La Sampdoria gioca, il Bologna segna e vince: 3-1

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Ancora una battuta d’arresto per la Sampdoria, a secco di vittorie ormai da sei giornate e che esce sconfitta al Dall’Ara per il sesto campionato consecutivo, una specie di record (peraltro condiviso con la Torino bianconera).

Mai come questa volta, però, il rammarico è davvero intenso: la formazione di Ranieri ha certamente giocato meglio e costruito di più della squadra di casa, che però ha saputo capitalizzare al massimo le occasioni capitate, complice una retroguardia blucerchiata spesso svagata sulle imbucate centrali degli avanti petroniani.

Ranieri cambia qualcosa rispetto alla gara contro il Cagliari, e se l’esclusione di Colley è necessaria per la squalifica del centrale, sostituito dal rientrante Yoshida al fianco di Ferrari, la panchina di Keita sa tanto di punizione dopo le tante battute a vuoto del senegalese nell’ultimo periodo. Fuori anche Silva per Thorsby per un centrocampo più muscolare, davanti Quagliarella è mobilissimo in un ruolo alla Totti, con Candreva, Damsgaard e Jankto che cambiano spesso posizione alle sue spalle.

Dall’altra parte, il consueto 4-2-3-1, pressoché speculare di Sinisa Mihailovic, con Palacio prima punta e Barrow decentrato insieme a Skov Olsen e Soriano.

Agli ordini di Irrati, i blucerchiati partono forte e costringono spesso all’errore la difesa molto bassa del Bologna. Al quarto minuto un errore di Schouten innesca Thorsby, che dall’interno dell’area supera Skorupski ma manda la palla a sbattere sul palo interno. Sorte ria, ma da quella posizione bisogna segnare, e il norvegese non ci riesce.

Insiste la Sampdoria, e al 19’ è Damsgaard, servito da Quagliarella che lavora un gran pallone, a impegnare severamente il portiere felsineo.

Al 25’ bella e avvolgente manovra della squadra di Ranieri, con Candreva che libera sulla destra Bereszynski, il cui tiro cross è bloccato a terra da Skorupski.

Ma al 27’, a sorpresa, passa il Bologna. Sulle conseguenze di un fallo di Quagliarella contestato dai blucerchiati, che ne rivendicavano la titolarità, Palacio vince un rimpallo con Ferrari sulla destra e crossa per Barrow, il quale taglia fuori i centrali blucerchiati, anticipa Bereszynski in ritardo sulla diagonale, e di testa supera l’incolpevole Audero.

Primo tiro – no, prima azione offensiva – e gol: da non credere.

La Sampdoria però non ci sta e riprende ad attaccare, pervenendo al meritato pareggio al minuto 37: fuga di Augello sulla sinistra, cross teso e Quagliarella anticipa tutti con una zampata delle sue per il punto che vale il momentaneo 1-1. Terzo assist stagionale per il laterale mancino e nono gol del capitano, ad un passo dalla doppia cifra anche in questa stagione.

Un equilibrio che, però, dura poco. C’è un altro fallo conteso e assegnato alla squadra di casa, Barrow vince un altro rimpallo fortunoso partendo da sinistra e mette a centro area per Svanberg, che, troppo solo, infila Audero per il nuovo vantaggio emiliano proprio sul sipario del primo tempo.

La ripresa ripropone gli stessi temi della prima frazione: la Sampdoria attacca, spesso persino bene, e il Bologna si abbassa, non senza rischi.

Al 5’ un cross di Candreva viene respinto male da Tomiyasu, Quagliarella si coordina bene ma di sinistro manda fuori di poco.

Un minuto più tardi l’occasione più ghiotta capita sul piede più sbagliato, quello destro di Jankto, che servito magistralmente da un ottimo e ispirato Quagliarella ciabatta malissimo a pochi metri dalla porta.

Ma è sempre Sampdoria: all’8’ schema su punizione da sinistra, con Candreva che libera Damsgaard, il cui interno destro a scendere sfiora soltanto l’incrocio dei pali alla sinistra di un impietrito Skorupski.

Al quarto d’ora il Bologna si ricorda di poter essere pericoloso in avanti, specie quando salta il centrocampo blucerchiato con lunghi lanci a scavalcare. Palacio, imbeccato sulla sinistra, chiama al grande intervento Audero, sulla cui ribattuta Skov Olsen anticipa tutti – un errore ripetuto dalla difesa blucerchiata negli ultimi tempi – ma centra il portiere, bravo sì, ma in questa occasione anche graziato dal danese, tra i meno brillanti dei suoi.

