Una prodezza balistica di Badelj regala al 94′ il 2-2 al Genoa contro un ottimo Verona

83

La staffilata di Badelj al quinto minuto di recupero regala al Genoa un punto prezioso ed ormai insperato al termine di una partita che il Verona dell’ex Juric, migliore formazione vista al “Ferraris” quanto a gioco ed intensità, avrebbe meritato di vincere anche se gli scaligeri devono recitare il mea culpa per non aver gestito meglio gli ultimi venti minuti, quando i rossoblù, effettuati tutti i cambi, sono rimasti in dieci per l’infortunio occorso a Pellegrini.

Ballardini recupera Criscito e manda in campo la formazione tipo, con la sola novità di Pjaca che affianca Destro in avanti; gli scaligeri devono rinunciare tra gli altri allo squalificato Di Marco e Barak e Zaccagni sono gli incursori alle spalle di Lasagna.

Al primo giro di lancette Masiello rischia subito il giallo per un brutto e gratuito intervento su Zaccagni e viene graziato dall’esordiente Marchetti, ma la prima fase di partita è un vero e proprio dominio ospite, con una pressione costante sui centrocampisti di casa e con una circolazione palla che accoppia tecnica a velocità, con il Genoa costretto a giocare sotto palla per arginare il tourbillon preparato da Juric. E dopo 17’in apnea Criscito e compagni capitolano: un rinvio con i piedi di Perin pesca Czyborra sotto le tribune, il tedesco è maldestro nel retropassaggio di testa, s’inserisce Barak che lascia sul posto il troppo morbido Criscito e da destra traversa a centro area per l’accorrente Ilic, classe 2001, che non lascia scampo al portiere genoano con una conclusione all’incrocio. Passano centoventi secondi ed i gialloblù sciupano una colossale occasione per il raddoppio, lunga verticalizzazione di Gunther sulla quale è in vantaggio in campo aperto Radovanovic che viene bruciato sullo scatto da Lasagna che s’invola tutto solo davanti a Perin ed incredibilmente cestina sui cartelloni pubblicitari.

Il primo squillo locale è a metà tempo quando da destra Zappacosta traversa al centro, la sfera arriva dalla parte opposta dove arriva di gran carriera Czyborra che avrebbe l’occasione di farsi perdonare l’errore in occasione della rete ospite ma ciabatta sul fondo; è un’ occasione casuale, i veneti continuano nel continuo pressing e nelle sovrapposizioni che mandano in confusione gli uomini di Ballardini, incapaci di arginare avversari che stanno decisamente interpretando meglio la partita anche se nella seconda parte della prima frazione calano leggermente i ritmi frenetici con cui avevano condotto nella prima parte, sospinti a bordo campo dal vocione di Juric. Barak regala tanta qualità, Ilic tiene il campo da veterano, Faraoni fa soffrire non poco Czyborra sulla destra, imitato sul versante opposto da Lazovic che si avvale dei tagli di Zaccagni e dietro Magnani e Gunther sono concentratissimi nel togliere spazi a Destro ed al solito indolente Pjaca. Proprio il croato si fa vedere al 40’ guadagnando un’interessante punizione dal limite che Zajc, il più tonico dei suoi, calcia di poco alta sulla traversa e dopo un tiro di Strootman, stasera involuto e poco utile, ribattuta dal muro ospite, ben più ghiotta è l’occasione che capita allo sloveno sui titoli di coda della prima frazione, con un destro da dentro l’area di poco a lato sulla sinistra di Silvestri nella chance più nitida di un primo tempo che si conclude con il legittimo vantaggio esterno.

Ballardini al rientro corre ai ripari e disegna un 4-3-1-2 con Pjaca alle spalle di Destro e Shomurodov che rileva Zajc mentre Pellegrini rivede il campo dopo lungo tempo al posto di Czyborra e dopo una conclusione troppo morbida di Zaccagni al 4’ arriva a sorpresa il pari: è sciagurato il nuovo entrato Cetin nel retropassaggio verso il proprio portiere, s’inserisce l’uzbeko che a differenza di Lasagna nella prima frazione impallina Silvestri nell’angolino alla sua sinistra.

Il pari scatena gli ospiti che si riversano nella metà campo avversaria, passano tre minuti e Lasagna ha la possibilità di archiviare l’errore del primo tempo, si presenta con un bel movimento a tagliare davanti a Perin ma incredibilmente stampa un sinistro potentissimo sul palo alla destra del portiere ormai rassegnato al peggio, un minuto dopo il sinistro di Barak da fuori lambisce il montante sinistro della porta genoana. Occasioni perse che potrebbero demoralizzare tante squadre ma non questo Verona, che continua a dominare e divertire, Ballardini toglie il solito inconsistente Pjaca per Rovella per rinforzare il reparto nevralgico ma al 16’ arriva il nuovo e meritato vantaggio degli uomini di Juric: Cetin servito a sinistra cerca di farsi perdonare dall’errore precedente, disegna un bel cross sul quale Perin non è irreprensibile nella smanacciata che viene raccolta da Faraoni che controlla e da posizione defilata scaraventa di destro sotto la traversa. I veneti giocano con grande fiducia ed in scioltezza, il Genoa sbanda e perde ulteriormente le misure e non riesce a portarsi nella metà campo avversaria e poco dopo Zaccagni impegna da fuori Perin nella smanacciata bassa a mano aperta. Finisce la partita di Faraoni claudicante ed entra Vieira che opererà sulla destra in un ruolo non dei più adatti alle sue caratteristiche, Balla le tenta tutte, esce Strootman stasera sottotono per Pandev, con Scamacca che va a rilevare Destro ed il nuovo entrato scalda i guanti di Silvestri al 28’ con un destro da oltre venticinque metri, nell’unica conclusione nello specchio del Genoa di tutta la partita.

