Il 2020-21 del Genoa: lo sfortunato autunno di Maran, la rigogliosa primavera di Ballardini

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Anche la stagione 2020-2021, segnata dalla pandemia e dall’assenza del pubblico, è andata agli archivi ed il Genoa raggiunge una salvezza meno sofferta temporalmente rispetto alle ultime due stagioni, quando era arrivata solo all’ultima giornata. La vittoria a Bologna alla terzultima ha permesso al Grifone di disputare le ultime due partite senza far correre rischi alle coronarie dei suoi tifosi. Il merito principale di tutto ciò è da ascrivere a Davide Ballardini, arrivato al capezzale del Genoa lo scorso dicembre dopo la sconfitta di Benevento quando dopo tredici giornate la squadra guidata da Maran era tristemente al penultimo posto con sette punti e capace di condurla ad un incredibile undicesimo a quota 42, ottenendo ben 35 punti nelle restanti 25 partite.

 

 

 

 

 

Eppure era iniziata bene l’avventura del nuovo Genoa, a Marassi in una piovosa giornata di fine settembre era arrivato il neo promosso Crotone, battuto facilmente per 4-1 con le reti di Destro e Pandev nei primi nove minuti ad incanalare la sfida contro una delle squadre che sarà retrocessa a fine stagione, in un match in cui anche Zappacosta mette subito in mostra le sue potenzialità, ristabilendo le distanze dopo una rete dei calabresi e prima del definitivo 4-1 del subentrato Pjaca, che in quel pomeriggio illuse tutti per le sue potenzialità, poi largamente inespresse nel corso della stagione in cui è spesso partito dalla panchina anche se risulta il calciatore con più presenze (35) dell’intera rosa, con ben 34 calciatori impiegati nel corso del campionato.

La trasferta di Napoli è una disfatta, i partenopei si abbattono con sei reti su una formazione partita per la Campania senza Perin e Schone colpiti dal virus, alla distanza i padroni di casa infieriscono numericamente su una squadra che al ritorno scopre molte positività in gran parte dei suoi componenti; viene rinviata la partita contro il Torino e dopo uno stop di due settimane un incerottato ma indomito Grifone ottiene un prezioso 0-0 in casa del Verona di Juric.

Il ritorno a casa è contro la corazzata Inter, che Conte sta cercando di plasmare e che a fine stagione vincerà il titolo, i nerazzurri passano con Lukaku e D’Ambrosio senza nemmeno troppo faticare nella ripresa contro un Genoa che non riesce mai ad impensierire Handanovic e dove si mette in luce il giovane Rovella, classe 2001, che in questa prima fase di stagione spesso risulta il migliore in campo di una squadra che denota molti problemi in fase costruttiva e realizzativa.

Il derby della settimana successiva contro la Samp, in cui Scamacca pareggia la rete del blucerchiato Jankto, maschera parzialmente una crisi che esploderà nelle successive partite, in un novembre davvero nebuloso per la società del presidente Preziosi.

Il Torino in piena crisi ed alla ricerca della prima vittoria stagionale vince nel recupero al Ferraris per 2-1, mettendo a nudo nella prima mezz’ora i limiti della formazione di Maran con le reti di Lukic, innescata da un clamoroso errore di Goldaniga e l’autorete del frastornato Pellegrini, uno degli elementi su cui si faceva molto affidamento ed uscito dai radar per infortunio dopo una prima parte di stagione deludente, spesso impiegato da Maran sulla fascia sinistra. La rete nel finale di Scamacca non servì ad evitare la sconfitta in un match in cui ancora una volta Rovella fu l’unico positivo dei suoi in un centrocampo in cui arrancavano Lerager e Badelj, con Pjaca oggetto misterioso e spettatore non pagante in campo.

Passano quattro giorni e sul Genoa, ancora sulle sponde del Bisagno, si abbatte il ciclone Mkhitarian, autore di una tripletta nel 3-1 finale, con Pjaca che in avvio di ripresa aveva temporaneamente pareggiato i conti ma la Roma appare troppo superiore in ogni zona del campo contro una squadra in cui sono i giovani Rovella e Scamacca gli unici sufficienti al pari di Perin, che evita un passivo peggiore. Il Covid che ha colpito prima del match anche Zapata non ha di certo aiutato ma bisogna assolutamente invertire la tendenza per risalire una classifica che si fa pericolosa e peggiora ulteriormente dopo altre due sconfitte, quella di Udine decisa da De Paul, con Perin espulso ed assente nella successiva partita a Marassi, in cui anche il Parma di Liverani riesce ad ottenere l’intera posta contro una squadra allo sbando, in cui viene esonerato il diesse Faggiano con il ritorno di Marroccu: la panchina di Maran traballa dopo la fredda serata, in settimana era arrivata la vittoria targata Scamacca nel derby di Coppa Italia contro la Samp ma Gervinho imperversa nelle maglie della difesa genoana e con una doppietta mette tremendamente a nudo i limiti di una squadra che scivola sempre più verso il fondo.

