Il Bologna travolge lo Spezia: 4-1

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Spezia e Benevento sono due squadre che a prescindere dall’avversario che si trovano di fronte, sono in grado di pestargli i piedi e rovinargli la giornata. Era lecito arguire che seppur senza rinunciare a quest’attitudine avrebbero finito, forse involontariamente per darsi una mano a vicenda. Ai Felisinei mancava giusto qualche punticino tra le note di una stagione non memorabile per salvarsi, e pure allo Spezia il pareggio avrebbe fatto comodo. Si poteva quindi immaginare che pur dandosi battaglia il risultato avrebbe finito per assomigliare al frutto di una scampagnata, tipico quando due compagini hanno troppo da guadagnare dal non farsi male. Invece, non c’è stata né l’amichevole mascherata né la vera battaglia. In scena è andato solo un massacro. Gli Emiliani hanno dominato degli Aquilotti stavolta incapaci nella ripresa di osare una riscossa, dopo averla tentata nella prima frazione

Era già capitato in passato che gli uomini di Italiano andassero pesantemente sotto, ma con grinta e determinazione erano quasi sempre riusciti a riaprire il match. Magari non avevano portato a casa punti uscendo dal campo, ma erano stati tanti mattoncini per innalzare un rifugio di sicurezza: possiamo giocarcela con chiunque, sempre. Non esiste situazione compromessa. Il Bologna però, che già in autunno, in Coppa, era rimasto scottato dai ritorni di fiamma degli Aquilotti, non ha dato loro né tempo né modo di ritornare in partita dopo che nel primo tempo erano riusciti ad accorciare un duplice vantaggio.

Italiano si presenta col canonico 4-3-3, Vignali-Erlic-Ismajli e Bastoni davanti a Provedel, recuperato dal Covid; Maggiore, Ricci e Leo Sena in mediana; tridente d’attacco Verde-Nzola-Gyasi.

Mihajlovic squalificato aveva fatto sapere che le uniche certezze erano che se disponibile Palacio avrebbe giocato e che se ci fosse stato un rigore a favore non sarebbe stato Barrow a batterlo, dopo che il gambiano proprio in quel fatidico turno di Coppa aveva buttato via la qualificazione all’ultimo minuto. Si rivela facile profeta. El Trenza è infatti titolare, supportato proprio da Barrow, da Orsolini e da Soriano sulla trequarti e Schouten e Svanberg in mediana nel 4-2-3-1.

I rossoblù partono subito fortissimo, se si esclude il primo giro di lancette, quando Soumaoro insidiato si arrischia in un retropassaggio difficilmente gestibile per Skpopruski. Da quel momento però è sostanzialmente un assolo dei padroni di casa, con qualche solitario squillo ligure. Lo Spezia è un’ottima orchestra dove la forza del gruppo riesce a sopperire alle carenze dei singoli, ma quando non riesce a produrre il suo calcio armonico può comunque contare su qualche felice intuizione.

I primi dieci minuti vedono i Felsinei macinare gioco e azioni, senza però riuscire a farle sfociare in occasioni nitide; spesso è la bandierina alzata del guardalinee a frenarli. Allo scoccare del decimo trovano con Schouten il filtrante giusto per Orsolini, che però non riesce a inquadrare lo specchio nell’uno contro uno.

All’11’ il penalty sognato da Mihajlovic: lancio di Svanberg, Bastoni tocca di mano in area, rigore solare. Va Orsolini, vantaggio meritato.

Svanberg cerca subito il raddoppio con un tiro da fuori, poi Verde con una scorribanda tra le retrovie suscita una pallida reazione, ma al 18’ tutto sembra già finito: triangolo Soriano-Schouten- Barrow, 2-0 a porta vuota per l’ex Atalantino.

Segue il quarto d’ora migliore dello Spezia, coi padroni di casa che arretrano il baricentro lasciando la mezza occasione di cui gli uomini di Italiano avevano bisogno per ritrovarsi. Verde e Nzola sparano debolmente in porta, lo Spezia produce cross e ottiene calci d’angolo, spinge e alla fine dimezza lo svantaggio al 34’: Bastoni dalla bandierina, Ismajli insacca con un semplice tocco.

Il Bologna torna a spingere e al 37’ tramite uno schema su punizione Barrow viene liberato per il tiro, coglie il palo.

Il 3-1 è solo rinviato alla ripresa e al 54’, segno di un controllo assoluto della squadra capeggiata dal vice di Miha, Miroslav Tanjga. Questa volta a colpire sugli sviluppi di un angolo sono i rossoblù, Danilo appoggia in area per Svanberg che devia verso la porta. Al 60’ il poker e il bis dello svedese, sempre su angolo, bravo stavolta a recepire, solo sul secondo palo, un suggerimento di Barrow.

Al 64’ Orsolini può maramaldeggiare, supera Bastoni in dribbling e spedisce una cannonata sul palo. Lì di fatto muore il match. Italiano si gioca i prime due cambi, Agudelo e Acampora per Leo Sena e Verde, mentre Miahjlovic-Tanjga pure immette un paio di rincalzi. Dieci minuti dopo entrano pure Terzi e Marchizza per Erlic e Bastoni, ma da nessuna delle due parti c’è desiderio di combattere. Il Bologna si sente ormai definitivamente al sicuro e lo Spezia avverte che non tutte le situazioni possono essere in un qualche modo ribaltate. La speranza è che questo valga anche per il Cagliari in coraggiosa rimonta sabato sul Parma e dall’arrivo di Semplici pure in classifica.

Cosa combineranno i sardi da qui a fine campionato è una spada di Damocle che pende su via via sempre meno squadre, lo Spezia deve trovare la forza per gli ultimi colpi di reni e trarsi fuori da quell’inquietante traiettoria. I Bianchi hanno dato vita ai loro sogni, ma non si sono ancora guadagnati il diritto a dormire sonni tranquilli. Un giro a vuoto dopo tante rincorse disperate ci può stare, ma ora ci sono l’Inter primissima e il delicato confronto col Genoa. Per quanto massacrante dopo una marcia così lunga e gloriosa, bisogna ridarci dentro con lo sprint: chi si ferma è perduto.

Federico Burlando

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