Samp di Ranieri nona, è il miglior risultato possibile. Da rinnovare, subito

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Anche i più feroci contestatori di Claudio Ranieri sono costretti a battere in ritirata. La somma legge dei risultati e delle prestazioni li ha inesorabilmente zittiti, abbattendo pure quei sottili margini di perplessità che si potevano concedere loro. Vero, c’è chi come l’ex portiere Marchegiani, oggi apprezzato commentatore televisivo, definisce “scolastico” il calcio proposto dal testaccino, ma oggidì le società di media classifica come la Sampdoria non possono sposare certe considerazioni tirate per i capelli.

Ranieri stramerita la riconferma, dopo aver miracolato una squadra proiettata verso la retrocessione e, nel campionato successivo, averla mantenuta costantemente a sinistra in classifica. Il nono posto attuale, considerati i bilanci economici delle otto regine, è il massimo risultato possibile, e non ha torto l’allenatore quando – con un briciolo di presunzione – fa notare che alle spalle della sua creatura pascolano realtà inizialmente ben più accreditate. E l’attuale nono posto è realmente lo scudetto delle provinciali, il miglior piazzamento possibile in rapporto agli investimenti societari sul paco giocatori.

Le dichiarazioni rilasciate da mister dopo il trionfo sulla Roma lasciano intendere che la cifra d’ingaggio relativa al rinnovo del contratto abbia un’importanza secondaria. Il trainer accetterà una decurtazione e la società, dal canto suo, appare disposta ad un taglio contenuto.

Il football ranieriano non sarà modernissimo, ma è certamente proficuo e adatto a valorizzare giocatori che erano giunti in Liguria senza un nobile pedigrée. Basti pensare a Thorsby, diventato un centrocampista completo di impareggiabile efficacia, ma anche ai terzini Augello e Bereszynski, al centrale difensivo Colley, senza dimenticare il rilancio a livelli altissimi del portiere Audero. Basterebbe abbinare la nuova cifra alle loro valutazioni per capire l’entità dell’incremento patrimoniale garantito dal baronetto capitolino.

Vero, certe sue frasi futuristiche buttate lì nel post gara tengono in vita una minima apprensione e lasciano pensare che non coincidano ancora i progetti di allenatore e dirigenza. Ranieri prevede giustamente che il prossimo campionato sia ancora più competitivo dell’attuale e non intende accettare una smobilitazione e la perdita di troppi elementi base. Ci sarà tempo e modo per appianare divergenze senz’altro superabili.

In attesa del lieto evento – da abbinare al rinnovo per un anno ancora di capitan Quagliarella – è giusto notare la maturità di un collettivo che sta agendo in controtendenza rispetto ai pessimi finali di stagione precedenti. Ranieri si sta dimostrando anche un fine psicologo, poiché è riuscito a tener desta la concentrazione generale nonostante la mancanza di obiettivi prestigiosi. Non solo, contro la Roma – rimaneggiata, moralmente scossa e, siamo sinceri, immersa in problemi di ogni genere – si è registrata un’altra novità esaltante: la continuità di rendimento e di ritmo dal principio alla fine, senza quegli abituali divari tra un tempo e l’altro che indispettivano tifosi e dirigenti.

È giusto, infine, rimarcare un numerino tutt’altro che trascurabile: 16. Tanti, infatti, sono i blucerchiati che nell’arco del campionato, hanno apposto la propria firma nel tabellino dei goleador. Un segnale tangibile dell’ottimo lavoro svolto dalla guida tecnica, capace di sopperire magnificamente alla mancanza di autentici frombolieri.

PIERLUIGI GAMBINO

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