Il pari di Firenze della giornata successiva appare una beffa, con i gigliati che raggiungono il pari solo dopo un recupero interminabile di otto minuti con Milenkovic, rendendo vano il blitz targato Pjaca a cavallo del novantesimo che faceva pregustare la vittoria, la settimana successiva due rigori nel finale di Ronaldo indirizzano una partita che Sturaro aveva pareggiato dopo il vantaggio targato Dybala, con un Genoa che deve ancora fare a meno di troppi elementi importanti e che recupera solo Perin contro i campioni d’Italia, tre giorni dopo arriva a Genova il Milan capolista e sempre vincente lontano da casa e la squadra di Maran è sfortunata e sfiora l’impresa, è la grande serata di Mattia Destro, autore di una doppietta e solo la rete di Kalou nel finale fa svanire una vittoria che avrebbe potuto far svoltare la stagione. Ma i segnali positivi svaniscono il turno successivo, arriva la netta sconfitta di Benevento che significa il capolinea per Maran, viene richiamato per la quarta volta Davide Ballardini, al quale si chiede l’ennesimo miracolo di salvare una squadra che mai come dopo la sconfitta in terra campana appare vicina ad un’inevitabile retrocessione.

La prima partita l’antivigilia di Natale in casa dello Spezia è di quelle da non fallire e dopo il rapido vantaggio firmato Nzola sembra crollare tutto ma Destro è fondamentale e decisivo a trovare l’immediato pari prima del pesantissimo tiro dagli undici metri con cui Criscito ad un quarto d’ora dalla fine decide la partita, con la novità tattica di Radovanovic davanti a Perin supportato ai lati dagli esperti Masiello e Criscito, con fiducia a Pandev in avanti. La vittoria in casa aquilotta è una svolta e dopo la sosta natalizia ancora Destro pareggia nella ripresa la rete di Immobile su rigore in avvio, con Mattia in grande evidenza insieme a Shomurodov nel reparto offensivo.

La sconfitta di Sassuolo nel turno successivo non è del tutto meritata, il Genoa appare più pratico e quadrato di quello di Maran, Ballardini recupera giocatori importanti ed il finale del girone d’andata e l’inizio del ritorno regala la svolta e la risalita in classifica.

Nel gelo di Marassi su un terreno di gioco che assomiglia più ad galoppatoio che ad un campo di calcio Zajc e Destro, ancora decisivo, regolano il Bologna e dopo il prezioso e meritato pari in casa della corazzata Atalanta, in cui si vede la solidità difensiva regalata da Ballardini arriva anche il sofferto successo sul Cagliari griffato ancora Destro, il Genoa chiude l’andata a 18 punti ottenendone ben 11 nelle sei partite dall’avvento del tecnico ravennate, con Perin protagonista decisivo insieme a Radovanovic nel mantenere inviolata la sua porta per la terza partita consecutiva in una squadra che sta crescendo, con l’apporto di due giocatori fondamentali quali il neo acquisto Strootman ed il ritrovato Zappacosta, che risulterà l’uomo capace di fare la differenza da qui alla fine.

La vittoria di Crotone che introduce il ritorno regala nuove certezze ad un complesso che la settimana successiva, con un pizzico di fortuna ma anche bravura ed abnegazione, coglie uno scalpo eccellente superando il Napoli grazie alla doppietta dell’inarrivabile Goran Pandev, con Perin e Radovanovic ancora strepitosi nel difendere il doppio vantaggio e Zajc autore di una prestazione davvero convincente nel reparto nevralgico rossoblù.

L’impermeabilità della difesa è confermata dallo zero a zero della settimana successiva nella Torino granata, il Genoa è uscito dalla zona retrocessione e la staffilata con cui Badelj fissa il 2-2 al quinto minuto contro il bel Verona di Juric, migliore squadra vista al Ferraris contro il Genoa per fluidità di manovra ed intensità, certifica che la strada per la salvezza è ormai tracciata anche in una serata non particolarmente brillante per un Genoa che dopo la secca sconfitta nella Milano nerazzurra, contro un undici lanciato verso il tricolore, si fa rimontare da una capocciata di Tonelli nel derby di inizio marzo dopo che Zappacosta aveva fatto sperare nella conquista dell’intera posta con una splendida volata vincente in avvio di ripresa.

