Genoa e Samp generose nello sforzo, avare nelle occasioni, 1-1 con qualche rimpianto rossoblù

È il quarto derby in otto mesi senza pubblico e la speranza è che sia l’ultimo, come dice Ranieri a fine partita l’assenza della gente, in una partita come questa, si sente ancora di più. Nella giornata della stracittadina si intitola la tribuna stampa a due grandi del giornalismo, Gian Luigi Corti ed Alfredo Provenzali, uno genoano e l’altro sampdoriano ed è bello e significativo lo si faccia in questa serata che precede la primavera ma è fredda nel catino del Ferraris.

Tra i blucerchiati c’è un positivo al Covid nel gruppo squadra e non sono disponibili neanche gli scandinavi, Damsgaard, Thorsby ed Askildsen, con sintomi influenzali, assenze gravi soprattutto le prime due per Ranieri che ha poche alternative e stravolge nuovamente la Samp, giocando a specchio con gli avversari e schierandosi a tre dietro, preferendo Tonelli a Yoshida che va in panchina al pari di Jankto; Ballardini si affida ai suoi titolari collaudati, con l’unica variante di Czyborra in panchina, con Zappacosta che va ad occupare la corsia mancina e Goldaniga a destra.

Dopo tre minuti proprio Goldaniga con un controllo morbido a ritroso rischia di aprire un’autostrada verso Perin per Augello che, sorpreso dell’errore, è titubante e permette all’avversario di rimediare e di mettere in corner. In avvio sono più tonici i blucerchiati, Verre tra le linee crea qualche problema e dopo un paio di ripartenze sprecate per mancanza di precisione nella circolazione di palla al quarto d’ora non si concretizza l’imbucata di Keita per Verre che avrebbe potuto colpire la retroguardia rossoblu nel tre contro due, con Quagliarella ignorato a sinistra.

Ma la Samp appare poco precisa, segnatamente in Silva (quanti errori il portoghese…) che viene attaccato in pressing e va in affanno e poco alla volta il Genoa avanza il baricentro della propria manovra, avvalendosi dell’esperienza e del senso tattico di Strootman e della vivacità di Zajc, mentre in mezzo prevale Ekdal su un Badelj piuttosto spento. Ha il suo daffare Candreva che a destra deve più contenere che offendere opposto ad uno Zappacosta in grande spolvero mentre a sinistra Augello ha il solo demerito di offendere poco opposto ad un difensore mascherato da centrocampista come Goldaniga. Le difese prevalgono su attacchi che appaiono spuntati e male serviti anche se si fa preferire la coppia genoana, segnatamente Shomurodov che quando entra in possesso di palla crea sempre qualche problema, con i suoi movimenti continui lungo il fronte offensivo.

Al minuto 21 sul taglio in profondità Bereszynski protegge l’uscita di Audero, s’infila Destro con il portiere che perde la palla e il centravanti che infila nella porta sguarnita ma non si può parlare di rete annullata perché era arrivato il fischio di Pairetto a segnalare la spinta di Mattia al polacco, sei minuti dopo il destro di Zajc dai venticinque metri sfila a lato sulla destra di Audero che due minuti dopo rischia di capitolare quando il tiro cross dello sloveno, lasciato colpevolmente liberissimo al limite dell’area su un calcio d’angolo, va a spegnersi all’incrocio dei pali, con Goldaniga che si trova la sfera addosso e la cestina sul fondo. Perde l’ennesima palla in mezzo Silva, pressato dai rossoblù, Badelj cerca d’infilarsi nel cono centrale ma è gladiatorio Tonelli a fermarlo in scivolata, salvando i suoi e con Pairetto che estrae il cartellino giallo per il centrocampista, per quello che risulterà l’unico ammonito della partita, forse un record nella storia della stracittadina.

Il tempo si chiude con Shomurodov bravissimo ad amministrare una palla che sembrava persa sull’out di sinistra e a servire a rimorchio Strootman, il cui cross viene arpionato all’altezza dell’area piccola da Audero.

Prima frazione ai punti appannaggio del Grifone, per quanto visto nella seconda metà del tempo, con una Samp apparsa in difficoltà nella circolazione della palla e che dà sempre l’impressione di precarietà quando viene attaccata a differenza del Genoa molto ben registrato nel reparto arretrato davanti a Perin.

