Il “Maestro” e la Targa d’oro sotto la neve

56
Bernard Cheviet

Bernard Cheviet non ha bisogno di presentazioni. Miglior giocatore francese per vari decenni, leader della nazionale francese per molti anni, il suo talento e le sue vittorie gli sono valsi il soprannome di «Maestro».
«Bibi», l’altro soprannome con cui è noto in Francia, ha giocato per tre anni in Italia, dal 1972 al 1974. Ha vinto la Targa d’Oro di Alassio nel 1973, per i colori della Rivodorese. E’ diventato cosi’ il quinto giocatore francese a vincere questa gara dopo i nizzardi del Club Résolus Bois Roulant, vincitori della prima edizione del 1954. Gli abbiamo proposto di raccontarci le sue avventure italiane. E lo ha fatto con molto piacere

Come stai e come stai vivendo l’attuale situazione sanitaria?
“La salute va, come può andare all’età di 77 anni. Sto vivendo bene i periodi di  confinamento. Non ci muoviamo molto. Ho un piccolo giardino e mi occupo dei fiori. Quello che più mi manca sono i pomeriggi del lunedì e del giovedì: avevamo l’abitudine di ritrovarci al bocciodromo della Mulatière, quartiere di Lione vicino a Pont Pasteur. Era il vecchio club di mio padre. Oggi sono tra i più giovani! Facevamo la nostra partita di bocce seguita da una partita alla “belotte” (belotta, ndr) o ai tarocchi. Adesso ci sentiamo al telefono ogni tanto”.

Le bocce e l’Italia, com’é cominciata l’avventura?
“Il secondo anno in cui ho vinto il torneo di Place Bellecour nella categoria cadetti (due vittorie consecutive), gli organizzatori avevano invitato una squadra italiana di Genova. Li avevamo battuti nei quarti di finale, il capitano si chiamava Cianti. Il loro manager ci aveva contattati per invitarci al torneo di San Pietro, a Genova, nel 1962. L’avevano denominato primo Europeo, ma in modo non ufficiale. Abbiamo vinto quella competizione, ritrovando Cianti in finale. Dal 1962 al 1963 prestavo il servizio militare in Algeria. Nel luglio del 1963 rientro in Francia in licenza. Partecipo ai campionati di Francia a quadrette a Vichy. Perdiamo in finale contro quattro lionesi, la squadra di René Verchere. I selezionatori della nazionale francese mi tenevano d’occhio e mi convocano per i Mondiali di Tolosa. Ma io dovevo rientrare in Algeria per il servizio militare. Vitalis, il manager della nazionale francese riesce a farmi restare in Francia qualche giorno in più e posso così disputare il mondiale, in cui perdiamo in finale contro la squadra di Granaglia”.

 

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.