Tanti ballottaggi per Ranieri contro il Bologna di Miahajlovic

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Anche nel calcio i tabù esistono per essere sfatati e la Samp prova ad invertire la rotta con il Bologna, che sta diventando una bestia… più nera del Cagliari. Claudio Ranieri ha imbarcato dai petroniani tre sconfitte consecutive in fotocopia – sempre 1-2 – ed è infastidito da questo dato, che s’accoppia all’altro di marca globalmente doriana: 18 anni di mancati successi al Dall’Ara.

La tradizione però ha una rilevanza secondaria. Maggiormente pesa il confronto diretto con Sinisa Mihajlovic, che si è legato doppiamente ai colori blucerchiati – come splendido giocatore e poi come allenatore di successo – ed è per distacco il primo nella lista neppur troppo segreta dei desideri del presidente Ferrero per la guida tecnica blucerchiata.

Certe voci ricorrenti chiaramente non fanno piacere al testaccino, il quale sa di essere contrattualmente in bilico. Di sicuro non sarà confermato se non abbasserà le pretese economiche, ma anche con… lo sconto, il rinnovo appare improbabile. Certe prospettive comunque non mutano il presente del trainer e della sua Samp, che da un mesetto non conosce la vittoria e si trascina a suon di contraddizioni. I tifosi storcono il naso a prescindere dai risultati che tutto sommato sono accettabili: latita il gioco e il tourbillon incessante di giocatori e formazioni sconvolge anche loro, non solo i diretti interessati.

I blucerchiati si accostano all’impegno in Emilia con le solite incognite. L’unica certezza riguarda la fattibilità dell’impresa: dopo tutto il Bologna sarà anche più motivato, non essendosi ancora messo totalmente al riparo dagli spifferi della retrocessione, ma non appare uno squadrone irresistibile. Insomma, una Samp coi bioritmi giusti è in grado di spuntarla, sempre che la smetta di regalare all’avversario di turno mezza partita. Ranieri si conferma un fuoriclasse nel raddrizzare la barra, ma se ogni tanto azzeccasse l’undici di partenza, tutto sarebbe più semplice.

Anche stavolta non mancheranno le novità nell’assetto base. Una, in difesa, è automatica, con Colley castigato dal Giudice Sportivo. Dovrebbe toccare a Ferrari, uno degli innumerevoli ex di una sfida targata nostalgia. A centrocampo la coppia Thorsby-Ekdal, che caratterizzò il periodo più brillante, appare favorita rispetto a quelle che contemplano Andrè Silva, e sulle fasce ci si dirige verso il duo Jankto-Candreva. Tra l’altro, Ranieri onn smette di magnificare l’incidenza dell’ex interista a livello di reti firmare e propiziate, sicché a destra la maglia è assegnata. A sinistra resta teoricamente in vita il ballottaggio tra il ceko e Damsgaard, che potrebbe anche giocare più avanti o restare fuori, alla faccia di chi lo considera un talento cristallino, su cui basare attualità e futuro. L’allenatore invece, appena il ragazzo gioca sottotono una partita, lo spedisce in panca.

Infine l’attacco, terreno di incognite assortite. Eccettuato Torregrossa, sono tutti abili e arruolati, ma poi si scopre che Quagliarella ha qualche acciacchetto e Gabbiadini – a sentire Ranieri – dev’essere gestito con la massima prudenza per scongiurare qualsiasi forma di ricaduta o di guaio muscolare. Ergo, uno dei due scenderà subito in campo – probabilmente il capitano – e l’altro si manterrà pronto al subentro qualora il risultato lo imponesse. La scelta del partner uscirà dal trio formato da Damsgaard, Ramirez (altro ex che al Dall’Ara vorrebbe rilucidare il vecchio balsone) e Verre.

Il Bologna ha precise caratteristiche: squadra veloce e sbarazzina, che comanda spesso il gioco e cerca di sfondare non con la forza ma con la qualità della sua pattuglia di mezze punte, numericamente folta e ricca di fantasia. Occorre la massima attenzione sulle combinazioni al limite dell’area, atte a liberare un tiratore per la conclusione dai venti metri. Minor pericolo dovrebbe giungere dentro i sedici metri, se eccettuiamo i corner, dove spesso si staglia Tomiyasu, la cui sfida tutta nipponica con il suo capitano in nazionale Yoshida è un altro motivo d’interesse del lunch match bolognese.

PIERLUIGI GAMBINO

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