Czyborra e Zappacosta, le ali dell’entusiasmo

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In estate era stato fatto un gran lavoro per rinforzare le fasce, dopo che nella passata stagione si era visto che Criscito non aveva più il passo per essere sia un insuperabile difensore che un provetto incursore laterale, e dopo che Ghiglione si è un po’ smarrito nel girone di ritorno dopo un’incoraggiante andata. Dal sinistro e dal destro dell’altro sono arrivati alcuni dei gol e assist fondamentali che hanno aiutato il Genoa a salvarsi nell’ultima giornata, ma era chiaro che il capitano poteva servire meglio la causa limitandosi a pattugliare come terzino centrale la propria metà campo, mentre “Ghiglio” nonostante l’ottimo cross doveva maturare ancora.

Così Faggiano nell’arco di pochi giorni ha messo a segno 2 colpacci in prestito e, de facto, un prezioso acquisto in chiave futura: Zappacosta dal Chelsea e Pellegrini dalla Juventus, più il giovane Czyborra, preso sì in prestito dall’Atalanta, ma con un riscatto obbligatorio fissato a 5 milioni e mezzo.

Zappacosta fece subito impressione segnano all’esordio poi andò incorso a lunghi infortuni, Czyborra sino a dicembre è stato un oggetto misterioso e Pellegrini ha avuto molti alti e bassi, anche lui segnato da qualche acciacco. Se per quest’ultimo deve ancora suonare la sua ora con Ballardini, gli altri due con il tecnico ravennate stanno facendo faville.

Sono quindi tra i protagonisti della cavalcata che ha portato il Grifone dall’abisso degli ultimissimi posti della classifica ai vertici della parte destra della stessa, in una zona molto più tranquilla. La salvezza è ancora lontana ma da chimera da catturare con fatica si è trasformata in uno scenario plausibile da far concretizzare.

I due si sono espressi sul momento magico per la squadra, ma soprattutto per loro.

Così il 21nne tedesco alla patria versione del sito Sportbuzzer:

«Il mio trasferimento al Genoa è stata la decisione giusta perché ora gioco decisamente di più, anche con il nuovo allenatore Ballardini. All’Atalanta non avevo spazio. Ho ricevuto un’accoglienza calorosa dalla squadra e dal club e ho la sensazione che il prossimo passo della mia carriera sarà ancora qui. A cosa serve appartenere a una squadra apparentemente più forte, ma restare soltanto in panchina? Per me che sono giovane è importante avere delle presenze regolari e adesso sto giocando costantemente nel massimo campionato italiano»

Entusiasta anche l’esterno della nazionale parlando alla Gazzetta dello Sport: «Il mister ci ha dato serenità e intensità, continueremo ad accelerare. La realtà è che mi sto finalmente allenando bene, con continuità. Sono il primo che pretende tanto da sé stesso e non si accontenta. Mai. Voglio dare ancora di più»

Federico Burlando

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