Badelj: «In campo lavoro bene con Pjaca e Strootman. Con Ballardini l’ultimo treno»

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In generale è il momento di Ballardini ma ci sono tanti giocatori che con lui si stanno esaltando. Gennaio è stato il mese di Mattia Destro, nominato dalla Lega Calcio miglior giocatore di quel periodo. Alcuni innesti estivi come Czyborra e Zajc hanno finalmente cominciato a brillare, mentre da quando è arrivato è continuamente sugli scudi e sotto i riflettori Kevin Strootman. Il riverbero dell’olandese ha messo sotto una nuova luce anche Milan Badelj, in chiaroscuro nel girone d’andata, con poche prestazioni infelici ma nemmeno troppo brillante, e scintillante invece nel nuovo centrocampo tecnico e grintoso.

A Genoa Channel ha rilasciato un’intervista molto simpatica, in cui si, oltre a mettere in mostra l’ottimo italiano affinato nelle tante campagne pallonare nello stivale, si è raccontato a 360°.

Molto divertente il siparietto con il paragone col film di Quentin Tarantino “Django”, dove il protagonista spiega che la D iniziale del suo nome è muta. Similmente, la ”J” finale del regista croato non andrebbe pronunciata nel menzionarlo. Ha anche parlato, tra i sorrisi, di quando segnò al Ferraris con la Gradinata Nord piena ma…con la maglia della Lazio, ma il Genoa segnò il 2-1 con Criscito, o di quella in cui fece un tunnel a Messi!

Tra le tante dichiarazioni, ha spiegato d’intendersi perfettamente con tutti gli slavi in rosa, considerando tutte le affinità linguistiche e culturali che gli accomunano. Sul campo però ha una doppia predilezione per il compagno di nazionale Pjaca, e gli piace giocare con Strootman, un giocatore che definisce «d’intelligenza superiore» e di cui riconosce i meriti nell’esaltarlo, Pandev e Shomurodov.

Ha rivelato di essere affascinato da Genova: «Non ho ancora percepito la piena bellezza di questa città. Abito in un appartamento vista mare e vista montagne innevate: con questa vista, la giornata parte sempre in modo giusto».

Ha spiegato di essere colpito dalla maestria di Ballarini, come del resto tutto la rosa, ma non ha voluto sminuire il lavoro effettuato col suo sfortunato predecessore: «Ballardini? Ha portato una nuova aria ma così significa parlare male di Maran che non è stato l’unico colpevole dei risultati del Genoa. Con mister Ballardini abbiamo capito che dovevamo saltare sull’ultimo treno salvezza altrimenti a febbraio eravamo già in Serie B».

Si è quindi soffermato sulla patria, quella Croazia con cui agli ultimi mondiali ha raggiunto la finale di Coppa del Mondo: «Al nostro ritorno, nonostante la sconfitta, Zagabria era invasa da mezzo milione di croati: ricordi da brividi, sembrava di sognare. Spero di rivivere quelle emozioni durante l’Europeo», e sulla famiglia. Il figlio in onore di Astori, suo capitano alla Fiorentina, si chiama «Jona Davide. Avevo un rapporto molto forte con lui».

Federico Burlando

 

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