La Samp senza regista sfida il Napoli negli spazi

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Serie A football match UC Sampdoria vs SSC Napoli at the Marassi Stadium

Dopo aver battuto Atalanta, Lazio e Inter e fermato sul pari esterno il Milan, ecco che i blucerchiati intendono appendere al chiodo un altro scalpo nobile, quello del Napoli. La recente prestazione a San Siro ha aperto il cuore alla speranza: questa squadra, liberata psicologicamente dalle angosce di una classifica non ancora rassicurante, ha innestato un’altra marcia, ritrovando le antiche qualità.

Ranieri è ben conscio, peraltro, che rispetto ad una settimana fa ci sarà da sudare di più, considerati la forza complessiva dei Ciuccio ed anche il suo momento felice, appena intaccato dalla sconfitta di mercoledì nel recupero con la Vecchia Signora.

Ovvio, se dovessimo basarci solo sugli stimoli legati alla classifica, non ci sarebbe partita. Gli azzurri di Gattuso infatti sono impegnatissimi nella rincorsa verso il quarto posto, che varrebbe una poltrona Champions, ed hanno messo nel mirino soprattutto il balbettante Diavolo. Una rimonta, la loro, che appare abbordabile e per nulla miracolosa, quantunque complicata dall’inciampo di Torino. Il popolare Ringhio ha una tale abbondanza di campioni da potersi permettere di spedire in panchina elementi del calibro di Maksimovic, Bakayoko e Mertens. Stavolta, per esempio, toccherà al contropiedista Osimhen, spesso inarrestabile negli spazi larghi, affiancarsi ad Insigne e Politano sul fronte offensivo.

Il Ciuccio non ama “fare” la partita, ma gli toccherà quest’incombenza, che la Samp concederà volenterissimo, preferendo sfruttare le praterie, dove i vari Damsgaard, Candreva e lo stesso Bereszynski potrebbero dispiegare le loro lunghe leve. Anche Gabbiadini e lo stesso Quagliarella non disdegnano questo quadro tattico, che potrebbe consentire ad entrambi di tentare il tiro dalla distanza, tra le loro specialità.

Inutile forse rimarcare l’unica autentica preoccupazione per il mister del Testaccio: la contemporanea assenza di Ekdal e Adrien Silva, che priva il settore nevralgico delle “menti” e costringerà ad inventare di sana pianta un partner efficace per l’inamovibile Thorsby. Il favorito per queste mansioni delicatissime è Verre, che centrocampista puro non è, prediligendo agire in rifinitura. D’altronde, il giovane Askildsen non sta convincendo e fatica ad inserirsi nel nostro calcio mentre Jankto, esterno per vocazione, si smarrisce se inserito in mezzo con compiti di costruzione. Rimarrebbe Yoshida, che ha qualche acciacchetto ed è un difensore: magari efficace come uomo di rottura ma limitato in fase di impostazione. Chiaro che, in caso il Napoli attaccasse a spron battuto, rinforzare il contenimento con il giapponese potrebbe essere un’ottima idea.

Aspettiamoci comunque una sfida apertissima, che potrebbe regalare qualsiasi tipo di verdetto. Più chiaro è l’atteggiamento dei partenopei, che non possono a priori accontentarsi del singolo punticino. mentre l’approccio della Samp rischia di essere in parte influenzato dalla ridda di voci ormai incontrollate riguardo al futuro del settore tecnico e anche del parc ogiocatori. In attesa di scoprire le carte, il Viperetta chiede ai suoi un finale di campionato scoppiettante, con il corollato di una o due posizioni guadagnate in classifica. Obiettivo alla portata, in specie se, dopo il Diavolo, anche il Ciuccio dovesse con le ossa ammaccate dal confronto con Quagliarella e compagni.

PIERLUIGI GAMBINO

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