Samp orrenda nel primo tempo col Verona, Ranieri le cambia i connotati e vince 3-1

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Ranieri rovescia la formazione iniziale e nella ripresa la Samp ribalta il Verona, alla quinta sconfitta nelle ultime sei partite ed avvicina i veneti a due punti al nono posto, ottenendo a quota 39 una salvezza ormai matematica a sette giornate dalla fine.

Soffre tremendamente la squadra iniziale, con Verre alle spalle di La Gumina in un modulo che non riesce a fronteggiare i gialloblù, subito padroni del campo con tre corner battuti nei primi due minuti, con Faraoni che calcia alto. Ma è un monologo della banda di Juric, che accosciato con il suo vocione guida i suoi ad aggredire alti gli avversari e dopo un’occasione mancata da Salcedo che tergiversa troppo in area sul servizio di Lasagna ed un quasi autogol di Yoshida sventato da Audero arriva dopo tredici minuti l’inevitabile vantaggio ospite, Verre deve stendere al limite Lasagna ed il destro di Lazovic da fermo è una chicca che, complice anche una barriera che si muove, va a morire nell’angolo alto alla destra di Audero.

L’unico lampo, se così si può dire, della Samp tre minuti dopo, ma il destro di Verre dal limite trova pronto Silvestri a deviare in corner sulla sua destra ma Barak e compagni continuano ad imperversare, con Salcedo e Zaccagni alle spalle di Lasagna, comunque ben contenuto da Colley e con le sovrapposizioni continue di Lazovic e Faraoni sulle fasce, con Di Marco schierato terzo di sinistra in difesa cui sono affidati tutti i calci da fermo. Il Verona però non approfitta di una Samp troppo brutta per essere vera, il colpo di testa di Zaccagni servito da destra da Salcedo trova pronto Audero che al 25’ vede sfilare a lato il colpo di testa del giovane talento uscito dal vivaio genoano sull’ennesimo corner di Di Marco. Negli ultimi venti minuti della prima frazione gli scaligeri allentano il loro pressing furioso, la Samp prende campo ma non riesce a pungere, con Silva troppo lento e monocorde, Augello mai propositivo e più preoccupato a difendere che ad attaccare, Damsgaard che non salta mai l’uomo e Jankto impreciso ed arruffone; il solo Bereszynski denota il suo ottimo momento di forma ed in avanti La Gumina non si muove male ma non viene mai servito da Verre che fallisce l’ennesima chance con una prima frazione da dimenticare. I blucerchiati recriminano solo al 38’ quando La Gumina lancia bene nello spazio Jankto che nei sedici metri viene sbilanciato con una robusta spallata da Sturaro che si disinteressa del pallone e rischia un possibile rigore, ma Dionisi lascia proseguire.

Entrano Gabbiadini, Keita e Candreva per La Gumina, Verre e Damsgaard, si passa al più collaudato 4-4-2 e dopo 55 secondi la Samp pareggia: da Gabbiadini per l’ex interista che crossa da destra, Keita gira al volo verso la porta e la deviazione di Dawidowicz diventa un assist per Jankto che scaraventa di sinistro sotto la traversa dell’incolpevole Silvestri. Si assiste ad un’altra partita ed al 5’ Jankto avrebbe la possibilità di segnare addirittura la doppietta, dopo un primo tempo negativo: Keita è bravissimo ad entrare in area da destra, difendere la sfera ed invece di tirare da posizione defilata apparecchiare per il ceco che tutto solo davanti a Silvestri si fa murare in uscita dal numero uno veronese. Ma è una Samp adesso propositiva, funziona la catena di destra, Candreva dopo un paio di veroniche serve l’arrembante Bereszynski che da destra mette in mezzo dove l’incornata di Gabbiadini termina a lato, imitato poco dopo dall’altra parte da Faraoni che non centra la porta su punizione di Di Marco.

Tameze e Bessa rilevano Sturaro e Zaccagni, spentosi alla distanza come i suoi compagni, i blucerchiati prendono possesso della metà campo ospite, lievita anche la prestazione in mezzo al campo di Silva, con Thorsby solito combattente e recuperatore principe delle seconde palle. Ed al 27’ il mobilissimo e finalmente motivato Keita lavora benissimo un pallone sulla tre quarti lo serve a Candreva che serve magistralmente l’attaccante nello spazio, il numero dieci entra in area e viene maldestramente atterrato da dietro dal nuovo entrato Tameze. Dopo la discussione tra Candreva e Gabbiadini per il tiro dal dischetto, Manolo mette la sfera sul gesso e spiazza Silvestri con un preciso sinistro alla destra del portiere.

