Mille incroci tra il Genoa e l’Hellas, entrambe sulla retta via per la salvezza

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Non è il caso di scomodare il precedente di Giotto e del suo maestro Cimabue, ma è indubbio che, almeno sinora, il Genoa B stia facendo meglio del Genoa A. Il riferimento palese è al Verona, l’altra compagine che sta particolarmente a cuore ad Enrico Preziosi. Gli osservatori più superficiali si fermano al trasferimento in riva all’Adige di suo genero Miguel Veloso, ma gli agganci tra rossoblù e gialloblù sono ben più profondi e non riguardano solo la rosa dei calciatori. Per l’Hellas lavorano Omar Milanetto e il preparatore atletico Paolo Barbero, ma anche i figli del Prez, che operano come agenti, hanno a che fare con il club del presidente Setti.

Oltre a Veloso, la pattuglia degli ex genoani nella prima squadra gialloblù è fittissima, anche se in queto scontro diretto i soli titolari annunciati sono Lazovic e Gunter. Il primo a Genova è stato costantemente discusso per quell’abulia che gli impediva di sfruttare doti tecniche di prim’ordine e il secondo, difensore mai diventato un titolare fisso, si sta riscattando nel Triveneto. L’elenco dei reduci comprende pure Bessa, Salcedo, persino Lovato (tesserato nelle giovanili genoane e poi scartato) e soprattutto Favilli e Sturaro, che – bersagliati da continui guai fisici – hanno solo cambiato infermeria. Nel team veneto milita anche Bruno Amione, fulgido talento argentino, difensore 19enne che il Joker e i suoi collaboratori hanno indirizzato in Italia.

Infine Ivan Juric, che al Genoa resta legatissimo da uno spesso rapporto di sentimenti. Al Genoa è stato forse il mediano più redditizio degli ultimi decenni, ma come allenatore non ha riscosso risultati esaltanti, anche quando la sua squadra riusciva ad offrire un calcio gradevole. C’è chi, amante delle estremizzazioni, sostiene che tra il croato e Ballardini la differenza sostanziale risieda nella fortuna: alleata costante del romagnolo e nemica asperrima dello slavo, ma il raffronto così impietoso non regge. Piuttosto, va osservato che Juric nelle sue prime avventure sulla panca rossoblù ha pagato parecchia inesperienza: a conferma che Preziosi ha spesso confuso il club più antico d’Italia con una scuola guida per aspiranti tecnici.

Juric e Ballardini, i cui destini a Genova si sono già incrociati, sono sulla cresta dell’onda. Il primo ormai è una conferma ed appare pronto al definitivo salto di qualità: questo suo secondo anno in terra veneta, contrassegnato da un indebolimento dell’organico, lo sta consacrando definitivamente. Zio Balla ha trovato in Liguria il suo posto delle fragole, dove è amato e si trova a casa.

Le loro squadre, almeno in teoria, combattono per un obiettivo comune, un campionato tranquillo, e se Ivan si è messo al vento da parecchio tempo ed ora gli resta solo il delicato compito di mantenere alta la concentrazione in un gruppo senza particolari stimoli di classifica, il suo collega Davide ha tutte le intenzioni di prolungare una sorta di miracolo: aver sollevato un Grifone in crisi nera dal baratro sino a trascinarlo in cima alla colonna di destra, con prospettive a medio termine di… trasferimento a sinistra.

Il match, tecnicamente parlando, si annuncia interessante ed equilibrato. Il Genoa punta a migliorarsi sotto l’aspetto propositivo senza snaturarsi più di tanto e il Verona a sfruttare un canovaccio tecnico e tattico collaudato da tempo. La differenza potrebbe anche risiedere nelle assenze: mentre Balla deve rinunciare al solo Criscito (peraltro con un degno sostituto come Goldaniga, previo cambio di versante da parte di Masiello), il suo dirimpettaio gialloblù deve rinunciare a due puntelli difensivi del calibro di Ceccherini e da Dawidowicz e al prorompente esterno sinistro Di Marco, oltre al solo centravanti in organico, Kalinic. A gennaio però è arrivato un attaccante esperto come Lasagna, reduce da mesi complicati a Udine, e si tratta di un avversario da temere per le sue doti di contropiedista.

Tornando al Genoa, col rientro di Badelj da squalifica sarà ricomposto il centrocampo delle meraviglie e la sola incertezza riguarda la prima linea: sicuro Destro come prima punta (in attesa che Scamacca in allenamento lanci qualche messaggio all’allenatore…), resta da decidere il suo partner tra Pandev, che nell’ultima gara casalinga distrusse da solo le velleità del Napoli, e Shomurodov che, tra un acciacco e l’altro, ha il dovere di tornare ai livelli di due mesi fa, migliorando però in fase realizzativa.

PIERLUIGI GAMBINO

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