Il Genoa va avanti subito, si fa recuperare, resiste e nel finale sfiora il colpaccio, 1-1 con l’Udinese

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Lo slalom di Zajc e la traversa sverniciata da Behrami nel recupero, è stato nella coda del match che il Genoa ha avuto le opportunità più lampanti per portare a casa i tre punti al termine di una partita in cui la squadra di Ballardini è parsa in fase involutiva e non avrebbe meritato l’intera posta contro l’ordinata formazione approntata da Gotti, che nel corso della gara si è fatta preferire per fluidità di manovra senza peraltro creare molto dalle parti di Perin, con la raffinatezza e le giocate di Pereyra a tenere costantemente in apprensione Criscito e compagni.

Squalificati Masiello e Destro vanno in campo a sorpresa Biraschi, al rientro dopo un intero girone ( si era infortunato proprio al Friuli…) e Pandev preferito a Scamacca, con Czyborra che ritrova il posto sulla fascia, tra gli ospiti Llorente terminale offensivo e dopo un buon avvio manovrato dei bianconeri al primo affondo passano i rossoblù: Shomurodov appoggia all’indietro per Strootman che crossa radente da sinistra, De Maio e Nuytinck non sono irreprensibili ma Pandev è un aspide ed è ancora baciato da una classe sopraffina, controlla all’altezza dell’area piccola, fa perno su se stesso ed infila sul primo palo Musso. Gioia del gol subito strozzata per il macedone che si toglie la maglia per esultare, l’esordiente arbitro Camplone, primo pescarese nella storia ad arbitrare in serie A, vede un tocco di mano nel controllo che il Var smentisce (Pandev tocca con il fianco) e la gioia può esplodere, con il giallo mostrato all’autore della rete. Passano sei minuti, Llorente da destra sfrutta l’errata posizione della coppia Criscito-Czyborra, che sarà il lato debole dei padroni di casa, mette in mezzo dove dall’altezza del dischetto Pereyra infila: la posizione di partenza del lungagnone iberico appare irregolare ma il fischietto pescarese convalida, salvo essere smentito ancora una volta dal Var Massa, con rete annullata. Un esordio certo da non ricordare per il direttore di gara, apparso da subito incerto e senza quella personalità necessaria a questi livelli, tanto più colpevole in un calcio dove si dirige senza pubblico, nella tranquillità ambientale ed aiutati dalla tecnologia.

La partita è comunque vivace con continui ribaltamenti di fronte, cerca una manovra più ragionata l’Udinese, con la maggior parte dei palloni che passano dai piedi sapienti di De Paul, il Grifo gioca verticalizzando maggiormente e con rapide fiammate, che mettono in mostra il solito Zappacosta arrembante sulla destra e la calma olimpica di Strootman nella gestione delle palle, con la coppia di punta che appare in grado di far male ad una retroguardia friulana che non brilla per proprietà di palleggio in uscita dal basso. Al 25’ Stryger Larsen calcia male dal limite, un minuto dopo il bel cross da sinistra di Criscito viene impattato alto dalla testa dell’uzbeko ma prima della mezz’ora arriva il pari: la manovra avvolgente degli ospiti si snoda sull’asse Pereyra Wallace e De Paul che dal limite premia con un cucchiaio sopraffino l’inserimento dell’ex juventino che si presenta davanti a Perin ma viene abbattuto da Criscito, con il conseguente tiro dal dischetto scaraventato sotto la traversa da De Paul, che ha nel Grifone la sua vittima preferita.

Il finale di tempo conferma di una partita molto aperta, il diagonale da destra di Zappacosta mette i brividi a Musso che lo vede sfilare lungo l’area piccola, al 39’ Larsen da sinistra traversa per Llorente che va ad impattare di testa ma non dà la sufficiente forza alla sfera che viene arpionata da Perin sulla sua destra, il tempo si chiude con un bello scambio tra Pandev e Shomurodov, con la conclusione di Eldor murata al limite.