Juric rinforza il reparto offensivo, entra Favilli per un insufficiente Barak mentre Lovato rileva Gunter, Yoshida fa correre lunghi brividi perdendo una palla sulla pressione avversaria e per fortuna della Samp il servizio di Tameze al centro è impreciso ed al 37’ arriva la rete che di fatto chiude la partita: sulla lunga sventagliata da sinistra su punizione di Silva legge male i tempi dell’uscita Silvestri ma va in cielo Thorsby che con la specialità della casa infila di testa nella porta sguarnita.

Tonelli va nel fortino per Jankto a cinque minuti dalla fine e nel finale diventa protagonista Audero, prima opponendosi ad un tentativo di Faraoni pescato sulla destra dell’area piccola ed al novantesimo immolandosi su Dawidowicz poi sfortunato al secondo dei tre minuti di recupero, quando coglie di testa il palo e poi ancora Audero è prodigioso nel ricacciargli in gola l’urlo del gol sulla ribattuta.

Festeggiano al fischio finale i blucerchiati e fraternizzano i cugini Colley, con il blucerchiato che prende in spalla il veronese entrato in campo nel finale al posto di Salcedo, il successo è parso a gioco lungo meritato per i ragazzi di Ranieri che, dopo aver sbagliato la formazione iniziale, con le scelte nella ripresa ha visto premiata la qualità mandata in campo, una tecnica che stavolta ha fatto la differenza contro un Verona che dopo un ottima mezz’ora iniziale si è sciolto e non ha saputo mantenere quei ritmi alti che in avvio avevano disorientato la Samp. Tre punti che permettono come detto alla formazione ligure di accorciare decisamente sugli avversari per dare un senso concreto alle ultime sette partite stagionali, per arrivare a quei 52 punti indicati da tempo dal mister testaccino come traguardo stagionale, nell’attesa dell’incontro tra il tecnico e Ferrero per prolungare il matrimonio o dirsi addio.

Tre punti conquistati anche nel ricordo dell’ingegner Sinesi, dirigente storico e braccio destro di Paolo Mantovani, persona di grande spessore sia professionale che umano, scomparso in settimana e che avrebbe meritato un minuto di ricordo nel silenzio dello stadio vuoto ma che resterà nel cuore e nel ricordo di tanti, ricordato dalla squadra che ha giocato con il lutto al braccio.

SAMPDORIA-VERONA 3-1

SAMPDORIA ( 4-4-1-1): Audero 6,5 – Bereszynski 7 Yoshida 5,5 Colley 6,5 Augello 5,5 – Jankto 6 (40’ s.t. Tonelli n.c.) Thorsby 6,5 Silva 6 Damsgaard 5 (1’ s.t. Candreva 7) – Verre 5 (1’ s.t. Keita 7,5) – La Gumina 6 (1’ s.t. Gabbiadini 7) All: Ranieri 6

VERONA (3-4-2-1): Silvestri 5,5 – Dawidowicz 6 Gunter 5,5 (32’ s.t. Lovato 6) Di Marco 6,5 – Faraoni 6 Sturaro 5,5 (13’ s.t. Tameze 5) Barak 5,5 (32’ s.t. Favilli 5,5) Lazovic 7 – Salcedo 6 (36’ s.t. Colley n.c.) Zaccagni 6 (13’ s.t. Bessa 5) – Lasagna 5,5 All: Juric 5,5

Arbitro: Dionisi ( L’Aquila) 6

Reti. P.t. 13’ Lazovic (V) s.t. 1’ Jankto 28’ Gabbiadini (rig.) 37’ Thorsby

Note: giornata di sole piuttosto fresca per la stagione, con vento in avvio poi calato d’intensità. Terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: p.t. Verre al 12’ s.t.:  Faraoni al 16’, Tameze al 27’, Dawidowicz al 36’, Keita al 38’, Yoshida al 40’ . Calci d’angolo 7-5 per il Verona. Recupero : 1 + 3 minuti.

MARCO FERRERA   

 

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