All’asta la maglia di Colley, grande gigante gentile e giramondo

Le albe e i tramonti sull’Atlantico si tingono di rubino sui lidi africani e di smeraldo su quelli scandinavi. Due mondi che appaiono distantissimi, legati da un filo tanto sottile quanto può esserlo un oceano e dal colosso Omar Colley, K2 per i tifosi del Genk, che intendevano sottolinearne l’altezza.

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Nella mitologia classica è il gigante Atlante a reggere la volta celeste, e da lui prende il nome lo sconfinato mare che bagna una mezza dozzina di continenti, ed è suggestiva l’idea che il Titano con le sue dimensioni potesse toccarli tutti quanti, base d’appoggio per il suo compito immane e ingrato. Colley pure inseguendo un sogno e un pallone è arrivato a metter piede o a poggiare lo sguardo su molti di loro. Per Atlante però la “residenza” professionale è una punizione divina, per Colley una retribuzione dei suoi sforzi. Oggi vive la massima realizzazione delle sue aspirazioni nel centro del Mediterraneo e del mondo del calcio, a Genova e in Serie A.

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La sua strada parte da lontano, ma con pazienza, e affidandosi ai tronchi d’ebano che si trova per gambe, lavorando sul fisico e sulla tecnica, l’ha percorsa sino alla vetta, ad altezze superiori a quelle cui sembrava naturalmente destinarlo il suo metro e 92, ripartito su 80 chili di muscoli.

Nasce nel 1992 a Banjul, la capitale del Gambia, sull’isola di St.Mary, laddove il fiume che battezza l’intera nazione sconfina nell’Oceano. Le sue prime esperienze sono con il piccolo Wallidan, ma mostra talmente possanza, abbinata a una classe non sopraffina ma intelligente, che ben per due volte, nel 2010 e nel 2011, gli statunitensi del Kansas City lo convocano per provinarlo. Sono entusiasti, lo vogliano portare in Major League, ma l’accordo con il Wallidan non arriva. Intanto però l’America è stata smarcata.

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Trascina il Gambia Under 17 al trionfo e quello under 20 alla finale delle rispettive rassegne continentali, a 18 anni arriva l’esordio con quella maggiore. Si trasferisce al Real de Banjul, il club patrio più importante, e vince il titolo. È definitivamente pronto per la prossima, insospettabile tappa del Gran Tour: la Finlandia.

Il Kuopion Palloseura, o più semplicemente Kups, lo preleva e lo trascina nel cuore del paese scandinavo, a Kuopio, non più in riva al mare, ma a due passi dalla sauna di Jätkänkämppä, considerata la più grande del mondo e costruita lungo le sponde di un lago. Ci vuole coraggio anche per fare delle scelte di vita così radicali, Colley però non batte ciglio e col suo fare da toro mansueto che si scatena nella corrida della partita, si avventura sulla rotta del Nord. Si mette in mostra anche nell’unica e massima divisione locale, la Veikkausliiga, tanto che l’Arminia Bielefeld gli offre un paio di provini, senz’esito. La sua unica stagione a Kuopio salta agli onori delle cronache per l’incredibile linea statistica della squadra: 44-33-11-11-11-44-44, ossia 44 punti conquistati in 33 partite, frutto di 11 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte, 44 reti realizzate e 44 subite!

La sua marcia procede lenta ma inarrestabile: gli svedesi del Djungarden lo portano a Stoccolma, in un anno e mezzo 44 presenze e 5 reti. Da lì finalmente un grande salto in termini di carriera, non solo geografici: il Genk, nota compagine belga, arriva a investire 2 milioni su di lui. Disputa l’Europa League, segnando pure un gol, s’impone come uno dei difensori più forti del campionato e si guadagna il soprannome di K2.

La seconda vetta più alta al mondo però non gli basta, lui è abituato a scalare da tutta la vita, e appena il sogno sembra realizzato, lo proietta in un’altra dimensione. Si merita infatti un investimento importante da parte della Sampdoria, quasi 10 milioni contando i bonus.

Arriva nell’estate 2018 e ci mette un girone intero a conquistarsi la fiducia di Giampaolo, il quale però in quello di ritorno lo eleva a caposaldo della sua difesa a 3. È tuttavia con Ranieri che si eleva a baluardo vivente in carne e (tanti) muscoli, muro deambulante contro cui è sbattuta pure l’Inter di Conte, il 6 gennaio 2021.

Tutti i successi dell’epopea blucerchiata di Ranieri, dalla folgorante cavalcata primaverile per la salvezza dell’anno scorso, alle vittorie contro l’Euro Atalanta di Gasperini, la Lazio di Inzaghi o i nerazzurri, hanno visto alternarsi varie stelle in attacco, ma il quartetto di difesa è sempre stato lo stesso, con Colley, già 76 presenze con il Doria, colonna portante.

Novello Ercole, forzuto ma dotato anche di un certo ingegno, se mai si riavventerà nell’Atlantico dovrà stare attento che il Titano che gli ha fornito il nome non provi ad addossargli il peso del cielo: ne passano pochi sufficientemente affidabili per compiti così gravosi, e Colley è uno di questi. Anche se difficilmente, seppur potrebbe marcarle benissimo, ne starebbe lì a tenere il sole e le altre stelle: gli piace girare, e se proprio deve rimanere fermo, almeno nell’area della Samp, dove finalmente ha trovato una casa degna del suo talento.

Federico Burlando

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