La Samp e Candreva gelano il Toro: 1-0 e ritorno alla vittoria

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Una delle più belle azioni stagionali e la Samp vince con il minimo scarto, mantenendo per la terza volta la porta inviolata in stagione, la sfida contro il Torino, staccato di dodici punti con il Cagliari un gradino sotto al terzultimo posto, mettendo il sigillo decisivo per un finale di stagione senza patemi. È stata la vittoria del cuore e della compattezza contro un’avversaria scesa al “Ferraris” per allungare sul Cagliari sconfitto ieri a La Spezia e per dare continuità all’incredibile vittoria contro il Sassuolo ma la squadra di Nicola, pur mantenendo il possesso palla per l’intera ripresa, non è riuscita mai ad impensierire Audero, nonostante un finale a trazione decisamente anteriore, con tutte le punte in campo.

Fa freddo nel catino in riva al Bisagno in questo primo giorno di primavera, Gabbiadini rientra dal primo minuto ed affianca Quagliarella in avanti, con la coppia difensiva centrale Colley-Tonelli ad arginare i temuti Belotti e Sanabria. Il match è molto tattico ed il taccuino rimane vuoto, all’8’ il primo squillo è blucerchiato con Ekdal che strozza a lato di destro da dentro l’area la sponda aerea di Thorsby. Pur in un sostanziale equilibrio la Samp si fa preferire per ordine, con Ekdal e Thorsby che fanno valere senso tattico e fisicità nella zona nevralgica e Quagliarella che appare in buona giornata, dispensando tocchi sapienti e capacità di andare negli spazi e far salire la squadra. Ed è proprio da una giocata del capitano sotto le tribune che nasce la rete che risulterà decisiva, con il numero ventisette che serve nello spazio Augello, bravo ed elegante a saltare Vojovoda e Ljanco, troppo morbido nell’uscita e a servire a centro area Gabbiadini che con un tocco a seguire da virtuoso serve l’accorrente Candreva che davanti a Sirigu controlla ed infila nell’angolo basso destro: tutto davvero molto bello, una manovra alla mano ed in velocità che avremmo voluto e potuto vedere più spesso da parte di calciatori che hanno nel loro dna tecnica e capacità balistiche. La rete subita non scuote più di tanto i granata, che continuano nel loro inutile giro palla, con il solo Ansaldi capace con le sue volate accoppiate a proprietà di palleggio a creare qualche apprensione, poco dopo la mezz’ora il cross da destra di Izzo viene incornato a lato da Belotti, che toglie involontariamente la sfera che avrebbe potuto favorire l’inserimento da dietro del meglio piazzato e libero Gojak. Ma poco dopo la Samp legittima il vantaggio e sfiora il raddoppio, è il 35’ quando il cross da sinistra del generoso ma confusionario Jankto pesca dalla parte opposta in area Quagliarella che esplode il destro ma la deviazione di Ansaldi fa terminare la sfera sul palo e da qui in corner, prima della fine del tempo è decisivo Tonelli in una chiusura aerea davanti ad Audero su cross da sinistra di Ansaldi.

Inizia la ripresa senza cambi e annotiamo un siparietto dell’ottimo Orsato, che ha fischiato con grande personalità: rivolgendosi a Gabbiadini che lamentava un fallo non sanzionato, ne blocca le proteste con “ Se vuoi arbitrare tu io vado a casa” con fare molto bonario ma deciso; la partita la fa decisamente il Toro con la Samp che si schiaccia troppo e concede tiri dalla bandierina in serie ai piemontesi che non riescono però a scardinare una difesa finalmente attenta a differenza delle ultime uscite. Nicola toglie Vojvoda e l’inconsistente Sanabria per Verdi e Zaza passando al 4-4-2, con Jankto e Candreva, supportati da Bereszynski ed Augello, che devono quasi solo difendere sulle fasce contro il nuovo entrato ed Ansaldi ma i centrocampisti granata, autori di una prova monocorde in Mandragora ed imprecisa in Rincon, non riescono ad innescare capitan Belotti, ancora lontano dalla migliore condizione e murato al meglio dall’inossidabile coppia formata da Colley e Tonelli ed il solo Gojak si guadagna la sufficienza in mezzo al campo. La Samp ha l’unico torto di non ripartire mai ed il match diventa un monologo granata ma la supremazia è solo territoriale, con Audero attento su cross inoffensivi che arrivano dalle fasce ed Augello molto bravo in un paio di diagonali aeree.

