Il gol del “marziano” Chiorri e le altre squillanti vittorie Samp nella San Siro rossonera

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Il Milan ha ottenuto l’intera posta 40 volte nei 62 precedenti a S.Siro, con 11 tra pareggi e vittorie doriane equamente divise, l’ultima gioia nel febbraio 2017 con la trasformazione dal dischetto dello specialista Muriel. Andando a ritroso ricordiamo alcune vittorie in casa del Diavolo , dall’incornata di Andrea Costa che alla prima giornata della stagione 2012-2013 permise all’undici neo-promosso guidato da Ciro Ferrara di sbancare il Meazza ai sigilli negli anni duemila di Maggio e Del Vecchio che resero vano il gol di un giovanissimo Paloschi, dal 3-2 nel 1997 firmato da Mancini, Mihajlovic e Carparelli che rimontarono la doppietta di Weah, con buona parte della partita giocata in dieci per l’espulsione del portiere Ferron alle tre splendide vittorie degli anni ottanta, dal rigore di Trevor Francis al classico 2-0 firmato da Vialli e Cerezo per arrivare alla splendida manovra che portò al gol di Toninho Cerezo il 28 ottobre 1990, nell’anno che condusse alla conquista del titolo.

Ma il confronto che rimarrà per sempre impresso nella memoria di tanti doriani è quello del 22 marzo 1981, sono passati da poco quarant’anni da quel pomeriggio in cui la Samp espugnò la “scala del calcio” grazie ad un’invenzione del “Marziano”, al secolo Alviero Chiorri, nel campionato cadetto. La prima volta a S.Siro da tifoso ti incute sempre un certo timore e la speranza, una volta seduti sulle scalee dell’enorme catino, ancora orfano del terzo anello, fu quella di strappare almeno un pari contro un’avversaria più forte, lanciata a conquistare la vittoria finale dopo l‘anno di purgatorio dovuto al calcio scommesse (e a fine stagione insieme ai rossoneri salirono Genoa e Cesena). Ricordo un Milan che prese l’iniziativa ma poco insidioso, con un Walter Novellino molto attivo capace di mettere in apprensione il nostro portiere Garella, che poi diventò negli anni a seguire “Garellik” e vinse il campionato con le casacche di Verona e Napoli, era un Milan infarcito di campioni, uno su tutti Fulvio Collovati e poi un giovane Baresi ed i vari De Vecchi, Buriani, Antonelli, campioni d’Italia solo due anni prima. La Samp si chiudeva a riccio davanti al suo portiere, con le marcature asfissianti dei vari Logozzo , Ferroni e del povero Pezzella, con lo statuario Galdiolo a guidare la linea difensiva e  “Micio” Orlandi e “Nano” Roselli pronti a sguinzagliare la corsa di Genzano per i servizi a “Gil” De Ponti, il centravanti e ad Alviero Chiorri, che quando era in giornata era calciatore di categoria superiore, capace di giocate imprevedibili riviste poi solo a distanza di anni estratte dal cilindro da un certo Antonio Cassano. Verso la metà della ripresa il lungo lancio dalla difesa di Galdiolo viene addomesticato dal “Marziano” che chiede ed ottiene triangolo da Redeghieri, entra nei sedici metri da destra vanamente contrastato da Baresi e davanti a Piotti lo beffa con un tocco vellutato che fa esplodere la curva dipinta di blucerchiato.

Si doveva resistere ancora mezz’ora, quel pomeriggio Alviero deliziò l’esigente platea meneghina con alcune giocate di classe supportato in primis da Roselli che giocò una partita sopra le righe. E fu trionfo, una vittoria che alla fine non servì per ottenere la promozione, ma che rimane una pietra miliare nella storia della società blucerchiata, quel pomeriggio di marzo un marziano illuminò il plumbeo cielo milanese.

                                                                                                   MARCO FERRERA       

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