Il 2020-21 della Samp: bipolari nei 90′, affidabili per il bel 9° posto

Missione compiuta e campionato di assoluta tranquillità per la Sampdoria che Ranieri conduce ad un più che apprezzabile nono posto tra alti e bassi e senza mai soffrire nelle zone basse della classifica, ottenendo anche vittorie prestigiose nell’arco della stagione, una su tutte quella di inizio gennaio sull’Inter che sarà poi campione d’Italia. Cinquantadue punti con equa divisione tra andata e ritorno come era nelle speranze del tecnico romano che a fine stagione ha deciso di non continuare il cammino sulla panchina blucerchiata.

L’avvio non era stato dei migliori, dopo la sconfitta abbastanza inevitabile nel “vernissage” allo Stadium contro la Juventus che s’impose 3-0 , contro un undici che Ranieri schierò con De Paoli e Leris esterni e Bonazzoli unica punta in attesa di rinforzi dal mercato, la settimana successiva la Samp ospitò il Benevento neopromosso di Pippo Inzaghi e nel giorno dell’esordio in blucerchiato di Candreva arrivò un’incredibile sconfitta: avanti grazie a Quagliarella e Colley dopo una ventina di minuti, una doppietta di Caldirola ed il destro da fuori di Letizia quasi al termine misero a nudo le difficoltà difensive della squadra, capace grazie al lavoro psicologico del trainer di risollevarsi e di dare un’impronta alla propria stagione con tre vittorie consecutive di grande spessore, ottenute a Firenze , in casa contro la Lazio e a Bergamo.

In casa viola una magia di Alessio Verre con un pallonetto a dieci minuti dalla fine servì ad ottenere tre punti fondamentali in una partita in cui in campo nel finale scesero Regini, Palumbo, Leris ed Askildsen , a Marassi contro una Lazio decimata dopo l’incornata del solito Quagliarella una Samp straripante dilaga grazie ad un super gol di Augello, padrone della fascia sinistra e di Miki Damsgaard, che regala magie appena entrato in campo, con Thorsby monumentale ad inibire Milinkovic, la vittoria di sette giorni dopo a Bergamo fa sognare con Quagliarella, Thorsby  e Jankto a rendere inutile il rigore di Zapata, nel giorno in cui i nuovi acquisti Keita Balde e Silva, arrivati a rinforzare l’organico blucerchiato, vanno in panchina.

Il derby con cui inizia novembre sembra lanciare ulteriormente la Samp in avvio, con la sassata di Jankto che inchioda Perin ma Scamacca rimette quasi subito in partita il Grifone per un pari giusto, la squadra di Ranieri entra in una mini crisi e dopo la sconfitta di Cagliari in cui deve giocare per oltre un tempo in dieci per l’espulsione di Augello arriva anche la sconfitta casalinga contro il Bologna, con lo sfortunato Regini che sostituisce lo squalificato Augello che fa la frittata con un autogol in finale di tempo e non chiude Orsolini in avvio di ripresa, con la squadra di Mihaijlovic che rimonta la rete in apertura di Thorsby, uno dei pochi dei suoi a salvarsi.

Una tendenza, quella di farsi rimontare, che caratterizza anche il derby di Coppa Italia di pochi giorni dopo, in cui dopo il gioiello di Verre la doppietta di Scamacca e la rete di Lerager mettono a nudo i limiti di una formazione incapace di mantenere la giusta concentrazione nell’arco dei novanta minuti. Un parziale riscatto pochi giorni dove nella Torino granata, dopo un primo tempo disastroso in cui Ranieri ne cambia cinque in una volta, due perle firmate da Candreva e Quagliarella fanno assaporare i tre punti vanificati dalla solita disattenzione finale che premia il granata Meité per il pari. La settimana successiva al Ferraris passa la capolista Milan, i nuovi acquisti non riescono a regalare l’atteso salto di qualità e non basta la rete di Ekdal che nel finale sfiora una clamorosa doppietta, anche il viaggio sotto il Vesuvio si conclude con una sconfitta, dopo un primo tempo dominato ed il vantaggio firmato Jankto.

È il momento di tornare ad una vittoria che manca da troppo tempo e nel gelo del lunedì serale al Bentegodi arrivano tre punti fondamentali contro la squadra di Juric, con Ekdal a segno con un gran destro dal limite e raddoppio di Verre dopo un raffinato slalom a far gioire il Doria, con Ranieri che in avvio stupisce tutti schierando La Gumina come terminale offensivo, la settimana successiva arriva una comoda vittoria casalinga contro il fanalino Crotone a dare respiro e tranquillità in classifica anche se prima di Natale il blitz del Sassuolo tarpa la risalita in graduatoria degli uomini di Ranieri a segno con il solito Quagliarella e con un motivatissimo Keita nell’arrembante finale, reti che non servono ad evitare la sconfitta con il senegalese che nel recupero si vede sventolare un cartellino rosso forse eccessivo che priva la Samp di un elemento importante in vista della prima partita dell’anno solare, quando una splendida rete di Dzeko fa cadere nel finale il fortino predisposto da Sir Claudio contro la sua squadra del cuore.

