Anche contro il Crotone si potrebbe ammirare un Grifo attendista e cinico

Pareggiare è meglio che perdere, ma al di là di quest’ovvietà il Genoa ha il sacrosanto dovere di provare a sbancare lo stadio Scida. Intendiamoci: anche il punto singolo permetterebbe di rimpinguare la graduatoria e di lasciare immutata la distanza dal Crotone, attuale fanalino di coda, ma occorre ragionare in prospettiva, e su questa lunghezza d’onda si fa largo un timore non trascurabile: che i calabresi, se non riuscissero a guadagnare posizioni nei prossimi impegni, potrebbero mollare i pappafichi e concedere alle future antagoniste addirittura i tre punti. Ecco perché sarebbe fondamentale mettersi al riparo vincendo, proprio per non perdere indirettamente terreno rispetto alle altre pericolanti.

Il problema è che il dipanarsi del match non dipenderà tanto dal Grifone quanto dai calabresi. Strootman e compagni ormai hanno acquisito organizzazione tattica e compattezza apprezzabili, ma non saranno mai in grado di chiudere gli avversari nella propria area e di comandare il gioco. In cuor suo, mister Ballardini si augura che il collega Stroppa – sinora confermato al timone nonostante gli scadenti risultati – spinga il proprio undici all’all’arrembaggio, in ossequio alla necessità di spiccare un triplo balzo in avanti sfruttando il turno casalingo contro una rivale diretta. Sarebbe il presupposto ideale per riproporre una fase difensiva senza pecche ed un calcio infiorato di ripartenze: in soldoni, si punta a ripetere pari pari l’atteggiamento che ha fruttato la bellezza di sette punti nelle ultime tre gare.

Dopo tutto, il Crotone rumina un calcio piuttosto vivace, caratterizzato da buone trame e da un palleggio più che dignitoso, ma con scarsa prepotenza ed un atletismo non spiccatissimo. Per essere chiari, una fase propositiva, quella jonica, affrontabile senza compiere gli straordinari. Certo, un mezzo fuoriclasse come Messias, ristabilito in extremis da una distorsione alla caviglia, è un cliente poco raccomandabile, ma al suo fianco non troviamo calciatori eccelsi, pur non trascurando i vari Simy, Pereira (un ex rientrato in Italia con più esperienza), il “cervello” Benali e il portiere Cordaz, sempre in vena di miracoli. E siccome la banda di Stroppa in difesa è tutt’altro che impermeabile, vale la pena percorrere sentieri tattici già a conosciutissimi sperando ovviamente che Destro o l’uzbeko apponga il sigillo vincente.

Capitolo formazione. Ballardini avrà in più il finalmente recuperato Pellegrini, ma difficilmente si discosterà dall’undici mattatore negli ultimi capitoli dell’andata. Dopo tutto, il trio difensivo è collaudato, il centrocampo sa coprire a dovere e fungere da preziosa base di lancio per insidiose verticalizzazioni e il duo di punta dispone della qualità necessaria in Shomurodov e nel cinismo occorrente nel ritemprato Destro di questi ultimi mesi. Basterà restare fedeli al solito spartito, senza snaturarsi: a quel punto, potrebbe essere il Crotone ad offrire sul piatto d’argento la vittoria ai rossoblù di Liguria.

PIERLUIGI GAMBINO

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