Il Genoa contro Sassuolo e cattiva sorte senza Criscito e Biraschi

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Forse il Genoa avrà raccolto, nel suo momento fulgido – dopo l’ennesimo avvento del Balla – più punti di quelli meritati, ma adesso sta pagando con gli interessi quel presunto colpo di fortuna. Il calendario, ad esempio, è davvero pessimo, alla faccia di chi pilatescamente afferma che prima o poi si debbono affrontare tutte le 19 avversarie. Purtroppo, il Grifo rischia di essere atteso da tre compagini (su quattro) ricche di motivazioni: il lanciatissimo Sassuolo, la corazzata Atalanta ed un Cagliari che nell’ultimo turno potrebbe ancora aver bisogno della posta intera.

Siccome le disgrazie non arrivano mai sole, ecco la jella materializzarsi nel contemporaneo infortunio muscolare occorso a capitan Criscito e Biraschi: il membro più carismatico del gruppo e il difensore più eclettico e in condizione. Ballardini non gongola certo davanti alla prospettiva di non dover scegliere i tre gendarmi da opporre ai neroverdi, anche considerando che Radovanovic proviene da un periodo pregno di errori e di susseguenti critiche, Goldaniga non sempre si rende autore di chiusure impeccabili e Masiello, il più affidabile del trio, non può sempre metterci una serie infinita di pezze.

Contro siffatti antagonisti – tecnicamente dotatissimi e prolifici – sarebbe servito, eccome, un laterale a propensione difensiva, ma senza quei due il piatto piange, anche tenuto conto dell’inadeguatezza dei rincalzi disponibili: il chilometrato Zapata (da mesi fuori dai giochi) e l’oggetto misterioso Onguene, ormai avulso dal clima del campionato. Chi opporre al guizzante, spesso irrefrenabile Boga sul corridoio destro? Probabilmente Ghiglione, accettabile dalla metà campo in su ma spesso a malpartito se occorre fare filtro. D’altronde, l’alternativa sarebbe Zappacosta (con il parallelo rilancio di Czyborra sulla sinistra), altro elemento più abile ad attaccate e troppo importante nell’economia del gioco rossoblù per venir sacrificato in copertura. Mai come stavolta, insomma, i centrali Zajc (favorito per completare il settore ad onta di prove incolori) e Strootman dovranno sdoppiarsi sacrificandosi anche lontano dalla zona mediana.

Si prospetta una gara spinosissima, col Sassuolo a comandare e il Grifone a chiudersi a riccio, con l’intendimento di scattare in contropiede appena possibile. Non esistono tattiche alternative, considerando che i neroverdi diventano una macchina da gol se possono agire negli spazi ma spesso faticano ad abbattere muraglie munite. È improbabile dunque che – almeno con un parziale favorevole – Ballardini ordini ai suoi di andare all’arrembaggio, costi quel che costi.

Certo, bisognerà sfruttare le opportunità offensive che si presenteranno. Già, ma con chi? Quasi certamente con Scamacca, certamente stimolato dal dover affrontare il club proprietario del suo cartellino: magari per la rabbia di essere stato spedito altrove invece che confermato in un club che si sta giocando l’Europa. Il suo partner uscirà quasi certamente dal ballottaggio tra Pandev – decisivo anche nel confronto dello scorso anno – e Destro, ma non si esclude una preordinata staffetta tra i due. E neppure si può scartare l’ipotesi che – magari nella ripresa – trovi spazio Shomurodov, sperabilmente rinfrancato dal gol realizzato all’Olimpico e pur sempre il solo genoano in grado di produrre brio e velocità.

 

Inutile nascondersi; serve a tutti i costi almeno un punto per non rendere criticissima la caccia alla salvezza. Archiviato questo lunch match, tutti a spasimare per il Cagliari che, ospite del Benevento, potrebbe con una vittoria risolvere i problemi suoi e quelli del Genoa. Dover dipendere dagli altri è la nuova condanna che il presidente Preziosi ha inflitto ai desolati e sconsolati tifosi rossoblù.

                           PIERLUIGI GAMBINO                      

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