Un rigore contestato vanifica una rovesciata di Verde, la Lazio batte 2-1 uno Spezia coraggioso

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Un’annata ricca di sorprese per i tifosi spezzini, ma a Pasqua non si è mai sazi di niente e la speranza è che gli Aquilotti di Italiano ne regalino ancora una, per fare festa due volte. La Lazio è squadra temibile, compatta, pericolosa e arcigna, eppure ogni tanto si lascia cogliere di sorpresa e i bianchi, in questa occasione in tenuta blu mare, sono esperti in imboscate alle grandi dello Stivale.

4-3-3 di ordinanza per gli ospiti, che nel corso dell’anno a Roma, contro i giallorossi, hanno sfoderato prestazioni indimenticabili. Provedel torna arruolabile ma il mister gli preferisce Zoet, davanti a lui Ferrer, Chabot, Erlic e Bastoni; Maggiore, Ricci e Leo Sena in mediana; Gyasi e Farias scudieri di Piccoli.

3-5-2 per Simone Inzaghi, con l’insidiosissima coppia Immobile-Correa supportata dalla classe di Milinkovic-Savic e dai polpacci di Lucas Leiva, in panchina Luis Alberto, che ha recuperato in un lampo l’infortunio alla caviglia patito durante la sosta, ma non va rischiato.

Si comincia con la guerra di trincea, due falletti di Leiva su Sena, un po’ di schermaglie, ritmi non elevati.

Tra il 9’ e il 16’ una rapida successione di sussulti: Immobile trova l’imbucata per Correa che spara alto da buona posizione, similmente Farias innesca Piccoli ma chiude Acerbi con prontezza prima che possa concludere, quindi Gyasi dal limite trova la pronta risposta di Reina.

Dopo questa manciata di minuti concitati, la partita rallenta di nuovo: la Lazio fraseggia alla meticolosa ricerca di uno spazio, lo Spezia gli chiude tutti con pari attenzione ma non riesce a conquistarsi né il pallino del gioco né una ripartenza pericolosa.

Senza troppe palpitazioni si arriva al finale di tempo, quando su un delicato e preciso cross di Farias l’azzurrino Maggiore di testa manda a lato di poco.

La ripresa si apre subito con una fiammata su punizione di Milinkov-Savic, ottima parata di Zoet. La Lazio vuole carburare in fretta, e Simone Inzaghi per accenderla del tutto butta dentro Luis Alberto e Fares, fuori Lulic e Pereira.

Le mosse pagano: lancio per Correa, Zoet in uscita lo mura. Quindi, al 56’ il vantaggio dei biancocelesti: recuperano il pallone nella propria metà campo, innescano il contropiede lanciando Correa, che porta palla e a sua volta pesca Lazzari, accorrente a gran velocità. Incursione in area e 1-0.

I capitolini abbozzano una spinta per il raddoppio, ma poi cercano invece di addormentare il match, il cui ritmo viene anestetizzato dai 7 cambi in 13 minuti, 5 per i liguri: al 65’ Marchizza e Agoumè per Bastoni e Maggiori, al 70’ Verde, Agudelo e Nzola per Farias, Leo Sena e Piccoli.

Al 73’, terminata la girandola, dal nulla, il pareggio in rovesciata, stupendo, di Verde, uno che con l’aria dell’Urbe si inebria, si esalta e si trasforma in divo: lancio lungo sull’out di sinistra per Gyasi, che fugge e mette un morbido cross a uscire. Il 24nne ex Roma in prestito dall’Aek Atene si arcua alla perfezione e rovescia un elegante bolide nell’angolino alto.

La partita si infervora, ambedue le compagini cominciano a cercare freneticamente il potenziale gol vittoria, al 86’ Zoet è chiamato alla paratona su un tiro di Fares da buona posizione.

Al 88’ su un calcio d’angolo viene concesso il rigore contestatissimo che dà la vittoria alla Lazio: il pallone sbatte sul gomito di Marchizza mentre, lievemente spinto durante le marcature e gli smarcamenti che contraddistinguono i piazzati, non sta nemmeno guardando il pallone. Uscito lo specialista dei penalty Immobile al 73’, è il Re ecuadoriano della Zona Cesarini e rimpiazzo di Ciro ad andare dal dischetto, Felipe Caicedo. Palla da una parte, portiere dall’altra.

Il finale è una corrida: nel recupero, Inzaghi ammonito per proteste poggiate non si sa bene su quali basi, quindi Nzola per un calcetto in scivolata su Luis Alberto, poi Agudelo abbatte violentemente Correa, Lazzari reagisce e a gioco fermo carica il colombiano, facendosi espellere e avviando la rissa da Saloon. Correa resta assetato di sangue e si procura il secondo giallo per un’inutile entrata su Agoumè. Il triplice fischio pone fine alla mattanza. La Lazio vince ma finisce per pagare carissimo i 3 punti.

Per i tifosi dello Spezia nessuna sorpresa dentro l’uovo dai loro beniamini: non possono vincere sempre ma se la giocano con tutti, ormai è una certezza. Le gioie inaspettate nel corso del pomeriggio le danno le rivali nella lotta salvezza, con Cagliari e Parma che si rivelano incapaci di portare a casa bottini importanti contro avversari abbordabili.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

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