La Sampdoria supera il tabù dello “Scida” e vola al nono posto

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La Sampdoria vince la sua seconda partita consecutiva, la quinta in trasferta (ma la prima dell’intero girone di ritorno), espugnando con il minimo scarto e senza troppe sofferenze l’Ezio Scida di Crotone, dove – Coppa Italia a parte – non aveva mai vinto.

Ranieri cambia qualcosa nella formazione che aveva ben figurato nel secondo tempo contro il Verona, concedendo un turno di riposo a Bereszynski e sostituendolo con Ferrari. Fuori anche Yoshida, squalificato, con Tonelli a fare coppia con Colley, mentre Quagliarella riprende il suo posto al centro dell’attacco al fianco di Gabbiadini.

Cosmi schiera il suo Crotone con il 3-5-2, lasciando a Messias il compito di affiancare Simy sulla linea offensiva. A centrocampo l’ex Cigarini – al rientro dopo un lungo stop – dirige le operazioni, sostenuto da Henrique e Zanellato.

L’inizio dei biancocerchiati è promettente: al 3’ Silva fa viaggiare Jankto sulla sinistra, e sul cross del boemo Candreva taglia sul primo palo per un colpo di testa che non è la sua specialità, e si vede.

Al minuto numero otto una combinazione Quagliarella – Gabbiadini porta al tiro il capitano da posizione defilata. Ne esce un calcio d’angolo, e sulla ripartenza dei padroni di casa la Sampdoria si fa trovare scoperta: fuga di Reca sul settore mancino, palla al centro per Messias, il cui destro è centrale e non crea problemi ad Audero.

Al 16’ Candreva pilota una transizione offensiva partendo da destra. Quagliarella trascina via un difensore pitagorico e apre lo spazio per l’incursione sul versante opposto di Jankto, che controlla bene e tira con buona coordinazione, mancando di poco il bersaglio.

Al 20’ una buona opportunità dei padroni di casa con Simy, la cui conclusione è però nuovamente facile preda di Audero.

I ritmi, già non altissimi, tendono ulteriormente ad abbassarsi. Silva chiama spesso il pallone per smistarlo ora qui, ora là, e sembra più D’Antoni nell’Olimpia Basket di Dan Peterson che un centrocampista. Lo aiuta spesso Candreva, che si accentra cercando di portare scompiglio nel rigido schieramento calabrese.

Succede poco, e l’unica conclusione degna di rilievo è un destro volante di Quagliarella ben distante dai pali di Cordaz. Tuttavia la Sampdoria mantiene la guida dell’incontro, e in questa fase non è difficile vedere il solito Thorsby giganteggiare di testa, in un’occasione addirittura ai danni di Simy, al quale rende almeno cinque centimetri di statura.

Proprio nel finale arriva un episodio di cronaca. Simy, partito probabilmente in posizione irregolare, finisce a terra dopo un contrasto con Colley, forse ruvido ma del tutto regolare. Dopo qualche protesta di parte crotonese l’arbitro, il debuttante Paterna, manda le squadre al riposo.

La Sampdoria che si ripresenta dopo l’intervallo ha però un piglio diverso. Ranieri allarga Gabbiadini a destra, accentra Jankto alle spalle di Quagliarella, sistema la difesa a tre portando Augello sulla linea dei centrocampisti con Candreva in una posizione più confacente alle sue caratteristiche sull’altro versante.

Il Crotone sembra perdere quella quadratura che comunque aveva limitato il potenziale offensivo avversario, e già al 3’ consente a Thorsby di recuperare un pallone poco fuori area. Il norvegese fa tutto bene, tranne l’ultimo passaggio per Jankto, libero a sinistra: troppo corto.

Ma la partita sta svoltando: al 4’ Colley colpisce di testa su azione d’angolo, ma viene trattenuto vistosamente da un avversario. Paterna lascia correre, sebbene il centrale doriano venga chiaramente sbilanciato al momento di colpire.

All’ottavo, però, arriva il gol che deciderà la gara. Ancora un bel recupero sulla tre quarti destra, questa volta di Gabbiadini su Luperto. Il mancino bergamasco guadagna il fondo e serve Quagliarella sul secondo palo per il perfetto inserimento in bello stile del capitano, che con l’esterno destro insacca il suo undicesimo centro stagionale.

