Prestazione accettabile ma c’é tanto da migliorare dopo Lazio-Samp

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Un concetto espresso da Claudio rranieri al termine della sfida all’Olimpico va sottoscritto in pieno: “Parlare di Europa per la Samp sarebbe prendere in giro i tifosi”. In effetti, la sfida di fronte alla Lazio ha ulteriormente ribadito il “gap”esistente tra una squadra come quella biancoceleste, in bilico tra zona Champions e zona Europa League, e quella blucerchiata.

Alla fine, il bilancio doriano è persino accettabile: minimo scarto nel punteggio, ampio dominio territoriale nella ripresa, la sensazione offerta di essere stati in partita sino alla fine. Poi, gratta gratta, si deve notare che i capitolini avevano gli uomini contati in difesa, un pilastro come Leiva a mezzo servizio e, soprattutto, si sono via via indeboliti nel corso del secondo tempo per una scelta di mister Inzaghi protesa alla partitissima di martedì contro il Bayerno Monaco.

Ranieri invece aveva tutto l’organico a disposizione, fatta eccezione per il convalescente Gabbiadini, prossimo al rientro ma non ancora pronto. C’erano insomma le premesse per interrompere la lunga serie nera all’Olimpico laziale, ma l’impresa non è riuscita e i complimenti rivolti a bocce ferme d Ranieri ai suoi ragazzi si sono asciugati di fronte alla: “Non abbiamo fatto un tiro in porta”. Già: come se buttarla dentro, nel calcio, fosse un fattore marginale, quasi un orpello Poteva finire peggio, vale ripeterlo, e tutto sommato i blucerchiati hanno ricevuto fervidi elogi, ma parecchie cosucce non hanno funzionato, e Ranieri ne è il primo responsabile. Il mister, intendiamoci, ha una sua coerenza: nel rifuggire da un undici base per sposare la contingenza. Lui cambia ogni volta formazione, sceglie in base alla prestazione precedente, punisce con la panca chi gioca una gara sottotono e premia indifferentemente chi azzecca una recita.

Da qualche tempo, poi, gli è venuto l’uzzolo di cambiare modulo tattico. Chissà perché Inter, Milan, Roma, lo stesso Genoa – fatti salvi infortuni e squalifiche – si schierano sempre con lo stesso assetto e quasi sempre con gli stessi uomini. In casa Samp non si ragiona così. A Roma, almeno inizialmente, la collaudata difesa a quattro, ideale per esaltare le caratteristiche dei suoi interpreti, è andata in soffitta, rimpiazzata da un “tre” cervellotica nella quale Yoshida è andato in confusione e Ferrari, appena rientrato dopo lunga sosta, è parso spaesato. L’azione decisiva, quella finalizzata da Luis Alberto, è stata la “summa” di queste distonie difensive. La Lazio, da che mondo è mondo, è maestra nel contopiede, e i blucerchiati le hanno concesso un fatale sbilanciamento difensivo, con Ferrari in area avversaria a disturbare il rinvio del portiere, i suoi compagni che non lo coprono e l’imbambolato Yoshida a collezionare una topica dopo l’altra.

Non è un caso che già a fine primo tempo, dopo il ritorno alla difesa a quattro, la Samp abbia ritrovato gli equilibri perduti e sia tornata in partita. Ma è possibile che in ogni match Ranieri sia costretto a rivedere le scelte iniziali? Stavolta, gli immancabili cambi di formazione dopo l’intervallo non hanno sortito risultanze, ma già il fatto di doverli operare è l’ennesima bocciatura per il tecnico, al quale non va però addossata un’altra responsabilità: quella della sterilità offensiva. E qui occorre spostare l’asse del discorso. Contro una Fiorentina ballerina in difesa e dal centrocampo leggero, i blucerchiati, pur senza brillare, hanno vinto senza rubare nulla, ma se il tasso di fisicità degli avversari cresce, emergono i limiti di una squadra scarsamente strutturata. Appena Inzaghi ha sostituito i suoi talenti con corazzieri ricchi di centimetri e muscoli, i blucerchiati hanno cozzato vanamente contro un muro senza riuscire a concludere una volta verso Reina. Neppure Torregrossa, più aitante rispetto ai pari ruolo, ha risolto l’anno problema, che coinvolge anche centrocampo e fasce laterali. Un esempio? Augello, il miglior crossatore di casa Samp, è stato letteralmente soffocato dai corpaccioni dei laziali e anche Damsgaard, sul fronte opposto, ha faticato enormemente a.…respirare.

I limiti fisici, intendiamoci, non impediranno ai blucerchiati di centrare l’obiettivo stagionale – la colonna a sinistra della classifica – ma da qui ad alzare il mirino ce ne passa.

PIERLUIGI GAMBINO

 

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