Nella ripresa i ritmi calano, al 9’ De Paul verticalizza per Pereyra che viene contrato in corner dalla battuta del quale De Maio è libero di colpire di testa al centro dell’area e per fortuna non imita Tonelli e Mancini che nelle ultime uscite hanno punito una retroguardia che dovrà registrare i movimenti difensivi, il solito Zappacosta cerca di sorprendere Musso con un gran destro da trenta metri che sfila a lato. Makengo rileva Arslan, al 20’ Pereyra semina il panico a sinistra andando via in bello stile lungo la linea di fondo e la sua splendida iniziativa viene stroncata in corner con affanno da Criscito e compagni, il dinamico Makengo serve al limite Larsen, autore di un bel duello a tutta fascia con Zappacosta, ma il destro del danese è ammortizzato senza problemi da Perin. Finisce la partita di Pandev, il migliore dei suoi al pari del rientrante Biraschi, gladiatorio in più di un’occasione ed entra Scamacca e dai ventitre minuti dell’emergente attaccante si capiranno le scelte iniziali di Ballardini, si ha la sensazione che le due formazioni si accontentino della divisione della posta, con alcuni che in campo appaiono in debito d’ossigeno ed infatti Strootman che ormai trotterella viene rilevato da Behrami e sul fronte opposto finisce la partita di Llorente con l’ingresso di Nestorovski che al 38’ rischia di far male al Grifone, mettendo a lato il servizio del solito Pereyra che da destra era andato via a Criscito ed in tunnel a Czyborra, più che mai deludente stasera.

Entra Pjaca per l’uzbeko , si alza la lavagnetta con l’indicazione del recupero e nei tre minuti di extra time, come detto in apertura, il Genoa sfiora due volte la vittoriaZajc fa la cosa migliore della sua prestazione involuta, sembra mettersi i panni dello slalomista, ne salta quattro in un fazzoletto come il miglior Cassano ma una volta davanti a Musso calcia sul fondo, subito dopo Behrami, entrato con il giusto “animus pugnandi” a differenza di Scamacca coglie l’incrocio di Musso con un destro potente dopo il suo inserimento in area, aumentando i rimpianti per un mancato successo che con una pressione più costante ad una difesa non impenetrabile non sarebbe stato impossibile.

Punto comunque importante ottenuto contro una formazione che sta attraversando un buon periodo di forma e risultati ed ha confermato di avere due elementi come De Paul e Pereyra sopra la media, le note positive della serata arrivano da Biraschi, rinforzo importante per il pacchetto arretrato e dalla coppia offensiva apparsa ben amalgamata, con la solita nota di merito per l’immenso ed intramontabile macedone, bene il solito Zappacosta ad arare la fascia mentre il centrocampo rossoblù stasera è parso ai limiti della sufficienza, con Badelj e Zajc poco propositivi ed imprecisi e Strootman calato alla distanza, nota negativa la prestazione di un confusionario Czyborra che non ha saputo supportare al meglio Criscito sulle sovrapposizioni ed accelerazioni avversarie .

GENOA-UDINESE 1-1

GENOA (3-5-2): Perin 6,5- Biraschi 6,5 Radovanovic 6 Criscito 6 – Zappacosta 6,5 Zajc 5,5 Badelj 5,5 Strootman 6 (37’ s.t. Behrami 6,5) Czyborra 5 – Pandev 7 (25’ s.t. Scamacca 5) Shomurodov 6 (43’ s.t. Pjaca n.c.) All: Ballardini 6,5

UDINESE (3-5-2): Musso 6 – Becao 6 De Maio 5,5 Nuytinck 6 – Molina 6 De Paul 6,5 Wallace 5,5 Arslan 5,5 (18’ s.t. Makengo 6) Stryger Larsen 6 – Pereyra 7,5 Llorente 5,5 (35’ s.t. Nestorovski 6) All: Gotti 6,5

Arbitro: Camplone di Pescara 4,5

Reti: p.t. 8’ Pandev 30’ De Paul (rig.)

Note: serata non fredda sui 10 gradi, terreno di gioco in discrete condizioni. Calci d’angolo 6-3 per il Genoa. Ammoniti: Pandev, Criscito, Badelj (G) Nestorovski (U).

Recupero: 1 + 3 minuti.

MARCO FERRERA                    

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