Rossoblu anche sfortunati alla mezz’ora quando perdono Pellegrini per infortunio dopo aver effettuato tutti i cambi ma paradossalmente in superiorità numerica gli uomini di Juric abbassano la guardia e sembrano rilassarsi, concedendo qualche spazio maggiore a Pandev e compagni senza però rischiare nulla dalle parti di Silvestri. Escono Ilic e Zaccagni per due vecchie conoscenze come Veloso e Bessa che al 42’ fallisce di poco il bersaglio con un destro che avrebbe chiuso il match quando dal limite sfiora il palo di Perin che poco dopo rischia la frittata sulla pressione di Lasagna ed è fortunato nel rimpallo che non lo punisce.  Sembra finita, il Verona è in controllo ma si lascia andare a qualche leziosità di troppo che fa infuriare Juric, al quarto dei cinque minuti di recupero il sinistro di Criscito, spintosi con generosità all’assalto, viene murato in corner e dalla battuta dalla bandierina di Rovella, respinta corta e malamente fuori area da Tameze, il cuoio arriva al limite a Badelj che si coordina e colpisce in splendido stile  con il collo esterno destro forse appena toccato da qualcuno a centro area e la sfera si infila alle spalle di Silvestri, per la gioia dei rossoblù e della panchina che si riversa in campo e che alla fine festeggia un punto che equivale ad una vittoria.

Serata storta ed insufficiente per il Genoa o Verona che nello specifico è stato troppo superiore facendo risaltare i demeriti dei rossoblù? La verità probabilmente sta nel mezzo anche se dobbiamo rimarcare che stasera ben pochi si salvano nella squadra di Ballardini che comunque ha il merito di non mollare mai, restare in partita nel punteggio, trovare un pari insperato e proseguire nella serie utile. Premiamo Badelj per una rete che sarà ricordata, Criscito che si è riscattato nell’assalto finale di una partita di grande sofferenza, Zajc che nel primo tempo era stato l’unico sufficiente oltre a Shomurodov, che ha dato quella profondità e quella combattività sempre assente in Pjaca mentre Rovella ha avuto il merito di riuscire ad arginare la superiorità scaligera nel reparto nevralgico. Il Verona ci è piaciuto nel complesso, complimenti a Ivan Juric che con molti interpreti diversi rispetto allo scorso anno ha saputo ripetere forse migliorandolo il gran lavoro dello scorso campionato; una squadra che è un piacere veder giocare quella scaligera che ha avuto il solo torto di non chiudere una partita che aveva in pugno, nella quale Lasagna, pur volenteroso e punta di valore, ha dilapidato due occasioni colossali , in cui abbiamo ammirato la corsa e l’eleganza di Barak, la tecnica del giovane Ilic, la sagacia tattica di Faraoni, l’abnegazione difensiva di due giocatori non di primo piano come Gunther e soprattutto di Magnani, un martello difensivo invalicabile questa sera. I cambi non sono stati all’altezza dei compagni sostituiti, la superiorità numerica ha fatto abbassare la guardia ad una formazione che non può permettersi cali d’intensità e che è stata punita dalla volee di Badelj all’ultimo respiro.

GENOA-VERONA 2-2

GENOA(3-5-2): Perin 5,5 – Masiello 5,5 Radovanovic 5,5 Criscito 6 – Zappacosta 6 Zajc 6 (1’ s.t. Shomurodov 6,5) Badelj 7 Strootman 5 (22’ s.t. Pandev 5,5) Czyborra 5 (1’ s.t. Pellegrini 5,5) – Pjaca 5 (10’ s.t. Rovella 6) Destro 5 (22’ s.t. Scamacca 6) All: Ballardini 6

VERONA (3-4-2-1): Silvestri 6 – Magnani 7 Gunter 6,5 Lovato 6 (1’ s.t. Cetin 4,5) – Faraoni 7 (22’ s.t. Vieira 5,5) Tameze 6 (48’ s.t. Sturaro n.c.) Ilic 7 (37’ s.t. Veloso 5,5) – Barak 7 Zaccagni 5,5 (37’ s.t. Bessa 5,5) – Lasagna 4,5 All: Juric 7

Arbitro: Marchetti 6

Reti: p.t. 17’ Ilic s.t. 4’ Shomurodov 16’ Faraoni 50’ Badelj

Note: serata umida non fredda, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Strootman (G) Cetin (V) . Calci d’angolo 5-1 per il Genoa. Recupero: 2 + 5

MARCO FERRERA                            

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.