Toro in grande crescita ma ancora fragile, Samp in cerca di motivazioni

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Torino 30/11/2020 - campionato di calcio serie A / Torino-Sampdoria / foto Image Sport nella foto: gol Antonio Candreva

Eccolo, il pungolo nuovo che potrebbe risvegliare l’orgoglio sopito di una Samp smarrita. L’impresa a Parma di un Genoa giunto ad un solo punto di distacco chissà che non scuota i blucerchiati, non più così sicuri di giungere sopra i “cugini” alla resa dei conti di maggio. La superiorità di contrada è un obiettivo minore rispetto all’ingresso in Europa e ancor meno alla salvezza, ma in mancanza di meglio occorre agguantare al volo certe opportunità di tenere accesa l’attenzione e di dare un senso al proprio campionato.

D’altronde, sono mesi che in casa Samp si discetta di traguardi e di stimoli, e la sfida col Toro richiama proprio la psicologia. Da una parte c’è una formazione, quella granata, appena uscita dal baratro ma ancora sul ciglio, ben lontana dalla messa in sicurezza. I tre punti raccattati a metà settimana contro un Sassuolo ridotto a comodo tappeto nell’ultimo quarto d’ora finale hanno vieppiù acceso l’entusiasmo in Belotti e compagni, convinti dopo mesi di sofferenza che il peggio sia ormai alle spalle.

La Samp ha già perso più di un’occasione per dimostrarsi capace di trovare le giuste motivazioni a prescindere dalla classifica. Dovessimo fidarci del recente curriculum, non saremmo così tranquilli, ma il calcio è materia plastica, spesso pronuba di clamorose sorprese: anche quella di assistere al risveglio di un manipolo di calciatori adagiati su blandi allori. È indubbio, ci mancherebbe, che il Toro valga più del miserrimo quartultimo posto, ma è altresì certo che la caratura della Samp non sia quella manifestatasi nelle ultime cinque esibizioni, concluse con due soli punti in carniere: media da retrocessone sparata.

Claudio Ranieri afferma papale che la sua squadra ha fame di punti, ma più che asserirlo occorre dimostrarlo sul campo, possibilmente per 90 minuti e non solo per mezza partita. Di sicuro, per resistere ad un avversario assatanato e agonisticamente sul pezzo – un po’ per centenaria tradizione, un po’ per le caratteristiche del suo allenatore – occorre imprimere un’altra marcia. Non serve accrescere la qualità del gioco – più che accettabile nei momenti di fulgore – ma la costanza di rendimento, la concentrazione, l’attenzione.

In tema di formazione, l’eroe di Leicester ha l’imbarazzo della scelta, dovendo solo rinunciare allo squalificato Ramirez e potendo anche portare in panca il ristabilito Torregrossa, ma i problemi di abbondanza lo hanno frastornato spesso, spingendolo a turn over spinti e assurdi quando un po’ tutti suoi colleghi, specialmente quelli in alto in classifica, puntano su 13-14 elementi e cambiano assetto il meno possibile. Francamente, indovinare l’undici anti granata è come giocare al lotto, ma non dovrebbe pioverci sul nome dei due terzini – i soliti – e sul rientro dello strutturato Colley al centro di una retroguardia attesa ad un lavorone. Il quarto individuo del reparto potrebbe essere Yoshida, ma non c’è certezza.

Più nebuloso il quadro degli altri due settori, Mister Claudio è solleticato dall’idea di riproporre Ekdal e Silva assieme, rinunciando ad un Thorsby che da qualche tempo sta girando in folle, ma viene da chiedersi se questa sia la gara più adatta per escludere l’unico mediano. Sulle fasce netti favori per Candreva e per Jankto, col sacrificio di Damsgaard, che vanamente è alla ricerca di una continuità di impiego: appena il danese, luminoso prospetto per il futuro, si esprime sottotraccia, viene spinto in panca. Mah…

In teoria, lo stesso scandinavo sarebbe in corsa per un posto in attacco, dove però la concorrenza è nutrita. Secondo logica, come negare una chance a Quagliarella, che ha siglato l’ultimo successo (sulla Fiorentina) e l’ultima rete (pur inutile, al Dall’Ara) della Samp? Così il ballottaggio vero e proprio dovrebbe coinvolgere un Keita sempre più estraneo al contesto (come se avesse ormai subodorato il distacco da Genova a fine stagione) e un Gabbadini, per contro, riemergente e voglioso di buttarsi alle spalle i terribili mesi trascorsi in infermeria.

Più degli uomini, comunque, conterà l’atteggiamento: guai se fosse remissivo al confronto di quello rabbioso dei piemontesi, che – ritrovate le giuste coordinate grazie a Nicola – possono permettersi persino di lasciare inizialmente a bordo campo un bomber come Zaza. Attenti, dunque, agli avanti ospiti (non solo il cannoniere Belotti, ma anche l’ex rossoblù Sanabria), ma sarebbe d’uopo che la Samp rispondesse per le rime in fase offensiva: il Toro infatti è una muraglia di cartongesso, che parecchie formazioni hanno distrutto con una spallata. Bisogna provarci, però.

PIERLUIGI GAMBINO

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