Lo Spezia sbatte sulla traversa: 1-1 col Benevento

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Sulla carta, perfetta parità, 25 punti a testa, e un dilemma fisico-filosofico: la forza inarrestabile contro l’oggetto irremovibile. Due neopromosse inconsuete, una che attacca sempre e vince spesso, lo Spezia, l’altra centrata sulla difesa e altrettanto efficace nel raccogliere bottino. Uno dei due credi tattici è però destinato, per un verso o per l’altro, a cedere all’altro. E in realtà non sono poi così inscalfibili: gli Aquilotti non riescono a finalizzare quanto vorrebbero e dovrebbero, le Streghe lasciano sovente una breccia sguarnita nella loro fortezza.

Italiano si presenta con un classico 4-3-3 d’ordinanza, salvo Zoet che sostituisce Provedel, positivo al Covid: Ferrer, Ismajli, Terzi e Bastoni in retroguardia; Leo Sena, Ricci, Estevez in mediana; Verde e Gyasi ai lati di Nzola. Inzaghi risponde col 4-3-2-1 in cui Ionita e Caprari agiscono alle spalle di Gaich, neoacquisto argentino per la prima volta titolare e Viola è il regista e perno dell’intero undici. Da segnalare l’inspiegabile scelta della divisa ospite, una discutibile casacca grigiastra con i bordi in azzurro.

Lo Spezia cerca d’imporsi sin dal primo istante, confermando la resa del copione che tutti si aspettano: campani in trincea pronti a colpire in contropiede, liguri all’assalto all’arma bianca. Già al 5’ i bianchi sfiorano il vantaggio: Gyasi piazza un cross velenosissimo, Nzola non ci arriva per un nonnulla.

Per il primo quarto d’ora è un apparente dominio dei padroni di casa, che però non riescono a trovare lo spiraglio giusto e rischiano, in una citazione involontaria alla Dura Legge del Goal, di subire rete: al 15’ l’esterno Improta, ex primavera del Genoa, la lancia lunga per un Gaich solissimo, che ci arriva in spaccata e manda a lato di un soffio. Al 18’ ci prova Bastoni da poco fuori area, mettendo paura a Montipò, al 22’ Gaich non raccoglie per un soffio un invito di Caprari fuggito sulla fascia, poi al 24’ il vantaggio giallorosso: Viola serve in profondità lo scatenato Tanque sudamericano, esplosivo e potente, Ricci saltato dalla sua forza dirompente, Zoet battuto senza speranza. Primo gol in Serie A per l’argentino 22nne.

Lo Spezia sa solo attaccare, in ogni situazione, e non si scompone per lo 0-1. In compenso si liberano le forze della natura, un nubifragio accompagna i calciatori sino alla fine del primo tempo, con le occasioni che, sul campo che va appesantendosi, si fanno sempre più rare e i falli più frequenti. Al 46’ Verde prova il tiro sulla Sirena, trovando però un Montipò attento.

Italiano comincia la ripresa col doppio cambio, dentro Marchizza ed Erlic per Bastoni e Terzi. Lo Spezia ricomincia come aveva avviato la prima frazione, pressando e palleggiando, il Benevento spezza e spazza come sfiora il pallone.

Al 57’ traversa di Gyasi, svettato su un cross di Ferrer e pronto a impattare di capoccia. Quindi dentro Farias per un N’Zola ancora distante dalla forma autunnale e Maggiore per Estevez. Forze fresche per l’assedio. Al 65’ break di Improta con un’iniziativa personale, una percussione con bordata finale che si spegne alla sinistra di Zoet.

Al 69’ il preludio del pareggio: Verde crossa, Marchizza incorna, ma non inquadra lo specchio. Appena due giri di lancette a seguire il frutto di un bello scambio Gyasi-Farias è un buon pallone per Maggiore smarcato, che prima cincischia, poi recupere conclude; batti-ribatti, sopraggiunge Verde e pareggia con una cannonata.

Lo Spezia sull’entusiasmo si rovescia in avanti sino al 75’, quando su un calcio d’angolo, ancora di testa, viene centrata con Erlic la seconda traversa. Lì va a morire il match: i bianchi si scoprono privi di energie residue per persistere nell’offensiva e si ritirano in buon ordine dalla trequarti avversaria, i (formalmente) giallorossi non ne approfittano per avanzare, e la pugna scivola placida verso un pareggio che soddisfa ambedue le contendenti. L’unica forza realmente inarrestabile e oggetto irremovibile della Serie A è la necessità di far classifica.

Federico Burlando

 

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