A Roma il Genoa cade ancora dalla bandierina, 1-0 per i giallorossi

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Il primato cittadino e 3 punti: secondo un calcolo della fantasia forse troppo netto ma accurato nella sua semplicità, è quanto costato al Grifone non aver marcato bene su due calci d’angolo nelle ultime 2 partite. Tonelli ha riacciuffato il derby per una Sampdoria in difficoltà, Mancini al 24’ ha siglato il gol vittoria per i giallorossi della Capitale. Mentre la vittoria sembrava ormai tra le grinfie del Grifone nella stracittadina, i rossoblù nell’Urbe hanno continuato a soffrire per tutto il primo tempo, e in parte anche nella ripresa. Eppure la sensazione è che ugualmente i lupacchiotti non sarebbero riusciti a passare. Due disattenzioni che quindi lasciano un retrogusto amaro al termine di una settimana che avrebbe potuto essere dolcissima.

La sensazione è che il Vecchio Balordo così abbia semplicemente limitato i danni. Sconfitta attesa e inevitabile con l’Inter, pareggio con rimpianti coi blucerchiati e sconfitta onorevole coi giallorossi. Ora però l’hurra per la vittoria manca da 5 giornate, in cui sono state realizzate appena 3 reti. Le tante punte di qualità devono affinare la mira, in quanto all’impegno non possono realmente essere criticate.

Quelle prescelte per la difficile trasferta sono Pjaca e Destro, con Shomurodov in panchina per rifiatare. A supporto la solita difesa e mediana, con i due terzetti di lotta e di governo, Criscito-Radovanovic-Masiello e Strootman-Zajc-Badelj. Sorpresa sulle fasce: Zappacosta a sinistra e Ghiglione a destra.

Fonseca lancia l’ex El Shaarawy dal primo assieme a Pedro alle spalle di Mayoral, recupera Smalling al centro della difesa, altrettanto importante del match winner Mancini, e piazza Lorenzo Pellegrini in regia, con Diawara a fargli da scudiero, in un 3-4-3 abbastanza classico. Fa paura l’esterno Karsdorp, finalmente esploso all’ombra del Colosseo dopo che Faggiano l’aveva braccato per tutta l’estate.

Entrambe le difese partono alte, si battaglia molto a centrocampo, con i padroni di casa che si fanno preferire per il loro palleggio più elevato ma in realtà senza che nessuna delle due riesca a imporsi sull’altra. All’8’ una scintilla di Pjaca, un mezzo dribbling tra due uomini, per il resto del suo match volenteroso e zelante, ma poco incisivo, il fantasma dell’ombra del giovane che fece scalpore agli Europei del 2016.

Al 14’ Destro arpiona un pallone al limite sinistro dell’area, viene fuori con forza e insospettabile eleganza da un nugolo di marcatori e scocca potente da posizione estremamente decentrata, Pau Lopez blocca senza problemi quello che resta il frutto di una bella iniziativa personale.

Col passare dei minuti pesa sempre via via di più la qualità della Roma, sebbene sia solo al 24’ che viene prodotta la prima occasione, ed è quella che decide la partita: calcio d’angolo di Pellegrini, Mancini si eleva e s’impone nell’area piccola.

Da lì sino all’intervallo la Roma da l’idea di poter dilagare e chiuderla in ogni istante, col solo Zappacosta, rapidissimo e ficcante nelle sue incursioni, a far preoccupare i lupacchiotti della loro porta ed eventuali contropiedi.

Così al 27’ Marchetti con un riflesso deve salvare in angolo una potente conclusione forse troppo centrale di Pedro che penetra in area palla al piede, poi Borja Majoral non riesce a concludere su un suggerimento dell’ex Barcellona, Ghiglione deve salvare come riesce sull’ennesima incursione, El Shaarawy ci prova al volo da fuori, e insomma il Grifo arriva annaspando alla pausa. Urgono cambi: dentro Shomurodov e Cassata, fuori Pjaca e Ghiglione.

Il nuovo assetto sembra dare subito risultati: al termine di un’azione ben orchestrata che verrà comunque annullata per un fuorigioco di Destro, è proprio Cassata a liberarsi per il tiro, trovando una bella risposta di Pau Lopez.

Al 51’ l’ottima occasione ce l’ha Zappacosta, servito da una grande apertura di Strootman; l’esterno però invece che tentare subito la via del gol si attarda a rientrare e la conclusione arriva troppo smorzata a Pau Lopez. La Roma risponde con un’apertura di El Shaarawy per Mancini al termine di una percussione centrale, Criscito impedisce la doppietta sacrificandosi in scivolata.

Il Genoa prova a sfondare cercando ripetutamente Destro, ma Smalling è in grandissima forma e non lascia passare un pallone. In compenso sul pressing giallorosso e un retropassaggio non facile ma nemmeno impossibile da gestire Marchetti rischia di farsi autogol.

Al 60’ entrano Vilar e Mkhitharyan per Diawara ed El Shaarawy, i due subentrati si mettono subito in mostra: al 64’ Strootman è costretto a fermare con un intelligente fallo da giallo la fuga dell’armeno, in principio di contropiede e partito dalla propria area saltando Badelj in cattivo anticipo; Al 67’ palo di Villar, evidente fallo non ravvisato su Zajc a metà campo, ripartenza, fucilata in diagonale leggermente deviata da Radovanovic e legno.

Al 73’ annullato per un fuorigioco millimetrico il possibile 2-0 giallorosso: cross basso di Karsdorp, splendido tacco a sorpresa di Pedro che sbatte sul palo, Majoral ribatte in rete, ma per il guardalinee l’ex Barcellona era avanti di mezzo piede di troppo, quanto è bastato per la sua illecita magia.

Il Genoa poi costruisce splendidamente con Cassata che innesca Shomurodov in contropiede, il quale conduce benissimo e apre per Zappacosta, cross per Destro, uno Smalling prodigioso interrompe tutto all’ultimo.

Al 76’ Ballardini si getta in avanti togliendo un buon Strootman per Scamacca e al 80’ è proprio il giovane romano cresciuto nelle giovanili giallorosse a sfiorare pareggio e gol dell’ex, su un’intelligente sponda di testa di Destro calcia al volo dal limite e sfiora il palo. Al 81’ Marchetti deve uscire spericolatamente per impedire a Pellegrini un comodo 1 contro 1, al 90’ Smalling deve immolarsi per due volte sulle conclusioni avversarie prima che Criscito irrompa e sparacchi fuori. Il triplice fischio pone fine a una settimana lunga e difficile, che non ha scalfito le certezze dei ragazzi di Ballardini ma non gli ha aiutati a trovare ulteriore convinzione

Federico Burlando

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