Arriva la sconfitta di misura nella Roma giallorossa ed il pari casalingo contro l’Udinese firmato da una rete di Pandev in avvio con il rigore successivo di De Paul anticipa il successivo blitz vincente di Parma, altra vittoria esterna fondamentale della stagione dopo quelle di La Spezia e Crotone, con Scamacca che con una doppietta ribalta il punteggio dopo la rovesciata vincente in avvio di Pellé. I ducali precipitano a meno dodici punti ed il Cagliari, terzultimo, è nove lunghezze dietro per cui anche il pari della settimana successiva contro la Fiorentina, anche se può lasciare qualche rimpianto per una viola in dieci per larga parte della ripresa per l’espulsione dello sconsiderato Ribery, con la rete di Mattia Destro ed il pari del gioiello gigliato Vlahovic, è ben accetto e fa classifica anche se un intervento su Zappacosta in area in pieno recupero, se rivisto al Var, avrebbe potuto regalare tre punti decisivi.

Le due sconfitte consecutive in casa di Juventus e Milan regalano attenzione per i due successivi impegni casalinghi contro Benevento e Spezia che diventano dirimenti con sette giornate da giocare, con la classifica che dietro si è accorciata, con Torino e Cagliari in rimonta ed il Benevento che arriva a Genova per una partita decisiva, a due punti dal Genoa a quota 32 insieme allo Spezia. I campani di Inzaghi con uno sciagurato girone di ritorno sono crollati in classifica ma la clamorosa vittoria nello Stadium juventino ha mantenuto in linea di galleggiamento una squadra che ha comunque ancora cinque punti di margine sul Cagliari terzultimo prima della partita.

L’avvio del match è pirotecnico, due volte vanno avanti gli ospiti con Viola su rigore e Lapadula e per fortuna Pandev con una doppietta regala un prezioso pari alla truppa di Ballardini in una partita in cui una sconfitta sarebbe stata gravissima nella giornata in cui Radovanovic, dopo essere stato grande protagonista nel corso della stagione, mostra la corda nel pacchetto davanti a Perin.

Tre giorni dopo arriva lo Spezia, Radovanovic è squalificato, il terzetto Biraschi, Goldaniga e Criscito non sbaglia nulla davanti a Perin, Strootman comanda a centrocampo, Zappacosta è imprendibile e nella ripresa gli ingressi di Scamacca ed Eldor spaccano la partita, con tre punti che di fatto salvano anticipatamente il Grifone a cinque giornate dalla fine.

La trasferta di Roma contro la Lazio manda agli archivi una sconfitta per 4-3 , con le reti di Scamacca e Shomurodov che regalano speranza di una clamorosa rimonta nel finale di una partita che sembrava ormai chiusa, il Sassuolo maggiormente motivato e tecnicamente superiore infligge la prima sconfitta interna al Genoa targato Ballardini, con le reti dell’emergente Raspadori e di Berardi, che approfitta di un clamoroso errore di Masiello prima della rete della speranza firmata nel finale dal devastante Zappacosta, nella partita in cui una cervellotica decisione del Var priva Zajc del gol del temporaneo pareggio ma la terzultima regala al Grifone la salvezza anticipata, con la vittoria di Bologna per 2-0 griffata ancora da Zappacosta con una gran conclusione da fuori area e dal rigore di Scamacca.

L’ultimo impegno interno è contro l’Atalanta dell’ex Gasperini, che con il 4-3 finale ottiene la terza qualificazione consecutiva alla Champions con il Genoa che, dopo un’ora di dominio orobico, salva la faccia grazie alla doppietta dell’ispirato Shomurodov ed al rigore di Pandev, con l’uzbeko che firma la vittoria nell’ultimo turno in Sardegna che certifica un incredibile undicesimo posto finale per i ragazzi di Ballardini.

Chiudiamo con qualche statistica per una squadra che ha ottenuto 18 punti nel girone ascendente, frutto di 4 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte, con 19 reti segnate e 30 subite e che nel ritorno ha vinto 6 volte, con 6 pari e 7 sconfitte, 28 reti sia segnate che subite con 24 punti realizzati. Undici i marcatori e ben 34 delle 47 reti segnate frutto dei quattro attaccanti, dagli undici gol di Destro, unico in doppia cifra, agli otto di Scamacca e Shomurodov ai sette dell’eterno Pandev, con quattro centri per Zappacosta, grande protagonista del girone di ritorno dopo i problemi fisici dell’andata, elemento di classe superiore e di grande apporto a differenza di Pjaca, una delusione al di là delle tre reti segnate. Un centro ma importantissimo per Badelj, nella staffilata al cinquantesimo che ha evitato la sconfitta contro il Verona, per Criscito, rigore pesantissimo a La Spezia nella prima di Ballardini, Czyborra, Sturaro e Zajc.

MARCO FERRERA           

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