A metà tempo finisce la partita di Gabbiadini che si è visto poco ma decisivo nel gol ed entra Keita, entra Singo al posto di Izzo per garantire ulteriore spinta sulla destra e Tonelli è ancora fondamentale nell’arginare Belotti al limite su un lungo rilancio di Sirigu ma si fa male e lascia il posto a Yoshida, con Belotti che poco dopo cestina sul fondo di testa il servizio del solito instancabile Ansaldi. L’ingresso del giapponese toglie qualche certezza ai meccanismi davanti ad Audero, Zaza serve Belotti che incorna ma Colley è bravissimo ad arginare in corner, l’onnipresente Thorsby mura Gojak in una mischia nei sedici metri. Esce l’infortunato Rincon per Murru ed entra l’altro ex Bonazzoli al posto di Gojak, a rimpolpare ulteriormente il reparto offensivo, in un’interessante ripartenza verso Sirigu Keita viene ostacolato involontariamente da Quagliarella che a tre minuti dalla fine lascia il posto a Damsgaard con Ferrari che rileva Candreva e va a piazzarsi nei cinque davanti ad Audero. Ma la pressione ospite non va al di là di un possesso palla sterile e da tanti cross calamitati dalle teste di Colley, Yoshida e Ferrari o dalle uscite di Audero e nel lungo recupero di sei minuti prima una volata di Jankto con sinistro a lato e quindi una tempestiva uscita bassa di Sirigu sul lanciato Keita vanificano il raddoppio dei ragazzi di Ranieri.

Ed al triplice fischio di Orsato, miglior uomo in campo, è festa grande per una vittoria arrivata dopo un lungo digiuno al termine di una partita che non sarà certo ricordata per la bellezza del gioco espresso , né da parte blucerchiata né tantomeno da parte granata , se escludiamo la grande giocata che ha portato alla rete decisiva ma ha finalmente messo in mostra una Samp pratica, determinata e concentrata , con una difesa impenetrabile davanti al poco impegnato Audero, con Tonelli e Colley muri invalicabili , con Bereszynski ed Augello finalmente applicati e senza amnesie, con Ekdal tornato a livelli di grande personalità e presenza e Thorsby vincitore del novanta per cento dei duelli aerei, a garantire fisicità e corsa. Unico insufficiente Jankto, generoso ma cui manca la giocata che ha nelle corde e promosso Candreva per il gol anche se dall’ex interista ci aspettiamo maggiore concretezza ed inventiva. In avanti Gabbiadini si è visto poco ma è stato come detto determinante con un tocco d’autore mentre il capitano ha confermato i progressi visti a Bologna, con una prestazione a tutto tondo, di grande concretezza ed esperienza al servizio della squadra.

Il Torino ha deluso, una squadra che deve salvarsi deve mettere in campo una determinazione e soprattutto una concretezza diversa, il possesso palla fine a se stesso non porta da nessuna parte; il solo Ansaldi ci è parso elevarsi rispetto a tanti compagni ancora lontani dalla migliore condizione, come Belotti e Rincon e ad altri come Sanabria, Mandragora e Vojovoda che si sono limitati ad un compitino infruttuoso. La clamorosa vittoria del Benevento in casa della Juventus allontana i sanniti, così come i tre punti ottenuti ieri dallo Spezia contro il Cagliari scavano una voragine di sei punti con la sola formazione sarda un punto sotto ai granata in una lotta per la salvezza che vede più che mai coinvolte due formazioni che alla vigilia avevano ben altre ambizioni.

SAMPDORIA-TORINO 1-0

SAMPDORIA(4-4-2): Audero 6 – Bereszynski 6,5 Tonelli 7 (28’ s.t. Yoshida 5,5) Colley 7 Augello 6,5 – Candreva 6 (42’ s.t. Ferrari n.c.) Thorsby 6,5 Ekdal 6,5 Jankto 5,5 – Gabbiadini 6,5 (22’ s.t. Keita 6) Quagliarella 7 (42’ s.t. Damsgaard n.c) All: Ranieri 6,5

TORINO (3-5-2): Sirigu 6 – Izzo 5,5 (27’ s.t. Singo 5,5) Lyanco 5,5 Bremer 6 – Vojvoda 5 (14’ s.t. Verdi 5,5) Rincon 5 (35’ s.t. Murru n.c.) Mandragora 5,5 Gojak 6 (35’ s.t. Bonazzoli n.c.) Ansaldi 7 – Sanabria 5 (14’ s.t. Zaza 5,5) Belotti 5,5 All: Nicola 5,5

Arbitro: Orsato di Schio 8 assistenti: Preti-Fiorito Quarto uomo Marini Var Irrati

Reti: p.t. 25’ Candreva

Note: giornata fredda ma soleggiata. Terreno di gioco in discrete condizioni con numerose chiazze non erbose sotto la tribuna. Ammoniti: Lyanco (49’ s.t.). Calci d’angolo: 7-1 per il Torino. Recupero: 0 + 6 minuti.

MARCO FERRERA

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