Per l’attacco il Genoa valuta pure il ritorno di Niang. E si torna a vociferare di Piatek

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Del domani non c’è certezza, chi vuol essere lieto, lieto sia. Così recitano i versi più famosi di Lorenzo il Magnifico e sostituendo l’”attacco” al “domani” ne risulta un quadro di luci e ombre. Il Genoa con Ballardini ha trovato solidità, grinta e determinazione, con Strootman l’uomo della svolta anche in campo, capace di dettare ordine e tempi e pure infondere sicurezza. Da rasente al disperato ora la situazione del Grifo è quasi soddisfacente. Il prosieguo della lotta salvezza si annuncia intenso, ma il Grifo sembra avere qualcosa in più in termini di coesione e morale. Cosa fa preoccupare? La pedina dell’avanguardia.

Destro sembra aver ritrovato la verve dei suoi anni più verdi, Shomurodov è in continua crescita, eppure sembra che al Genoa sia in termini di quantità che di qualità andrà a mancare un tassello fondamentale, con la probabile partenza di Scamacca. Imprescindibile nel periodo più cupo per tenere la testa fuori dall’acqua, paradossalmente è stato oscurato dai colleghi di reparto con l’arrivo di Ballardini. Vuole giocare, la Juventus è interessata, se da un lato non è detto che la Vecchia Signora e il Sassuolo trovino l’accordo, dall’altro potrebbe partire egualmente verso altri lidi.

Il Genoa aveva così precauzionalmente bloccato Lammers, braccato da mezza Serie A nonostante sin qua all’Atalanta non sia riuscito a mettersi in mostra. I bergamaschi avevano chiesto di trattenerlo sino al 27 gennaio, soprattutto a causa di Gasperini che nonostante non gli riservi molto spazio non vorrebbe privarsi di lui. Il centravanti però vuole giocare e vede Genova come scenario ideale per prendere il volo.

L’Atalanta però si sta facendo ulteriori scrupoli: lo manderà egualmente in prestito, ma in cambio vorrebbe un vice Ilicic, e quindi sta cercando sino all’ultimo una candidata ai talenti della punta 23nne olandese che copra l’attuale buco in rosa, dal momento che Mirančuk sin qua non ha convinto.

Maroccu si trova nella situazione di doversi ulteriormente cautelare, e così, sfumata la pista di Gaich, promettente pistolero argentino accasatosi al Benevento, avrebbe pensato a due cavalli di ritorno e di un certo fascino.

Il più plausibile è M’Baye Niang. Il franco-senegalese ha visto il suo periodo migliore in un semestre al Genoa agli ordini di Gasperini, ha lasciato un ottimo ricordo, e dopo esseri messo in mostra per un breve periodo anche al Milan, ha faticato prima coi rossoneri e poi col Torino. È quindi ritornato in Francia, al Rennes, che il 30 maggio 2019 l’ha riscattato dai granata dopo un prestito per ben 15 milioni di €.

Con Les Rouges et Noirs della Bretagna in 2 anni e mezzo ha giocato molto, partendo spesso dalla panchina e mettendo a segno circa una ventina di reti in una sessantina di partite. Vorrebbe però ritornare in Italia e al Grifo, l’unica maglia con cui gli è riuscito di esaltarsi, anche perché al Rennes nonostante si stia rivelando prezioso non dispiacerebbe alleggerire le casse del suo oneroso stipendio.

Una storia analoga è quella di Krzysztof Piątek. Il pistolero dopo il Grifone ha vissuto 6 ottimi mesi al Milan, prima di eclissarsi in una serie di brutte partite e di panchine alle spalle di Ibrahimovic. L’Herta Berlino ha pagato una cifra cospicua per lui, 27 milioni, ma nemmeno in Germania è risuscito a confermarsi quel formidabile bomber che ha trascinato l’ultimo Genoa di Ballardini prima dell’attuale conduzione. I tedeschi avrebbero rifiutato un’offerta di cessione definitiva del Parma non sufficientemente cospicua, e con la fine del mercato se nessuna società si spingesse a un’offerta redditizia potrebbero pensare al prestito, col Genoa in agguato.

Tra i movimenti minori, la punta Charpentier torna al Genoa dopo 6 mesi sfortunati alla Reggina, in cui ha disputato appena mezza partita a causa di numerosi infortuni, tra cui il Covid. È stato invece acquistato per 250 mila € e il 15% della futura rivendita il centrocampista delle giovanili della Roma Luca Chierico, figlio d’arte di Odoacre “Dodo” Chierico.

Federico Burlando

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