Addio a Roberto Derlin, guidò da capitano il Grifone dalla C1 alla Serie A

Dopo Mario Maraschi, scomparso lo scorso dicembre, se ne è andato anche Roberto Derlin, capitano del Genoa negli anni settanta: furono loro a decidere quel derby del marzo 1974, una partita da dentro o fuori, con il Genoa penultimo e la Samp a chiudere la classifica, un pari che non serviva a nessuna delle due, ormai destinate entrambe alla retrocessione, se non che quel pari all’ultimo minuto di Maraschi in rovesciata fu decisivo per la Samp, che nelle ultime giornate sorpassò i cugini ed il penultimo posto consentì poi il ripescaggio ai danni di Verona e Foggia.

Una lunga militanza nel Grifone dopo gli esordi nello Spezia, la serie B a Como e la massima serie per due stagioni a Messina, 173 presenze con due sole reti tra il 1966 ed il 1974, con la breve parentesi nel Lanerossi Vicenza nel 1969-70, per questo centrocampista che chiuse la carriera nella sua città di nascita, La Spezia, prima di allenare il Sestri Levante e le giovanili del Rapallo e di stabilirsi definitivamente a Genova.

Era una giornata grigia quel 17 marzo 1974 a Genova, il vecchio ed affascinante stadio, con le tribune in legno e gli elicoidali che portavano in gradinata, presentava anche qualche vuoto e per una stracittadina era un fatto inusuale ma le speranze di salvezza per le formazioni guidate da “Sandokan” Silvestri e “Guidone” Vincenzi erano legate solo ad una vittoria e la gente di fede rossoblucerchiata era delusa; come detto finì in pareggio, Derlin andò ad un soffio per diventare l’eroe di quella giornata. Il Genoa era in dieci uomini dall’avvio della ripresa, quando l’esordiente Nicolini, entrato al posto dell’infortunato Sauro Petrini, venne scalciato con una reazione da Sidio Corradi, che non ne poteva più delle attenzioni del “Netzer” di Quezzi. A dieci minuti dalla fine l’iniziativa da destra dell’inesauribile Claudio Maselli, il cross sul quale vanno a vuoto i vari Cacciatori, Santin e Bordon, dalla parte opposta sbucò proprio Derlin che infilò sotto la Nord, in delirio alle sue spalle. Furono dieci minuti di canti e festa per metà stadio, spezzati dalla prodezza di Maraschi che resterà scolpita nella storia del derby, quella storia dove di diritto rimane scritto anche il nome di Roberto Derlin, umile e taciturno capitano di quella squadra che Arturo “Sandokan” Silvestri seppe condurre in tre stagioni dalla serie C alla massima serie.

                                                          MARCO FERRERA           

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