La Sampdoria sovrasta il Milan ma paga un’espulsione sciocca

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Vittoria sfumata nel finale a San Siro per la Sampdoria, che recita nella Scala del calcio una delle migliori pieces stagionali, dando continuità alle ultime precedenti prestazioni al cospetto di un Milan pallida controfigura della squadra che aveva sorpreso tutti nell’anno solare 2020.

Ranieri conferma per nove undicesimi la squadra che prima della sosta ha favorevolmente impressionato contro Bologna e Torino. Fuori Ekdal, infortunatosi in nazionale, e lo stanco Jankto, per Silva e Damsgaard, in un 4-4-2 questa volta autentico.

Nel Milan, incapace di vincere in casa da due mesi e con un gap tra punti esterni ed interni che non ha eguali in campionato, dentro Saelemaekers a destra e il finalmente guarito Bennacer al fianco dell’imprescindibile Kessie sulla mediana. Davanti Ibrahimovic fa da boa per il ripescato Castillejo, Calhanoglu e Krunic.

La prima mezz’ora è targata Doria. Già dopo tre minuti Bereszynski si fa vedere in area di rigore, a ridosso della linea di fondo, con un suggerimento per Thorsby, ma la ficcante incursione viene vanificata da una posizione irregolare. E due minuti più tardi ancora il terzino polacco, in grande spolvero nonostante sia alla quarta partita in dieci giorni, guadagna il primo angolo della gara, sugli sviluppi del quale Gabbiadini impegna Donnarumma in una deviazione oltre la traversa, preludio al terzo corner consecutivo arrivato su sponda di Tonelli chiuso da Ibra in ripiegamento difensivo. Non finisce qui, perché sul tiro dalla bandierina Donnarumma esce maluccio ingannando ancora Tonelli, che non riesce a centrare la porta. La palla rotola verso Augello, in posizione irregolare.

All’11’ Kessie scivola, regalando palla a Quagliarella che tenta un assist per Damsgaard, che si sarebbe trovato solo davanti a Donnarumma. Legge bene però la situazione Kjaer, il migliore dei suoi, che anticipa il connazionale ed esce dall’area palla al piede.

Le due catene laterali biancocerchiate funzionano bene: al 14’ Bereszynski si presenta nuovamente sul lato corto dell’area rossonera, appoggia all’indietro per il mobilissimo Gabbiadini che – invece di tirare, ma avrebbe avuto il pallone sul destro – allarga le gambe per una finta a favore di un compagno… inesistente.

Primo quarto d’ora, e Milan non pervenuto, e nemmeno scosso. Tanto è vero che al 22’ la palla buona arriva ad Augello, servito in posizione defilata da Quagliarella. Il terzino lombardo si fa largo in area, ma conclude con il destro – non il suo miglior colpo – e di fatto telefona a Donnarumma.

L’ordalia doriana non accenna ad affievolirsi. Al 23’ una brillante combinazione tra Gabbiadini e Damsgaard apre la via della porta al danese, autentica spina nel fianco dei locali, anticipato con grande tempismo da Theo Hernandez, e un minuto più tardi Donnarumma viene chiamato ad un bel colpo di reni per mettere in angolo un’inzuccata di Thorsby, imbeccato da un rigenerato Candreva.

Alla mezz’ora gli attaccanti rossoneri si segnalano soprattutto per le continue posizioni irregolari, merito di una retroguardia blucerchiata attenta e precisa. Due punizioni dai ventidue metri assegnate ai rossoneri si infrangono contro la barriera, sulla seconda delle quali Colley subisce un colpo alla testa che ne condiziona il rendimento per qualche minuto, durante i quali si becca un giallo per un fallo invertito dall’arbitro Piccinini, come capiterà più tardi a Thorsby, che colpisce in pieno il pallone.

Più pesante, in finire di una frazione nella quale la Sampdoria avrebbe certamente meritato il vantaggio, il cartellino sventolato sotto il naso di Adrien Silva, che ferma con le cattive una ripartenza rossonera.

Il Milan inizia la ripresa lasciando negli spogliatoi il confusionario Saelemaekers, irriso ripetutamente dal duo Augello/Damsgaard, al quale subentra Kalulu.

Ma, nonostante la ripresa sembri più equilibrata, la squadra di Ranieri trova il giusto vantaggio al 12’. Errore gravissimo di Theo Hernandez, che serve Quagliarella dieci metri fuori area. Il capitano vede Donnarumma lontano dai pali – aveva servito lui il compagno, non immaginandolo certo assist man per gli avversari – e con un colpo dei suoi scavalca il portiere della Nazionale con un pallonetto che gli vale la decima marcatura stagionale e la certificazione del quinto campionato consecutivo in doppia cifra, un record per lui, per il Doria, per gli annali del calcio.