E dopo sette minuti della ripresa arriva la rete che sembra incanalare il match: Strootman innesca con una lungo lancio la corsa di Zappacosta sotto i distinti, l’ex Chelsea vince l’ennesima volata con l’esausto Candreva, picciona in uscita dall’area anche Tonelli ed entrando nei sedici metri da sinistra esplode il destro che va a morire nell’angolo basso di Audero che sfiora ma non ci arriva. Esce Verre spentosi dopo un discreto inizio ed entra Jankto e Ranieri ridisegna la sua squadra, schierandosi con il più logico 4-4-2 e permettendo a Candreva di non sfiancarsi nel lavoro a tutta fascia, aiutato maggiormente alle spalle da Bereszynski , i blucerchiati prendono maggiormente possesso del campo anche per rimontare ma non trovano varchi contro una formazione che chiude tutti gli spazi, Criscito si immola al limite dell’area sul tentativo da fuori di Silva , Perin è reattivo al 19’, nell’unica vera parata della sua partita, quando recupera la posizione su un destro da fuori di Candreva toccato fortuitamente dal tacco di Keita che per poco non si infila e blocca sulla linea bianca. Ci provano i blucerchiati con generosità ma gli spazi sono pochi il mister romano che si sgola a bordo campo si affida a Gabbiadini, in campo dopo il lungo stop per un fumoso Keita mentre finisce la partita di Destro rilevato da Pandev, quando l’ingresso di Scamacca avrebbe probabilmente potuto maggiormente impegnare la coppia difensiva doriana. Il Genoa non riparte più ed attende gli avversari comunque mai pericolosi, cala la prestazione di Strootman e con la nuova disposizione della Samp Zappacosta non riesce più a lanciarsi nelle sue volate coast to coast che hanno fino ad ora fatto la differenza. E poco dopo la mezz’ora, su corner da destra di Candreva, la parabola precisa viene impattata in sospensione dalla fronte di Tonelli che precede Strootman e la sua incornata va a morire docile ma mortifera nell’angolo alto alla sinistra di Perin.

Esce Quagliarella claudicante e mai decisivo ma almeno volenteroso a differenza di Keita ed entra Ramirez, i blucerchiati cercano di sfruttare l’inerzia e Gabbiadini calcia bene dal limite ma troppo centrale per impensierire Perin che poco dopo blocca comodamente la telefonata da fuori di Candreva, cresciuto da quando la Samp ha cambiato modulo. Rivede il campo dopo la lunga assenza Cassata che entra al posto dell’esausto Strootman, Pjaca rileva l’uzbeko, entriamo negli ultimi cinque di gara ed una leggerezza in uscita di Colley rischia di costare cara ai suoi, con Pjaca che conclude poi alto sopra la traversa di Audero. A due minuti dallo stop trova un ottimo varco sulla sinistra Jankto servito da Augello ma il ceco è impreciso nell’assistenza verso Gabbiadini al centro e la sfera sfila pericolosamente davanti a Perin, nei tre minuti di recupero ci provano ancora i ragazzi di Ballardini e sull’uscita a mano alta con il brivido di Audero sull’incursione di Goldaniga sfilano i titoli di coda per un pari comunque utile per entrambe, con un Genoa che ha alla fine qualche rimpianto in più per non aver saputo amministrare il vantaggio contro una Sampdoria che ha denotato di attraversare un momento non particolarmente brillante e che si tiene stretta il punto ottenuto in condizioni anche difficili per le defezioni dell’ultima ora.

GENOA-SAMPDORIA 1-1

GENOA(3-5-2): Perin 6,5 – Masiello 6 Radovanovic 5,5 Criscito 6 – Goldaniga 5,5 Zajc 6,5 Badelj 5,5 Strootman 6 (37’ s.t. Cassata n.c.) Zappacosta 7 – Destro 5,5 (28’ s.t. Pandev 5,5) Shomurodov 6 (37’ s.t. Pjaca n.c.) All: Ballardini 6

SAMPDORIA (3-4-1-2): Audero 5,5 – Bereszynski 6 Tonelli 6,5 Colley 6 – Candreva 5,5 Silva 5,5 Ekdal 6,5 Augello 6 – Verre 5,5 (14’ s.t. Jankto 5,5) – Quagliarella 5,5 (32’ s.t. Ramirez 6) Keita 5 (25’ s.t. Gabbiadini 6) All: Ranieri 6

Arbitro: Pairetto di Nichelino 7

Reti: s.t. 7’ Zappacosta 32’ Tonelli

Note: serata piuttosto fredda (6-7 gradi) ma senza vento. Terreno di gioco in discrete condizioni. Ammonito Badelj al 34’ p.t. per scorrettezze. Calci d’angolo 4-2 per la Sampdoria. Recupero 0 + 3 minuti.

MARCO FERRERA 

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