Stelle Samp chiamate a mettersi in mostra nell’antro del Diavolo

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Dove trovare gli stimoli per un finale di stagione scoppiettante? In casa Samp ci si interroga senza trovare una risposta plausibile, e l’andazzo dell’ultimo decennio in tema di finali di campionato non conforta chi spera di risalire ulteriori posizioni in classifica. Il lunch match di San Siro tuttavia non è la classica partita primaverile, adagiata sul mare piatto di una classifica tranquilla. Si tratta di una vetrina prestigiosa, dove i “gioielli” blucerchiati potrebbero vestire l’abito delle grandi occasioni e farsi corteggiare. D’altronde, è risaputo che il Viperetta uno o due cessioni pesanti le ha già programmate, così da tappare i buchi nel bilancio stagionale e garantire a club e squadra un futuro scevro da patemi.

Il gruppetto dei possibili partenti non è foltissimo ma neppure risicato e parte dal portiere Audero che, se dovesse riuscisse ad bloccare gli attaccanti del Milan, guadagnerebbe ulteriore quotazione agli occhi di sodalizi prestigiosi come lo stesso Diavolo (se Donnarumma, come pare, non dovesse firmare il rinnovo di contratto liberandosi a zero), la Juventus (Szczesny non sta facendo mirabilia), l’Inter (alla ricerca non spasmodica dell’erede di Handanovic), la Roma (scontentissima di Pau Lopez).

Il secondo uomo mercato è Omar Colley, che sta disputando un campionato con i controfiocchi: a 28 anni suonati è al cospetto dell’ultima sessione utile per il salto di qualità. Per lui, re del gioco aereo, tenere a secco lo scatenato Ibra sarebbe un biglietto da visita probantissimo. Di sicuro, nessun blucerchiato è così decisivo nell’economia di squadra.

Aggiungiamo alla lista Augello, altro blucerchiato consacrato nell’attuale stagione. La Scala del football potrebbe ulteriormente segnalarlo all’attenzione di club, nostrani o stranieri, alla ricerca di un fluidificante mancino: merce sempre più rara. Lui, lombardo di nascita e milanista di fede calcistica giovanile, ambisce a farsi rimpiangere da chi anni fa non lo aveva preso in considerazione.

In teoria, il sampdoriano con la quotazione più elevata – anche per la giovane età e gli enormi margini di progresso – è Damsgaard, che però Ranieri continua a tenere sulla corda, propinandogli panchine in serie e negandogli un minimo di continuità di impiego. Anche a San Siro il danesino rischia fortemente di rimanere inizialmente fuori, con la sola prospettiva di essere immesso in corso d’opera, magari per risalire la china.

Sì perché la formazione anti-Diavolo appare ormai bloccata, pur con l’incognita di qualche sorpresa ranieriana. In difesa dovrebbe ancora toccare al roccioso Tonelli completare il reparto, mentre a centrocampo il forfait dello stirato Ekdal cancella uno dei dubbi residui del tecnico, promuovendo automaticamente tra i titolari Adrien Silva, atteso da tempo ad offrire un rendimento pari alle aspettative. Sulla fascia spazio a Candreva, habitué delle zolle del Meazza per i trascorsi interisti, e a Jankto, che rispetto al succitato Damsgaard possiede più “gamba” e può risultare più utile in fase di copertura.

Infine l’attacco. Quagliarella nelle ultime gare ha dato chiari segni di ripresa, e nello stadio milanese ha spesso lasciato la propria impronta di goleador, mentre Gabbiadini si è ampiamente guadagnato un posto al sole facendo pesare la sua classe.

La Samp è certamente in grado di affrontare a viso aperto i sceondi della classe, come ha dimostrato di recente nelle sfide contro le “big”. Dovrà solo sfoggiare una dose superiore di cinismo quando gli capiterà di avvicinarsi al portiere avversario. Guai insomma, se ci si limitasse a tener palla e a reggere sotto il profilo territoriale senza però diventare pericolosi in zona gol.

Centrocampisti e soprattutto difensori debbono prepararsi a 90 minuti di sacrificio contro una squadra che ha in Ibrahimovic a il chiavistello per aprire qualsiasi retroguardia, ma non è priva di ulteriori frecce al proprio arco: Rebic (ristabilito in extremis da infortunio e graziato dalla Corte Sportiva d’Appello), il virtuoso Calhanoglu (rilanciato in Nazionale dopo aver patito un Covid devastante), l’incursore Theo Hernandez. Non manca la tecnica negli spazi brevi ai rossoneri, che cullano un pallido sogno di un crollo interista ma soprattutto non si sentono ancora in tasca il lasciapassare per la Champions. Il morale è alle stelle dopo aver recuperato Calha e anche il metronomo Bennacer ma spesso hanno beccato contropiedi fatali: se ne ricordino, i blucerchiati, e agiscano di conseguenza.

PIERLUIGI GAMBINO

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