Quando si gioca a San Siro, è noto, le partite non sono mai in discesa. Sebbene i biancocerchiati siano in legittimo vantaggio, un’autentica stupidaggine di Adrien Silva – già ammonito, entra duro su un avversario sulla tre quarti rossonera, guadagnandosi anzitempo la doccia – finisce per riequilibrare un match che, in parità numerica, vedeva la squadra di Ranieri padrona del campo.

Pioli cambia l’inconsistente Krunic con Rebic e un non ancora brillante Bennacer con Tonali, che si distinguerà per lucidità e inventiva. Ranieri risponde togliendo un Gabbiadini in grande ripresa per l’unico centrocampista a disposizione, il giovanissimo Askildsen.

Va detto che, se l’inerzia del gioco finisce fatalmente nei piedi di casa, progressi rossoneri se ne vedono pochi. La difesa doriana soffre relativamente poco, anche per l’ottima prestazione di Tonelli e Colley, e il miglior Candreva stagionale porta a spasso un Theo Hernandez in evidente stato confusionale dopo il gol regalato. Da un’iniziativa dell’ex Lazio e Inter nasce una buona opportunità, ma il passaggio per Damsgaard – che a San Siro certifica la propria maturità ad alto livello – è leggermente impreciso.

Il Milan aumenta i giri del motore, complice anche l’ingresso di Hauge per un fumoso Castillejo, ma si distingue per circonlocuzioni calcistiche lente e improduttive, con un Ibra che prova a danzare come da suo stile, ma senza assistenza né efficacia.

Alla mezz’ora ci prova Calhanoglu, ma il suo destro viene deviato. Al 37’ va via Rebic, che sembra sempre sul punto di fare un mucchio di… niente, ma il suo pallone al centro dell’area piccola viene spazzato via dallo straripante Colley, ad Audero fuori causa.

Mancano ormai tre minuti più recupero alla fine quando la Sampdoria commette l’unica leggerezza di una partita pressochè perfetta. Keita – appena subentrato a Quagliarella – difende male un pallone al limite dell’area rossonera. Veloce controfuga dei locali, che trovano Hauge dentro l’area, sulla sinistra. Audero esce sul norvegese, convinto dell’impossibilità di recupero dei compagni, ma Hauge danza sul pallone, cerca lo spazio e approfitta della posizione non perfetta del portiere blucerchiato per spadellare sul palo lontano la palla del non troppo meritato pareggio. Peccato, sarebbe bastata un po’ più di attenzione e anche questa semiopportunità dei ragazzi di Pioli sarebbe finita nel nulla degli attacchi di un Milan compassato e involuto.

Ranieri toglie i due stanchissimi esterni, Candreva e Damsgaard, per Verre e Leris, e aggiunge Yoshida al fortino al posto di Augello, portando Bereszynski a sinistra.

Nel finale il Milan attacca a testa bassa la diligenza doriana, cercando il sorpasso con Calhanoglu – bravo Audero a respingere – e soprattutto con Kessie, liberato a centro area. Su di lui si immola un eccellente Bereszynski, la cui deviazione sul palo a alla destra di Audero è decisiva. Ma sarebbe stato troppo.

Il punto preso ha un grande peso specifico, come sempre di fronte alle grandi del torneo. Resta però l’impressione che, in parità numerica, il Doria avrebbe potuto portare a casa un successo che sarebbe parso assolutamente ortodosso, anche dopo l’espulsione dello sciagurato Silva.

 

Milan (4-2-3-1): Donnarumma 6; Saelemaekers 5 (46’ Kalulu 5,5) Tomori 6,5, Kjaer 7, Theo Hernandez 4,5; Kessie 6, Bennacer 5,5 (60’ Tonali 6,5); Castillejo 5 (74’ Hauge 7), Calhanoglu 6, Krunic 5 (60’ Rebic 6); Ibrahimovic 5,5. All. Pioli 5,5.

 

Sampdoria (4-4-2): Audero 6, Bereszynski 6,5, Tonelli 6,5, Colley 7, Augello 6,5 (89’ Yoshida n.g.); Candreva 7 (89’ Verre n.g.), Silva 4,5, Thorsby 6,5, Damsgaard 7 (89’ Leris n.g.); Quagliarella 7 (84’ Keita n.g.), Gabbiadini 6,5. All. Ranieri 7

 

Arbitro Piccinini 6 (Bresmes/Mondin, Rapuano, Irrati, Di Iorio)

 

Ammoniti: Colley 32’, Thorsby 39’, Saelemaekers 45’, A. Silva 46’ p.t., Bennacer 50’, A. Silva 59’, Candreva 73’.

 

Espulsi: A. Silva 59’ (doppia ammonizione).

 

Calci d’angolo 5-5.

 

Giornata di sole ad intermittenza, vento a folate, terreno piuttosto scivoloso.

Giuseppe Viscardi

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