Rovesciata di Pellè, poi resurrezione e doppietta di Scamacca, il Grifo supera la bestia nera Parma

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Il Tardini è, per il Grifo, un tabù da quando gli Emiliani sono stati affidati alle mani di D’Aversa, spesso causa di esonero per gli allenatori che colà sono andati incontro a dolorosamente memorabili disfatte. Una di queste causò un’improvvido esonero proprio a Ballardini nell’autunno 2018, una svolta che portò da allora il Genoa in perenne bilico sul baratro della B. A questi giro però i rossoblù non possono assolutamente permettersi di perdere; anche i padroni di casa però sono costretti a fare punti.

Per la sfida delicatissima zio Balla mette la formazione tipo, il 3-5-2 coi soliti noti, dalla difesa tecnica costituita da Criscito e Radovanovic affiancati da Masiello al tandem d’attacco Shomurodov-Destro. D’Aversa opta per il 4-3-3, con Man e Karamoah a supporto di Pellè in avanti, e in mediana oltre a Brugman e Kurtic il grande ex Kucka.

L’avvio è segnato da un blando controllo genoano, più propositivo col pallone tra i piedi ma mai incisivo, fase di studio senza fiammate. Al 10’ prova ad accenderla Pellè con un’imbucata per Man, il 22nne rumeno però non riesce a far altro che concludere debolmente e centralmente.

I gialloblu cominciano così a scaldarsi e si fanno via via sempre più pericolosi: crossa dalla destra per Pellè, poi dalla sinistra, Perin interviene sicuro due volte ma al terzo tentativo, al 16’ gli emiliani passano. Cross di Pezzella, spizzicata di testa di Kucka, splendida rovesciata di Pellè su cui il portiere di Latina nulla può.

Si tratta della seconda rete in Serie A del bomber azzurro agli Europei del 2016, la prima la siglò nel 2011, poi un viaggio attorno al globo.

Il Genoa ci mette un po’ ad abbozzare un minimo di reazione, devono ancora carburare gli uomini di Ballardini, e così i Ducali hanno buon gioco a rallentare i tempi del match, cercando sornioni l’occasione buona per il raddoppio. Un altro cross, di Kucka, mette in difficoltà Perin, poi finalmente gli ospiti si scuotono.

L’ultimo quarto d’ora della prima frazione vede un Grifo che prova ad essere arrembante, a colpire dalle ali, ma che non riesce mai a creare un’occasione nitida e soprattutto timoroso di tirare appena le serrate fila dei padroni di casa lasciano un mezzo spazio per farlo.

Il mister ravennate cerca soluzioni inconsuete a un problema di lunga data, l’aridità delle bocche di fuoco: dentro Pjaca e Scamacca, fuori l’involuto Czyborra e un generoso ma impalpabile Shomurodov. Si passa al 4-3-1-2.

Subito sembra che l’esperimento non paghi: Kurtic dalla sinistra piazza l’ennesimo cross pericoloso, proprio sulla testa di Kucka, che però di cranio incoccia male e manda alto di poco.

Al 50’ invece il Genoa passa al primo vero tentativo: Destro crossa alto dalla sinistra, il pallone sfila per tutta l’area, arriva Zappacosta dall’altro lato che crossa basso e potente, trovando Scamacca a due metri dalla porta, deviazione decisa e pareggio.

Al 54’ il Parma prova subito a riportarsi avanti con un guizzo di Karamoah per l’accorrente Kucka, tiro basso e insidioso, Perin trattiene.

Il Genoa prova a costruire con pazienza e intelligenza, ma chi da l’idea di essere più pericoloso è il Parma, sebbene non riesca a trovare l’imbucata vincente. Così Ballardini ritiene di doversi nuovamente coprire prima di riandare sotto, dentro Behrami per Destro e poi Biraghi per Destro. Poco prima dei cambi Karamoah prova a involarsi verso Perin ma col rude mestiere la retroguardia rossoblù ne frena l’impeto, mentre tra le due sostituzioni Pellè dal limite destro dell’area apre per Brugman, bella e decisiva parata di Perin che si allunga sino all’angolino alla sua destra.

I remesci dello Zio Balla portano al 69’ a una sorprendente rimonta: lancio lungo e rasoterra dal lato sinistro del centrocampo per Pjaca, appoggio di tacco per Scamacca, il quale dalla trequarti scocca una precisa bordata che va a infilarsi nell’angolino, doppietta per l’azzurrino.

Ora la partita s’incanala nei binari preferiti per Ballardini, deve attendere e resistere, e D’Aversa che deve inseguire immette forze fresche.

Nonostante sia il Parma a rovesciarsi in avanti, è il Genoa a sfiorare nuovamente il gol, su una punizione di Zajc al 79’ Scamacca si eleva e di testa rasenta la tripletta.

Con i cross che tanto hanno fatto penare il Vecchio Balordo il Parma impensierisce ancora un paio di volte Perin, il Genoa in un paio di spunti, soprattutto con Scamacca e un Zappacosta felicemente dirottato a sinistra, prova a sigillare il match, si lotta su ogni pallone, ma gemendo e sbuffando da ambo i lati si arriva al 95’.

Il triplice fischio regala un hurra di gioia ai rossoblù, quale non si sentiva da più di un mese, e un sospiro di sollievo, dopo che la situazione era tornata a farsi pericolosa dopo tanto tempo. La salvezza non è raggiunta finché non è matematica, e ora è 3 punti più vicina. O meglio, la potenziale, orrida B è 3 punti più lontana.

Federico Burlando

 

 

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