Il Bologna gioca molto basso sulla propria tre quarti, e il pressing della Sampdoria, ancorché meno lucido rispetto alla prima parte di gara, funziona bene e permette di recuperare molti palloni. È il momento dei primi cambi: per i locali dentro Dominguez per Schouten e Sansone per Palacio, che evidentemente non ne ha più; per i blucerchiati Gabbiadini rileva un pur bravo Damsgaard e Ramirez dà il cambio al solito, confusionario Jankto.

Ma gli effetti non fanno in tempo a dispiegarsi che il Bologna chiude di fatto il match, quando invece il pareggio sarebbe parso nell’aria. Svanberg – tra i migliori dei suoi – pesca centralmente un fino a quel momento poco efficace Soriano che buca Audero per il suo nono gol stagionale.

Scoraggiati, per la prima volta da inizio partita i ragazzi di Ranieri sembrano accusare il colpo, e solo un fuorigioco di partenza di Sansone impedisce al Bologna di dilagare, mentre poco prima era stato Bereszynski a respingere in maniera fortunosa un tiro di Svanberg destinato alla rete.

Prova a cambiare ancora Ranieri, che inserisce Leris – non male il suo impatto, a differenza di Ramirez, nervoso e ammonito (salterà il Torino per squalifica) e di Gabbiadini, poco incisivo – al posto di Ferrari. Risponde Mihailovic togliendo l’evanescente Skov Olsen per Orsolini e lo stesso Svanberg per Poli.

Si capisce però che c’è poco da fare, sebbene con grande generosità i blucerchiati provino a riaprire la contesa. Al 37’ Candreva pesca bene Leris, che si smarca ottimamente sul fondo e mette in mezzo un pallone su cui libera in angolo la difesa di casa, e pochi istanti dopo, in una gigantesca mischia, nessun doriano riesce a colpire il pallone all’altezza dell’area piccola, forse anche perché – è il caso di Gabbiadini, trattenuto per la maglia – i rocciosi difensori bolognesi usano qualsiasi arma per difendere il fortino.

L’ultima occasione se la costruisce ancora Leris, che su imbeccata di Ekdal calcia alto.

Finisce così, con la sensazione che il risultato non rispecchi assolutamente quanto visto sul terreno di gioco. Blucerchiati che concludono quasi trenta volte verso la porta di Skorupski, spesso al termine di ottime giocate, e Bologna che in pratica costruisce la sua vittoria sulle prime tre occasioni create. Non è girata, ma va anche evidenziata la fragilità difensiva di una Sampdoria che si è fatta spesso cogliere impreparata su tagli centrali e palloni lunghi neanche così difficili da leggere.

Detto della prestazione negativa dell’intera fase difensiva, dove ha pesato in modo evidente l’assenza della velocità e della fisicità di Colley, va sottolineata la buona prima ora di gioco di Thorsby, in ripresa, e la grande disponibilità di Candreva, Damsgaard e Quagliarella, quest’ultimo migliore dei suoi insieme ad Augello.

Nel Bologna maluccio la difesa, soprattutto negli elementi laterali, eccezion fatta per Soumaoro, irreprensibile, e un buon Svanberg, oltre ad un Barrow che si accende ad intermittenza ma porta qualità e fisico alla manovra.

Battuta d’arresto fastidiosa, sia per come è arrivata, sia perché la zona davvero tranquilla è ancora abbastanza lontana da non lasciare spazio né a sogni, né ad amnesie.

Adesso un Torino in difficoltà, domenica prossima a Marassi: necessario invertire la rotta ed interrompere l’emorragia di risultati.

 

Bologna (4-2-3-1): Skorupski 6; Tomiyasu 5,5 (90’ De Silvestri n.g.), Danilo 5,5, Soumaoro 6,5 Dijks 5,5; Svanberg 6,5 (84’ Poli n.g.); Schouten 5,5 (69’ Dominguez 6); Skov Olsen 5 (84’ Orsolini n.g.), Soriano 6,5, Barrow 7; Palacio 6 (69’ Sansone 6). All. Mihailovic 6.

 

Sampdoria (4-2-3-1): Audero 6, Bereszynski 5,5, Yoshida 5,5, Ferrari 5,5 (72’ Leris 6), Augello 6; Ekdal 5,5, Thorsby 6; Candreva 6, Damsgaard 6 (69’ Gabbiadini 5,5), Jankto 5 (69’ Ramirez 5,5); Quagliarella 6,5. All. Ranieri 6

 

Arbitro Irrati 6 (Bresmes/Miele, Mariani, Banti, Meli)

 

Ammoniti: Palacio 32’, Ferrari 56’, Skov Olsen 78’, Ramirez 85’

 

Calci d’angolo 2-6 per la Sampdoria.

 

Giornata di sole ad intermittenza, terreno in buone condizioni.

Giuseppe Viscardi

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