Il Grifo in rimonta non sfigura alla festa Champions della Dea, 3-4 con l’Atalanta

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L’Atalanta centra per il terzo anno consecutivo la qualificazione alla Champions ma soffre fino al termine contro il Genoa che Ballardini, dopo la salvezza matematica di tre giorni prima a Bologna, schiera con tante seconde linee, dal portiere Marchetti ad Onguene, passando per Melegoni, Cassata e Rovella e con l’impiego nel secondo tempo di Caso, Portanova ed Eyango, chiudendo con tre millenials sul terreno di gioco.

Tra gli orobici va in panchina Muriel , non al meglio, preservato per la finale di Coppa Italia di mercoledì prossimo e Zapata è il terminale offensivo , nei primi tre minuti il Grifone ha due buone opportunità, prima con Melegoni che lanciato splendidamente da Rovella si presenta al limite davanti a Gollini che ne ribatte in corner la conclusione a mezza altezza e sul corner successivo la sfera arriva sui piedi di Masiello che da dentro l’area potrebbe fare meglio ed il cui destro scheggia il palo destro esterno. Dopo questa fiammata iniziale però è la Dea a prendere possesso della metà campo genoana e dopo 9’ andare a rete: Malinovskyi serve nello spazio centrale Zapata che brucia Radvanovic e Masiello in ritardo sulla chiusura ed infila Marchetti nell’angolo basso alla sua sinistra. Il solo Rovella che si abbassa per far iniziare la manovra e piace per dinamicità e coraggio non basta e De Roon e compagni rendono imbarazzante la superiorità nerazzurra, con Miranchuk e Malinovskyi che alle spalle dell’incontenibile Zapata toccano un’infinità di palloni accoppiando qualità a quantità, Hateboer e Gosens che costringono Ghiglione e Cassata a fare solo opposizione difensiva, Frueler e De Roon professori a centrocampo con il terzetto difensivo guidato centralmente dall’ex Romero che non concede neppure le briciole allo sconsolato Destro ed al poco propositivo Pjaca e dopo una bella uscita bassa di Marchetti, che si oppone alla percussione di Gosens arriva inevitabile al 26’ il raddoppio, anche se è imperdonabile la leggerezza con cui Radovanovic si fa soffiare palla all’altezza della linea di fondo da Zapata, con il colombiano che serve all’indietro per Malinovskyi che infila comodamente. Marinelli in un primo tempo annulla ritenendo che la sfera abbia varcato la linea prima del tocco di Zapata ma corretto dal Var indica il centrocampo convalidando la rete.

La partita diventa sempre più un monologo ospite, con un possesso palla che raggiunge percentuali bulgare e prima della chiusura del tempo arriva anche la terza rete, quella che sembra seppellire la partita: da sinistra il lungo cross dell’attivissimo Malinovskyi pesca dalla parte opposta all’altezza dell’area piccola Hateboer che di testa fa sponda per Gosens che con un’incornata infila nell’angolo destro, in una classica manovra gasperiniana, con i due quinti protagonisti, per l’undicesimo centro stagionale del tedesco di nazionalità olandese, magnifico interprete di un complesso che gioca a memoria.

Ci si aspetta di assistere ad una ripresa che potrebbe essere poco più di un allenamento ed invece i cambi di Ballardini, che cambia modulo inserendo Pandev, Shomurodov e Caso per Destro, Cassata e Zajc regalano linfa e vivacità, con Gasp che fa rifiatare il fin qui devastante Zapata inserendo Pasalic ed il professor Freuler, con l’ingresso di Pessina.

Dopo tre giri di lancette si addormenta Djimsiti pressato da Shomurodov che gli ruba palla ed incrocia con un gran sinistro che va a baciare il palo mancino di Gollini infilandosi nel sacco ma tre minuti dopo gli ospiti si riportano avanti di tre, con Miranchuk che entra con troppa facilità da sinistra nella zona presidiata da Onguene e serve in area Pasalic che con altrettanta scarsa opposizione chiude l’azione con un destro che infila Marchetti per la quarta volta.

