Lo Spezia tiene testa alla Real Atalanta per 45′, poi i bergamaschi passano e dilagano

Un decennio fa sarebbe stato inimmaginabile vedere lo Spezia in Serie A e l’Atalanta agli ottavi di Champions contro il Real Madrid, per giunta con concrete, anche se ridotte, possibilità di passare il turno. Magari a Fifa o a Football Manager, ma nella realtà? Ci son voluti due maghi come Italiano e Gasperini per piegare quest’imperfetto mondo terreno ai sogni, e perciò la batosta inflitta dalla Dea agli Aquilotti non deve fare e far pensare troppo male. È semplicemente il pizzicotto che conferma che il sogno è realtà, si è in massima divisione, e ai vertici può capitare di prendere una scoppola da una big. Tra l’altro dopo un primo tempo giocato molto bene dove la neopromossa aveva costretto l’Euro macchina da gol allo 0-0.

Italiano non arretra mai dalle sue convinzioni, e così è di nuovo come sempre 4-3-3, Zoet in porta in ragione degli infortunati Provedel e Krapikas, Vignali-Ismajili- Erlic-Marchizza davanti al nazionale olandese ex PSV, Maggiore-Ricci-Sena tridente di mediana, quindi Verde e Gyasi ai lati di Nzola.

Il Gasp invece, che si è dimostrato negli anni un tecnico più camaleontico di quanto lo si ritenesse a inizio carriera, propone una variante del 3-4-3, con l’intramontabile Ilicic come trequartista, Pasalic compagno di scorribande tra attacco e centrocampo e il lanciatissimo Muriel come centravanti, supportati da Gosens e Maehle sulle temute fasce.

Due squadre offensive e iperaggressive, prova subito la stoccata lo Spezia con un cross di Marchizza su cui interviene Gosens, rispondono i nerazzurri con Maehle, tiro murato, quindi ben in 3 devono piombare e atterrare Muriel che aveva provato a innescarsi in dribbling, il colombiano stesso batte il calcio di punizione e uno scatenato Pasalic va vicinissimo al gol di testa. Sono passati appena 5 minuti.

Al 7’ Gyasi salta Toloi che è costretto a intervenire fallosamente in scivolata e a farsi appioppare un giallo, al 11’ ancora Gyasi desta sgomento in tutta la retroguardia dei longobardi che infine disimpegnano alla bene e meglio, al 15’ Zoet smanaccia su un cross di Muriel, quindi ancora Zoet su Freuleur e Sportiello, nuovamente preferito a Gollini, su una testata di Maggiore. Nzola sta per rubare un pallone potenzialmente letale a Palomino che riesce in extremis ad appoggiare al suo portiere. Non si molla un centimetro.

Al 18’ miracolo di Erlic: erroraccio di Zoet in fase d’impostazione, servito un cioccolatino a Pasalic che serve l’accorrente Ilicic, pallonetto al millimetro destinato alla porta, sulla linea di porta piomba però lo stopper croato ammantato da super eroe, e salva la situazione.

Al 22’ prova a fargli eco Toloi che salva su Gyasi, partito a velocità della luce dopo aver sottratto con astuzia il pallone a De Roon. Da qui sino all’intervallo la partita rallenta un po’: i ritmi continuano a mantenersi alti, ma le occasioni si fanno più rare, con lo Spezia che ha la faccia tosta di tenere testa e a tratti persino sovrastare gli altolocati avversari per aggressività.

Al 33’ la miglior occasione dei bianchi: Verde trova l’imbucata per Ricci, cannonata con rincorsa, Sportiello respinge.

Si va all’intervallo senz’altri sussulti clamorosi, sebbene le due compagini sprizzino elettricità e scintille, e la sensazione è che basti un nonnulla per far divampare la partita.

Il Gasp fa scaldare alcuni pezzi da novanta, Zapata in primis, ma non fa subentrare nessuno. In apertura di ripresa i suoi provano a spingersi in avanti con più cattiveria, ma un Ilicic rintronato butta via tre palloni in altrettanti giri di lancetta.

Al 53’ però è proprio il fantasista sloveno a indirizzare la partita a favore dei suoi: triangolo perfetto con Maehle e cross al bacio per Pasalic, piatto e Zoet battuto.

2 minuti ed è 2-0! Cross dalla destra, spizzicata di Gosens per Muriel, tiro a giro spettacolare e imprendibile e 16° centro in campionato per il Sud Americano.

Lo Spezia non si arrende e prova a reagire, ma contro l’Atalanta nel momento in cui comincia a girare non si sa se basterà il Real Madrid, chiedere di tornare in partita è troppo per il grande cuore dei ragazzi di Italiano.

Al 67’ classica staffetta tra colombiani, stavolta Zapata per Muriel, di solito è il contrario, e al 70’ Pasalic va vicino al tris d’equipe e al bis personale: cross proprio di Zapata, incornata un pelo sopra la porta. Tutto posticipato di appena due minuti: ancora Zapata ruba il pallone a Ricci, assist comodo per il croato, partita chiusa a tripla mandata.

Girandola di cambi per Italiano, al 80’ entrano Farias e Piccoli per Verde e Nzola e già al 81’ proprio loro confezionano il meritato gol della bandiera: Maehle sbaglia un cross, Farias avvia il contropiede, cross stavolta azzeccato per l’appoggio in scivolata di Estevez, il pallone arriva di Piccoli a mezzo metro dalla porta, rete.

Gli ultimi 10 minuti più recupero vedono l’Atalanta rasentare il poker in 3 occasioni, con Zoet che neutralizza prima nell’uno contro uno Zapata e poi una capocciata di Maehle, in mezzo un possibile rigore per un contatto su Gosens su cui il sempre flemmatico Gasperini non intende lasciar correre, ma per l’arbitro non ci sono gli estremi per il penalty.

Col triplice fischio arriva la conferma: nemmeno nelle inevitabili batoste lo Spezia si fa veramente male, esce a testa alta, affinando lo sguardo rapace. Non sta sognando ad occhi aperti, un pizzicotto gliel’appena confermato, gliel’ha dato una Dea giocosa che l’altro lustro lottava per non retrocedere e la prossima settimana si contende i quarti di Champions col Real Madrid.

Federico Burlando

 

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