Il giorno dell’Epifania è forse il più bello e prestigioso della stagione, arriva l’Inter, seconda ad un punto dal Milan ed i ragazzi in blucerchiato fermano il Biscione reduce da otto vittorie consecutive, sotto la pioggia e poi la grandine la Samp gioca una partita di grande cuore, Sanchez sbaglia subito un rigore poi nel primo tempo il rigore di Candreva e la rete di Keita dopo il fantastico slalom di Damsgaard regalano un incredibile doppio vantaggio, difeso fino alla fine dopo la parziale rimonta firmata De Vrij ; ma che questa sia una squadra bipolare lo conferma la partita successiva, quando i blucerchiati vengono sconfitti a La Spezia da una formazione di livello inferiore ma che con spirito di squadra si aggiudica meritatamente il derby ligure.

Il girone d’andata si chiude con due vittorie che permettono di girare a quota 26, in una tranquilla posizione di centroclassifica, il rigore di Candreva e la splendida rete in sospensione del neo acquisto Torregrossa, che poi sparirà dai radar per i tanti problemi fisici, regolano in rimonta l’Udinese in un match molto complicato, i tre punti di Parma del turno successivo con i gol di Yoshida e Keita già nel primo tempo confermano le qualità del gruppo con il senegalese che vive la fase migliore della sua stagione contribuendo con un gol nel finale al pari in casa del Benevento.

Arrivano le sconfitte contro la Juventus e quella di Roma contro la Lazio, dove ai biancazzurri è sufficiente una rete di Luis Alberto con un rigore negato nel finale a Quagliarella che avrebbe potuto regalare un pari, intervallate dalla fondamentale vittoria a Marassi contro la Fiorentina di Prandelli dove il capitano da subentrato firma l’ennesima magia dopo i gol nella prima frazione di Keita e del talentuoso Vlahovic.

Il successivo impegno casalingo contro l’Atalanta è una formalità per la formazione orobica che ottiene senza neanche faticare troppo l’intera posta, con Audero che evita una goleada, l’incornata di Tonelli nel derby evita una sconfitta che avrebbe potuto avere implicazioni pericolose contro un Genoa in rimonta per ottenere la supremazia cittadina, una rete di Nainggolan dopo sei minuti di un interminabile recupero conferma che il Cagliari è una bestia nera per la Samp, che con un micidiale uno-due in sessanta secondi, firmato da due gioielli di Bereszynski e Gabbiadini, finalmente tornato dopo il lungo infortunio, avevano rimontato il gol di Joao Pedro contro la disperata formazione di Semplici, alla ricerca di punti salvezza.

A proposito di bestie nere, la settimana successiva il Bologna si conferma tale e non basta il temporaneo pari di Quagliarella per farla franca sotto le Due Torri, dove finisce 3-1 per i felsinei (in gol anche con l’ex Soriano), i tre punti ottenuti contro il Torino di Nicola la settimana successiva, con una perla firmata Candreva dopo un’azione splendida in linea portata avanti da Augello e Gabbiadini, scavano un solco incolmabile dalla zona pericolosa e confermano il buon momento dei ragazzi di Ranieri che sfiorano i tre punti in casa del Milan, con il capitano ancora a segno con un delizioso pallonetto e con Hauge che nel finale impedisce la conquista di una meritata vittoria per Audero e compagni. La sconfitta a Marassi contro un Napoli più forte e motivato viene metabolizzata prontamente con la vittoria sul Verona, in vantaggio nella prima frazione e ribaltato con una ripresa di grande qualità dei blucerchiati grazie ai gol di Jankto, Gabbiadini e Thorsby, con una splendida prestazione di Keita, capace di spaccare le partite quando entra in campo con le giuste motivazioni.

L’undicesimo centro stagionale di Quagliarella servito da una magia di Gabbiadini è decisivo per ottenere l’intera posta in casa di un Crotone ormai destinato alla serie cadetta, nella successiva trasferta in casa del Sassuolo la squadra di Ranieri non demerita ma la rete di Berardi sancisce di fatto l’impossibilità di aspirare a qualcosa di più del nono posto. Ranieri in settimana incita i suoi e non vuole mollare in questo finale di stagione che si prospetta tranquillo dal punto di vista della classifica  e la secca vittoria con i gol di un finalmente convincente Silva e Jankto regalano tre punti di grande valore contro la Roma di Fonseca; dopo la goleada, l’unica stagionale, subita in casa dell’Inter appena laureatosi campione d’Italia arriva al Ferraris uno Spezia alla ricerca di punti salvezza e termina 2-2, con Keita che evita a dieci minuti dalla fine la sconfitta interna contro i ragazzi di Italiano.

Mancano due partite alla fine, la Samp è a quota 46 e le due vittorie in Friuli contro l’Udinese con un rigore nel finale di Quagliarella e quella contro il retrocesso Parma, con il capitano ancora a segno nel 3-0 finale, certificano i 52 punti desiderati ed il nono posto ottenuto.

Emil Audero, in panchina solo nell’ultima partita per concedere la passerella a Letica e Tommaso Augello i più presenti, con 37 apparizioni , con Ranieri che ha impiegato 27 calciatori , ben sedici dei quali sono andati a segno, con l’immenso Quagliarella capace di timbrare ancora tredici volte, con Keita a quota sette, Jankto a sei, Candreva cinque, Verre, Thorsby e Gabbiadini con tre centri a testa , Colley, Damsgaard ed Ekdal due ed una segnatura per Tonelli, Torregrossa e Yoshida, per una vera e propria cooperativa del gol, con 52 reti finali , guarda caso tante quanto i punti ottenuti  e 54 reti subite.

                                                                                                   MARCO FERRERA

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