Samp ammazzagrandi per la gloria, Roma ferita per il riscatto

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Difficile dare torto a Claudio Ranieri, pronto ad affermare che avrebbe preferito trovarsi contro, nel posticipo notturno marassino, una Roma ancora speranzosa di agguantare la finale di Europa League. Il punteggio tennistico rimediato dai giallorossi all’Old Trafford, infatti, sconvolge i loro piani inducendoli a dirottare su un altro obiettivo. Svanita – a meno di una rimonta che avrebbe i contorni del prodigio – la chance di entrare in Champions attraverso la porta secondaria, ecco che la truppa di Fonseca è obbligata a rituffarsi con la massima lena nel campionato, cercando di scongiurare il peggio, vale a dire l’uscita definitiva dal giro internazionale. Sì perché adesso i punti di margine attivo rispetto allo scatenato Sassuiolo si sono ridotti a tre e, di conseguenza, è a rischio abbastanza serio il settimo posto finale, traguardo inferiore alle ambizioni sbandierate in agosto ma pur sempre meglio di niente.

Quella di scena a Marassi sarà dunque una Lupa ferita nell’orgoglio ma anche nel morale, abbattuta dalla goleada in Inghilterra e immersa in problemi di ogni tipo, ma obbligata ad inscenare una pronta reazione. Con i contestatori in agguato, il mister portoghese, il cui addio a fine stagione è scontato, deve anche fare la conta dei disponibili pur disponendo di un organico invidiabile. I contemporanei infortuni a portiere Pau Lopez, al regista Veretout e al mancino Spinazzola (protagonista di un’annata maiuscola) sono difficilmente assorbibili senza pagare dazio. Se a ciò si aggiungono gli acciacchi di Smalling e Diawara, ecco che la spia dell’allarme si è accesa e le soluzioni alternative iniziano a scarseggiare.

Sir Claudio ha un cuore giallorosso sin dall’infanzia, ma non è tipo che si lasci intenerire. Dopo aver mietuto vittime illustri come Inter, Atalanta e Lazio, intende riproporre la sua Samp come ammazzagrandi, conscio di poter centrare l’impresa. Il reiterato diktat (“Voglio chiudere il campionato a quota 52 o…giù di lì”), rivolto ai suoi prodi, basta e avanza a produrre un certo stimolo e a scongiurare l’ennesimo rilassamento nei finali di campionato. Dopo tutto, c’è sempre da difendere la nona piazza dagli eventuali attacchi di compagini (Verona, Bologna, Udinese) che non appaiono ferratissime ma neppure vanno sottovalutate: altro incentivo a non sbracare.

L’occasione comunque à ghiotta e va sfruttata. Ranieri ha però bisogno di qualche messaggio favorevole da parte degli attaccanti, attesi a risolvere l’annosa questione della sterilità offensiva. Su questo fronte uno solo è il punto fermo: Manolo Gabbiadini, che ha ancora in corpo la rabbia accumulata nei mesi di forzata assenza per infortunio. Il bergamasco è uso esaltarsi in certe partite, anche se avrà bisogno di un partner all’altezza. Già, ma chi sarà il fortunato? L’allenatore sino in fondo studierà quale elemento tra Quagliarella (il compagno preferito da Gabbia) e Keita (osservato speciale in vita della decisione se provare a riscattarlo o restituirlo al mittente), entrambi vittime di acciacchetti e non propriamente al meglio. Improbabile un doppio forfait, che darebbe via libera a Verre – tutto meno che una punta pura – ma mister Claudio terrà in ghiaccio la scelta sino all’ultimo momento.

Anche Candreva – ex laziale al pari di Keita, dunque in clima derby – non è al top: probabile un suo accantonamento, che consentirebbe a Damsgaard di riscattarsi agli occhi di tecnico e dirigenza dopo qualche recita piuttosto opaca. Viperetta ha già deciso di tenersi stretto il danesino ancora per un anno, sperando nella sua definitiva esplosione, ma i recenti regressi del giocatore iniziano a porre qualche interrogativo.

A centrocampo riecco Ekdal che, anche contando i miglioramenti del suo alter ego Adrien Silva, resta il miglior bue della stalla, sapendo unire con la massima efficacia le qualità nell’impostazione e nella fase di filtro: la sua prolungata assenza qualche problemino l’ha creato.

Infine, in terza linea, si ripropone il ballottaggio tra Yoshida e Tonelli, con il giapponese lievemente favorito: una scelta che non appare destinata a mutare i destini di una gara comunque non priva di difficoltà. Anche senza Dzeko, che dovrebbe riposare, Fonseca può sempre contare sul ficcante Borja Mayoral, supportato alle spalle dall’imprevedibile Mkhitaryan e da Pellegrini, ormai un puntello della nostra Nazionale. Calano – senza lo slovacco – i pericoli nel gioco aereo ma crescono le insidie sulle manovre rasoterra.

Chiaramente, una vittoria sarebbe il miglior viatico in vista della firma di Ranieri sul nuovo contatto con la Samp: un evento sul quale non si accettano più scommesse. Il romanaccio sta da papa in Riviera ed è disposto a guadagnare qualcosa in meno, mentre il presidente ha ormai scartato soluzioni alternative per nulla convincenti. Importante sarà solo allineare, anche a livello di comunicazione, gli obiettivi legati alla prossima annata sportiva.

PIERLUIGI GAMBINO

 

 

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