Marco Nocentini e Maurizio Albanese ma anche grazie ai ragazzi e ragazze dell’Ardita che nonostante avessero i loro impegni sportivi e i loro obiettivi da raggiungere mi hanno dedicato tempo e sudore. Questo è lo sport, questo è il significato di “Squadra” anche quando si parla di uno sport individuale.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito in diretta sul canale FPI e che hanno sognato con me». 

Federico Burlando

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Nato a Genova il 7 febbraio 1984, inizia a scrivere all'età di 17 anni. E' coordinatore del portale LiguriaSport.com, autore dell'Annuario Ligure dello Sport e tra gli organizzatori del progetto Stelle nello Sport per la valorizzazione dello sport in Liguria. Collabora con RTL 102.5 ed Il Messaggero. E' autore della trasmissione "Stelle nello Sport" su PrimocanaleSport. Dal 2009 al 2012 è responsabile del settore Comunicazione della Federazione Italiana Canottaggio. Dal maggio 2013, lancia il portale CanottaggioMania.com. Dal 2009 a oggi è presidente ligure della FICSF. Dal 2009 a oggi è membro del Consiglio Regionale del Coni Liguria. Dal 2013 a oggi è membro della Giunta Regionale del Coni Liguria. Stella di Bronzo al Merito Sportivo 2017.