Idea staffetta Pandev-Shomurodov

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Tutta Italia parla dei sorprendenti risultati di Ballardini e del suo Genoa. La squadra sembrava ancorata al fondo della classifica, e cambiando tutto sommato poco, solo l’innesto di Strootman e il recupero di Zappacosta hanno arricchito l’organico che già fu di Maran, ha cominciato a veleggiare rapidamente verso acque molto più sicure. Ogni uomo è al suo posto e fa il suo dovere per aiutare il club a risollevarsi ulteriormente e magari a spingersi verso orizzonti che apparivano irraggiungibili sino a meno di due mesi fasi fa.

In questo contesto non ci si può prendere una giornata di riposo: Pandev aveva esordito da titolare nella gestione Ballardini e alla prima pausa si è fatto soffiar il posto da un Shomurodov in grandissima crescita. A causa di un piccolo infortunio del macedone le parti si sono ora invertite e la sfolgorante doppietta del veterano di mille battaglie Goran induce a riflessioni su chi utilizzare contro il Torino.

Normalmente l’ideale sarebbe far battagliare la giovane promessa sino al 60’, per poi far subentrare il più navigato compagno, che ha meno autonomia ma sa rendersi pericolosissimo nell’ultima mezz’ora. Shomurodov sembra aver recuperato del tutto e in grado di reggere se non tutti i 90’ almeno i 60 richiesti pe permettere a Pandev di dare il massimo. Quasi sicuramente ci sarà una staffetta tra i due, con Pjaca, anche lui recuperato, a fare da terzo incomodo, ma sembra che perlomeno contro i granata potrebbe essere invece il capitano della Macedonia del Nord a partire nell’undici titolare. Si sfrutterebbe così appieno il suo momento di forza e si eviterebbe di prendere rischi sulla condizione dell’uzbeko.

Nel frattempo Capitan Criscito mette in guardia: «Il traguardo della salvezza è un puntino lontano, troppe partite mancano e non ci resta che insistere con l’obiettivo di approcciare gli incontri con l’atteggiamento che ci sta caratterizzando». Ha raccontato ciò a una radio emittente russa, dove ha ancora un certo seguito a causa dei suoi trascorsi allo Zenith San Pietroburgo. Del resto nel paese anche Shomurodov suscita ancora tante attenzioni. Criscito ha anche spiegato i segreti del momento d’oro: «La prima parte di campionato difficile è stata davvero difficile, in mezzo a un mare di difficoltà. Il traguardo della salvezza è un puntino lontano, troppe partite mancano e non ci resta che insistere con l’obiettivo di approcciare gli incontri con l’atteggiamento che ci sta caratterizzando».

Anche Perin alla Gazzetta dello Sport ha esternato commenti analoghi sull’ottimo periodo di forma della squadra, ma anche personale: «Se non avessi la speranza e la voglia di tornare a vestire la maglia azzurra, non potrei essere un portiere così competitivo. Certo, so bene di aver perso terreno nelle gerarchie negli ultimi due anni. Se lo meriterò, ben venga, lavoro anche per questo»

Federico Burlando

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