La reazione calabrese è tutta in un pallone lungo per Messias – opaca la prova del fantasista brasiliano – che esalta però l’uscita bassa di Audero, e in una telefonata dello stesso giocatore ad Audero, attorno al quarto d’ora. Tra le due giocate, bella controfuga di Candreva che serve per Gabbiadini, che rientra sul sinistro ma tira centralmente.

È però sempre la Sampdoria a fare la partita, soprattutto a centrocampo, dove il gap sembra profondo (59% – 41% alla fine il possesso palla per i biancocerchiati, non è un dato di poco conto). Al 17’ ancora l’asse Candreva – Quagliarella sugli scudi. La gran girata volante del capitano, molto ispirato, è respinta con difficoltà dal suo coetaneo Cordaz.

Cosmi capisce che è il momento di cambiare, e affianca un’altra punta vera – Di Carmine – all’isolato Simy, arretrando la posizione di Messias, sostituendo anche il frastornato Luperto con Golemic e il troppo compassato Cigarini, ancora a corto di condizione, con Molina.

Ma il copione non cambia. Al 26’ un altro scambio di fino tra Gabbiadini e Quagliarella porta il capitano a tu per tu con Cordaz, che neutralizza a fatica il tiro – invero un po’ centrale – dell’attaccante principe della squadra di Ranieri.

A dodici minuti dal termine si rivede la squadra di casa. Una sponda per Zanellato, forse il migliore dei suoi, porta al tiro dal limite il centrocampista, ma la mira è imprecisa, seppur non di molto.

Nel finale la Sampdoria sembra stanca, ma Ranieri abbastanza inspiegabilmente non effettua cambi. Così, negli ultimi minuti, un Crotone apparso ormai rassegnato per le sorti del torneo prova a riversarsi in attacco e crea l’unica, vera opportunità del secondo tempo a due minuti dal termine, con Simy, in serata poco ispirata e partito ancora una volta in posizione quanto meno dubbia, che – solo davanti ad Audero – calcia alto un pallone non facile, complice però anche la deviazione decisiva del portiere blucerchiato, eccellente anche questa sera.

Prima del corner, sulle cui conseguenze Molina sparacchia alto dai diciotto metri, ecco tre cambi per la Sampdoria: dentro Keita per Quagliarella, Damsgaard per Jankto e Leris per Gabbiadini, mentre Cosmi prova ad inserire un altro attaccante – Riviere, ex giocatore di Ranieri al Monaco – al posto di Djidji, un difensore.

Ma l’ultima opportunità è di marca doriana, con Leris che ciabatta malamente a centro area un suggerimento proveniente da destra dopo un’azione da lui stesso avviata.

Finisce qui, con Cosmi – ammonito dal direttore di gara – che esce arrabbiato per l’ennesima sconfitta della sua squadra, che, a differenza della partita d’andata, dove almeno aveva giocato un calcio propositivo, è apparsa ormai succube di un destino segnato soprattutto da una cifra tecnica apparsa non del tutto all’altezza di un compito – la salvezza – già difficile di suo.

Per la Sampdoria, invece, salto importante in classifica e quarta partita dell’anno senza subire gol, grazie ad una difesa che ha concesso pochissimo agli avanti crotonesi, forse le migliori individualità a disposizione di Cosmi. Nono posto e Verona – sì, lo splendido Verona spesso portato ad esempio – lasciato alle spalle, almeno per una giornata. Difficile chiedere di più a questa squadra.

 

Crotone (3-5-2): Cordaz 6; Djidji 5,5 (89’ Riviere n.g.), Magallan 6, Luperto 5 (63’ Golemic 6); Pereira 5,5 (63’ Di Carmine 5,5), Henrique 5,5, Cigarini 5,5 (63’ Molina 6), Zanellato 6,5, Reca 6; Messias 5,5, Simy 5,5. All. Cosmi

 

Sampdoria (4-4-2): Audero 6,5; Ferrari 6, Tonelli 7, Colley 6,5, Augello 6,5; Candreva 6,5 Thorsby 6,5, Silva 6,5, Jankto 6 (89’ Damsgaard n.g.); Gabbiadini 6,5 (89’ Leris n.g.), Quagliarella 7 (89’ Keita n.g.). All. Ranieri

 

Arbitro Paterna 6,5

 

Ammoniti: Cigarini (Crotone) 37’, Ferrari (Sampdoria) 46’ p.t.

 

Calci d’angolo 2-6

 

Giuseppe Viscardi

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