Saponara nel finale entra e trova il pareggio per lo Spezia: 1-1 con l’Hellas

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Nel delicatissimo scontro salvezza contro il Genoa lo Spezia aveva completamente sbagliato l’approccio, rischiando di uscire dalla partita nei primi 5 minuti, finendo per rivitalizzare, come già sotto Natale, una squadra che veniva da un periodo incerto. Contro il Verona, oggi considerata una colonia del Genoa del Preziosi, tanto che le malelingue sospettano qualche intrallazzo tra l’imprenditore irpino e il presidente dei gialloblù Setti, hanno la possibilità di riprendere a filare il discorso salvezza spezzatosi a Genova, contro un avversario più simile agli Aquilotti e quindi più adatto a essere sconfitto.

Lo Spezia gioca meglio quando viene attaccato e le contendenti si gettano l’una contro l’altra senza remore, come un agile e baldanzoso reparto di cavalleria sa caricare e ritrarsi per caricare di nuovo, in continuazione, sino a che l’avversario non è fiaccato; ma contro un muro di scudi ben piantato deve faticare assai per trovare un pertugio. In tal senso l’undici di Juric, chiamato a difendere esclusivamente l’onore, considerando la classifica così tranquilla da risultare poco spronante, si presta completamente a una sfida completamente aperta. Come si evince già dagli schemi: 4-3-3 contro 3-4-1-2.

Italiano davanti a Provedel dispone Vignali, Ismajli, Chabot e Marchizza; in mediana Estevez, Ricci, Maggiore; in avanti Verde e Gyasi a supporto di Nzola.

Il suo collega e rivale croato invece si affida, tra i tanto chiacchierati ex Grifoni a Sturaro, Lazovic, e Salcedo, ma anche a Barak e Zaccagni, centrocampisti di grande intensità a lungo messosi in mostra prima di un calo fisiologico, tutti a supporto dello sgusciante ma spesso poco preciso Lasagna.

I primi 5 minuti confermano la fama del numero 92 dei veneti, si smarca subito dal limite per cercare un potente tiro a incrociare, respinto da Provedel; poco dopo lo supera subito dopo essere fuggito via con troppo anticipo su una sponda di Faraoni, il Var ravvisa un fuorigioco.

Lo Spezia però non è succube dell’inizio fiammeggiante dell’Hellas e cerca di rispondere per le rime: al 13’ Nzola tenta la furbata avventandosi famelico ma goffo su un cross a mezza altezza con la mano, trovando prima la rete e poi l’ammonizione, mentre Verde al 17’ sfiora il vantaggio con un bel tiro a giro.

I padroni di casa prendono ritmo e il pallino del gioco, gli ospiti però non li fanno respirare.

Al 26’ una bella combinazione sulla sinistra porta all’incornata di Salcedo, Provedel mostra di essersi completamente ripreso dopo l’opaca prestazione di Genova neutralizzando da pochi passi.

Le due squadre battagliano con ardore ma non riescono ad aver ragione l’una dell’altra, e così la contesa si risolve in un vano susseguirsi di duelli sulla mediana. Proprio sul finale di tempo però due scossoni, uno per parte, rischiano di sgretolare l’equilibrio: una cannonata di Estevez si spegne di pochissimo a lato, mentre un Salcedo in gran spolvero su una punizione tesissima devia con la fluente chioma, beccando il palo da due passi, a porta più indifendibile che sguarnita.

Era il primo di recupero e l’ultimo minuto in assoluto della prima frazione, si rifà al primo della ripresa: Zaccagni lancia Lazovic, cross, e al terzo tentativo di testa l’italiano di origini colombiane proveniente da Sestri Ponente trova il vantaggio.

 

Al 51’ i padroni di casa a un passo dal chiuderla, Di Marco centra la traversa con una punizione dal limite.

Al 56’ Ricci batte un colpo per gli Aquilotti, sino a quel momento colpevolmente imbambolati nel secondo tempo, la sua punizione a giro viene parata da Silvestri ma ha il merito di riscuotere i suoi, tanto che nel 59’ solo un Verde che svirgola al termine di un contropiede magistralmente orchestrato impedisce il pareggio.

Tre cambi per il Verona dal 60’ al 65’ dopo che era entrato nell’intervallo Tameze per Sturaro, dentro Kalinic, Bessa e Ilic per Lasagna, Salcedo e Zaccagni; Italiano risponde con Leo Sena per Maggiore e Agudelo per Verde, sino a quel momento tra i più pericolosi.

Nonostante gli Aquilotti provino a spingere, il match procede senza che nessuna delle due compagini riesca più a trovare spazi dopo i rapidi cambi di fronte del primo tempo, e il Verona ovviamente non fa nulla per mutuare la favorevole inerzia.

Da un lato entra Gunter, dall’altro oltre ad Acampora per Ricci anche Saponara per Gyasi, al 83’, e così gli ultimi 10 minuti potrebbero sembrare definitivamente una partitella d’allenamento al Signorini di qualche anno fa, se non fosse per il colore delle casacche e l’intensità profusa nel match.

A sorpresa sono gli ex genoani dello Spezia a indirizzarla, anche se il gol del vantaggio veneto era stato firmato da Lazovic-Salcedo: Agudelo tocca in profondità per Saponara, entrato da appena 3 minuti, che sterza su Ilic e conclude in porta: 1-1.

Lo Spezia prova a ribaltarla del tutto ma non ha abbastanza forza per impensierire un Verona arroccato e preoccupato di porre termine alla serie di sconfitte.

Il pareggio permette di respirare in attesa dei difficili impegni di Cagliari e Benevento contro Napoli e Milan, e quello ben più abbordabile del Torino col Parma, soprattutto per come è arrivato: Italiano ha trovato la sua squadra che lotta sino all’ultimo. La sensazione però che per salvarsi dovrà tenere il coltello tra i denti sino all’ultimissimo, quando al Picco verrà una Roma che potrebbe essere ancora coinvolta in una lotta per l’Europa.

Federico Burlando

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