Finisce anche la partita non da tramandare ai posteri di Cassata ed entra il giovane Portanova mentre Gasperini, sempre molto agitato e plateale a bordo campo nel rimarcare alcuni errori dei suoi (sulla leggerezza precedente di Djimsiti se lo sarebbe mangiato…), richiama l’altro grande protagonista di giornata Malinovskyi regalando un’opportunità al talentuoso Lammers, scarsamente impiegato in stagione, facendo pure lui un pensierino anticipato alla finale di mercoledì prossimo. Pandev reclama un possibile penalty per un tocco ai suoi danni nei sedici metri, con Marinelli che non ritiene di andare al Var nonostante le proteste del macedone ma tre minuti dopo, al 21’, deve correre davanti al monitor per assegnare il tiro dal dischetto, dopo un cross da destra di Onguene che impatta sul braccio largo di Gosens e Pandev infila un minuto dopo spiazzando Gollini, per la rete centouno nella massima serie, il giusto premio ad uno straordinario professionista ed un grandissimo calciatore che questo pomeriggio potrebbe aver calcato per l’ultima volta il terreno del Ferraris. Gasperini comincia ad alzare il tono delle urla nei confronti dei suoi che vede troppo molli ed in calo sia fisico che di tensione nervosa, lievita in mezzo la prestazione di Melegoni supportato dalla dinamicità di Portanova con Rovella che detta i tempi di gioco e davanti la frenesia del brevilineo Caso, gli scatti di Eldor e la classe di Pandev fanno arretrare i bergamaschi, padroni del campo nella prima frazione e che ora cominciano a perdere certezze e tempi di gioco. Palomino entra per Gosens con Djimsiti che scala a sinistra e c’è spazio anche per Eyango che sostituisce Melegoni ed a sei minuti dalla fine il Grifone accorcia ulteriormente: Portanova è tenace ed efficace nel rubare palla sulla trequarti a Pessina, con Pandev che serve Shomurodov che controlla in corsa, entra in area e fulmina Gollini.

Sale la tensione sulla panchina orobica, con il Genoa che gioca con la forza dei nervi distesi  al cospetto di un’avversaria che deve vincere per la qualificazione europea, entra anche Muriel per regalare qualità nel concitato finale, il Genoa ci crede ma la punizione da sinistra di Rovella termina sul fondo in un’area affollatissima, rendendo vano l’ultimo assalto rossoblù, prima che al terzo dei quattro minuti di recupero lo sciagurato Lammers, dopo aver lasciato sul posto Masiello, manchi un comodo assist per il solo e libero Muriel a centro area, facendo ulteriormente saltare il tappo al tecnico piemontese a bordo campo. Ma poco dopo il triplice fischio di Marinelli certifica l’ennesima impresa dei bergamaschi, che si abbracciano dopo aver rischiato nel finale una clamorosa rimonta, gestendo male l’ultima parte di match opposti ad un Genoa che nel primo tempo aveva fatto temere per una goleada e che viceversa esce con l’onore delle armi, con una ripresa giocata con la spensieratezza e la libertà mentale messa in campo dai suoi giovani presi per mano da nonno Pandev.

La prossima settimana a Cagliari si chiuderà senza i patemi finali degli scorsi anni una stagione ancora una volta soffertissima, in cui solo l’avvento di un tecnico come Ballardini ha permesso di rimettere in linea di galleggiamento una squadra che prima di Natale sembrava avere un piede e mezzo già in serie B, ci auguriamo non si commetta il solito errore di affidarsi all’ennesima scommessa e liquidare un tecnico che senza nulla togliere a chi è sceso in campo è il vero artefice dell’ennesima salvezza conquistata dal club più antico d’Italia.

GENOA-ATALANTA 3-4

GENOA (3-5-2): Marchetti 6 – Onguene 5,5 Radovanovic 5 Masiello 5,5 – Ghiglione 5 (12’ s.t. Portanova 6,5) Zajc 5 (1’ s.t. Caso 6,5) Rovella 6,5 Melegoni 6 (34’ s.t. Eyango n.c.) Cassata 5 (1’ s.t. Shomurodov 7,5) – Pjaca 5 Destro 5 (1’ s.t. Pandev 7) All: Ballardini 6,5

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6 – Toloi 6 Romero 6 Djimsiti 5 – Hateboer 6 De Roon 7 Freuler 6,5 (1’ s.t. Pessina 5) Gosens 6,5 (31’ s.t. Palomino 6) – Malinovskyi 7,5 (12’ s.t. Lammers 5) Miranchuk 6,5 (44’ s.t. Muriel n.c.) – Zapata 7,5 (1’ s.t. Pasalic 6) All: Gasperini 6

Arbitro: Marinelli di Tivoli 5,5

Reti: p.t. 9’ Zapata 26’ Malinovskyi 44’ Gosens s.t 3’ e 39’ Shomurodov 6’ Pasalic 22’ Pandev (rig.)

Note: giornata grigia e piuttosto fredda, con lieve pioggia nell’intervallo. Terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Djimsiti, Toloi e Rovella. Calci d’angolo 4-2 per l’Atalanta. Recupero: 0 + 4.

                                                                                         MARCO FERRERA       

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