Spezia Dream Team: steso per 2-0 il Milan capolista

51

È già tutto un magnifico mix di Stati Uniti e Italia, il meglio del Vecchio e Nuovo Mondo. Negli States i campionati sono pensati per essere estremamente equilibrati e competitivi nel lungo periodo, per cui qualunque franchigia delle massime serie, che si tratti di pallacanestro, baseball, hockey o football americano, può sperare, programmando, di giocare per il titolo nell’arco di qualche anno. D’altro canto le sorprese sono più difficili, le squadre più forti dell’anno stritolano e schiacciano quelle meno equipaggiate, mentre il pallone, il più classico degli sport Europei, disciplina spesso e volentieri alla passione degli Italiani, nel singolo match strizza l’occhiolino ai meno quotati. Bastano cuore, grinta e il pane dei poveri, la tattica, per ribaltare i pronostici. La vittoria che lo Spezia al primo anno in Serie A ha strappato al Milan primo in classifica in tal senso non potrebbe essere più benaugurante.

Sarà ben contento il neo proprietario Robert Platek, assente giustificato alla partita, che lo scorso 30 gennaio ha completato l’operazione d’acquisto dallo storico patron Gabriele Volpi. Da sempre appassionato della Serie A, di fatto esordisce battendo la squadra che ha esportato il calcio tricolore nel mondo grazie alle alchimie tattiche di Sacchi e Capello, ora come ora anch’essa di proprietà Usa. Nel suo piccolo, ha già vinto un derby. Magari un giorno lo Spezia lotterà per il campionato. Sognare non è mai proibito, si direbbe che è doveroso, ma questo Spezia, che ha cambiato solo la proprietà, conservando a ora gli uomini della dirigenza e dello staff, sta rendendo sognare superfluo: non si fa il tempo a concepire un desiderio che la squadra lo realizza. Andare in Serie A? Realizzato. Abbattere una grande? Pure.

Son sogni che si concretizzano perché alla base ci sono solidissime certezze. Un allenatore che conosce il suo lavoro e il suo modulo: 4-3-3. Per il colpaccio, indagate i soliti sospetti sino alla mediana: Provedel, Vignali-Erlic-Ismajli-Bastoni, Estevez-Ricci-Maggiore. Variazioni all’avanguardia: Saponara e Gyasi ai lati, Agudelo falso nueve.

Il Milan non sottovaluta l’impegno e schiera tutti i campioni disponibili, a partire da Ibra, supportato da Leao e Calhanoglu. Assente Rebic per infortunio.

Gli Aquilotti non hanno paura del Diavolo e sin da subito lo provocano per stanarlo dal suo antro con un pressing aggressivo e la difesa alta. Bennacer costretto già al 2’ a forzare un lancio improbabile è un segnale che Italiano è riuscito a incanalare la partita sui binari giusti.

I rossoneri però non si lasciano mettere sotto, anche loro hanno un sogno tricolore e contano di realizzarlo in tempi stretti. Quelli in cui si sono prefissati di chiudere il match. Così appena un minuto dopo una discesa di Ibrahimovic con cross crea il panico, Erlic spazza e salva tutto. Ritmi altissimi.

Provano l’affondo prima Maggiore e poi Vignali, fermati con le cattive. Al 7’, su punizione di Estevez, Gyasi di testa manda di poco a lato. Poi ancora Bennacer pressato, sbaglia, contropiede, elegante velo di Agudelo per Saponara, Dalot salva all’ultimo. Non c’è un attimo per riposare: pallone in mano a Donnarrumma, lancio per Theo Hernandez, Gyasi si sfianca in copertura per chiuderlo. Al 11’ Agudelo in area nonostante abbia lo spazio per tirare non riesce a superare Kjaer. Al 14’ miracolo di Donnarrumma: su angolo, Saponara la stoppa di petto e conclude magistralmente, ma il portiere della nazionale risponde in modo degno della sua fama.

I secondi 15’ di gara scorrono relativamente più tranquilli rispetto all’inizio tanto indiavolato quanto sfavorevole al Diavolo, incapace di reggere le folate dei padroni di casa. Continuano a susseguirsi i cambi di fronte, i difensori sono costretti a intervenire rudemente, volano i gialli per Vignali e Bastoni, al 26’ la prima vera occasione per i Lombardi: punizione di Calhanoglu, Hernandez di testa manda a lato di un soffio. Al 30’ ci prova analogamente Romagnoli, ma il risultato non si sblocca.

Ancora conclusioni, cross, tagli nell’ultimo quarto della prima frazione, Agudelo è il protagonista. Continua a sfrecciare tra le linee rossonere, un pungolo nella loro muraglia che crea tante piccole crepe, e una sponda onnipresente per i compagni. Al 38’ imbuca Estevez in area che tira di prima intenzione, Romagnoli devia sull’esterno della porta toccando di piede.

Al 45’ il primo vero attimo per respirare: Vignali crossa, Dalot devia in angolo, non c’è tempo per battere perché non ci sono minuti di recupero: fine del primo tempo.

La ripresa non è più tranquilla: cross di Vignali, tocco di Agudelo, Saponara, ex scatenato, calcia da ottima posizione e trova ancora Dalot sulla traiettoria. È il primo di una serie d’interventi dei terzini rossoneri a tutela della loro porta a pochi metri dalla stessa, anche Kjaer e Romagnoli devono immolarsi per evitare di prendere il gol.

Lo Spezia sta chiudendo il Milan nella propria area, il solo Ibrakadabra riesce a spezzare il sortilegio paralizzante con un break, ma poi subito gli aquilotti si rifiondano sulla preda.

Al 56’ arriva il fulmineo gol dello Spezia. Tutto di prima: Agudelo per Estevez, a pochi passi da Donnarrumma: invece che tirare serve l’accorrente Maggiore. Il pupillo di casa, il giovin Capitano, insacca con molta facilità e moltissima gloria il suo primo gol in Serie A.

Il vantaggio non cambia la partita: lo Spezia continua ad attaccare, con ancor più convinzione.

Tra il 66’ e il 67’ l’apoteosi: Saponara viene atterrato al limite da Dalot, Estevez apre per la conclusione dal limite di Bastoni, gran tiro su cui Donnarumma non può arrivare, primo gol in Serie anche per lui e 2-0.

Al 70’ si sfiora il tris: Super Gigio deve volare su un cross di Vignali per Agudelo per impedire al colombiano di trovare la meritatissima marcatura personale.

Il finale è un assedio per il terzo gol. Ci si farebbe fatica a crederci, Non ci fossero le maglie così diverse, non sarebbe chiaro chi lotta per lo scudetto e chi per non retrocedere. Pressing, pressing, e ancora pressing. Il Milan riesce a destarsi un minimo dall’incubo solo al 92’, con Mandzukic, subentrato a un ectoplasmatico Leao, che ancora su punizione e ancora di testa manda a lato di poco. Ma ancora al 93’, Acampora, entrato 5 minuti prima per Maggiore, sancisce il dominio totale prendendosi anche l’ultima occasione, un tiro da fuori che se infilato nel sette sarebbe stata la degna hollywoodiana conclusione dell’American Dream con cui vanno a dormire i tifosi dello Spezia. In realtà, quest’avventura a stelle e strisce nel Golfo dei Poeti è soltanto all’inizio.

Federico Burlando

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.