Ritorno in salita per lo Spezia: l’Udinese vince 1-0 su calcio di rigore

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Le emozioni non sono mancate, come in ogni partita degli Aquilotti da quando ubbidiscono agli ordini di Italiano. Eppure il match ne è sembrato parco, e in effetti sono scaturite a singhiozzo se comparate con le altre partite dei bianchi Liguri, in cui nel bene e nel male è un continuo volare dei portieri per impedire l’ingigantirsi dei risultati. Nonostante le due squadre si siano affrontate a viso aperto il gioco non è riuscito a fluire, una circostanza avversa per lo Spezia che ha più spesso la meglio quando difese e spazi sono più larghi, e la fantasia può avere la meglio sul cinismo.

Ancora e sempre col 4-3-3 Italiano: Vignali-Erlic-Chabot-Bastoni davanti a Provedel, tridente di mediana costituito da Pobega, Maggiore, Agoumè, quindi Gyasi dietro la coppia Farias-Galabinov.

L’Udinese invece con il 3-5-1-1 che vede il super asso De Paul al centro di tutto, e Pereyra a supporto di Delofeu. In panchina, così come il neoacquisto Llorente, anche Mandragora, dato per partente verso Torino,

Lo Spezia con la sua costruzione dal basso prende il pallino del gioco, l’Udinese con le sue aggressioni rapide e organizzate prova ad allestire sorprendenti contropiedi in fazzoletti di terreno, e chi vince è l’equilibrio. Nessuna delle due compagini sembra poter prevalere o spiazzare l’avversario.

Prova ad accattivarsi l’inerzia del match al 21’ Gyasi, che su un cross a bassa altezza incunea il capo nel busto e spizzica deciso verso la porta, grande risposta di Musso.

La risposta dell’Udinese si concretizza con Delofeu al 34’, una gran bella discesa su lancio di Pereyra interrotta da una brillante scivolata dal dietro di Erlic, arrivata subito prima che riuscisse a impegnare Provedel, e poi ancora, al 41’, con una conclusione sempre del Nueve catalano, praticamente dalla linea del fondo, stampatasi sul palo.

La ripresa si apre con tutto un altro ritmo: Maggiore impegna subito Musso con una conclusione dal limite fermata con agio, poi al 50’ Pereyra s’invola verso la porta ma scivola, la tocca comunque e Provedel gli chiude lo specchio. Quindi al 51’ rigore per l’Udinese: sterzata di Delofeu in area, Chabot ci casca e lo abbatte. De Paul dal dischetto non perdona.

I friulani si chiudono a protezione della loro porta, lo Spezia palleggia, trama col pallone, cerca scrupoloso l’interstizio da cui far crollare il muro, ma non riesce a essere pericoloso.

Le girandole di cambi non cambiano la situazione, lo fanno i giocatori più talentuosi rimasti in campo, ma in senso negativo: al 71’ De Paul molla un calcione a Saponara e si fa ammonire; al 75’ prende un secondo giallo per un contrasto forse troppo severamente giudicato troppo duro con Acampora ed è 11 contro 10; il vantaggio numerico però dura appena 11’, perché lo stesso Saponara, entrato al 61’ per Farias, si fa espellere anche lui nell’arco di 5 minuti, dal 81’ al 86’, prima per un tocco ruvido sul Tucu Pereyra, poi intervento in grave ritardo su Becao.

L’Udinese tiene duro sino alla fine e così senza ulteriori sussulti guadagna 3 punti potenzialmente decisivi per la complicata lotta salvezza, superando il Bologna e staccando proprio lo Spezia.

Federico Burlando

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