Parma ennesimo bivio per la Samp, piacevoli dubbi in attacco per Ranieri

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Quale Samp al Tardini? Quella scintillante contro l’Inter o quella abulica della Spezia? Quella inconcludente nella prima ora contro l’Udinese o quella travolgente dell’ultima mezz’ora? La verità è che i blucerchiati ci hanno abituato ad un rendimento ondulatorio, con punte di calcio eccelso ed altre di assoluta mollezza. Prevederne l’atteggiamento, quale che sia la partita da affrontare, è come giocare alla lotteria. Così restano diffusi dubbi riguardo all’affidabilità di una squadra che avrebbe potenzialità considerevoli ma spesso se ne dimentica.

Le incertezze, poi, crescono ulteriormente se si prende in considerazione solo i match sulla carta più agevoli, quelli di fronte alle cosiddette pericolanti. Con l’Udinese è stata raddrizzata al meglio una situazione assai critica e in precedenza l’unica vittima è stata il Crotone, a fronte di parecchie altre sfide concluse con verdetti assai deludenti, Parma, ultimo capitolo dell’andata, è l’ennesima cartina al tornasole.

In teoria, la Samp, preso atto della recente flessione di Sassuolo, Verona e Benevento, potrebbe realmente puntare ad un ottavo-nono posto che è senz’altro nelle sue corde: a patto di interpretare al meglio anche i confronti con formazioni motivatissime a livello di classifica. Il Parma rientra fra queste: il suo momento – pur contando il pari di Reggio Emilia, beffardo per il gol subito in zona recupero – non è dei più felici, anche se il cambio della guardia tra Liverani e il cavallo di ritorno D’Aversa ha messo parecchie cose a posto. Il nuovo-vecchio mister non ha mai privilegiato la poesia, puntando principalmente su difesa e contropiede, le armi dei poveri. E disponendo in avanti di una freccia come Gervinho, può tranquillamente realizzare questo progetto, peraltro già collaudato nella scorsa stagione. Beninteso, la squadra ha qualche limite endemico: vecchiotta, priva di un attaccante da doppia cifra, tecnicamente modesta nel reparto nevralgico. L’unico innesto sinora operato è laterale destro Conti, che il Milan ha spedito in provincia dopo aver capito che la doppia operazione al ginocchio ha ormai compromesso il rendimento dell’ex azzurro. Serve altro per rendere competitivo l’organico dei crociati, e di ciò può approfittare certamente una Sampdoria minimamente ispirata.

Ranieri è alle prese con alcuni problemi di abbondanza, che lui giudica i più gradevoli, ma pur sempre problemi sono. In difesa c’è la tentazione di rilanciare Tonelli in ossequio al turn over, ma è probabile che alfine siano confermati i quattro titolari dello scorso match. Nella mediana si registra un Ekdal disponibile ma acciaccato, e siccome è scontato il rientro dal primo minuto di Thorsby – ormai appurato che sia il giocatore meno sostituibile in assoluto – ecco che dovrebbe toccare ad Andrè Silva dirigere il traffico. Sulle fasce, scontato Candreva a destra, ecco profilarsi il ritorno da squalifica di Jankto, da preferirsi a Damsgaard per una contesa più fisica che tecnica.

In avanti stazionano i dubbi più atroci. Keita sembra essersi aggiudicato un posto al sole, ma il suo partner non è scontato sia – almeno in avvio – quel Torregrossa che una settimana fa ha tolto le castagne dal fuoco con un’incornata delle sue. La figura di Quagliarella, che merita il massimo rispetto e mantiene un posto in prima fila nel cuore del popolo blucerchiato, resta ingombrante e probabilmente indurrà il trainer a confermare nell’undici base il capitano, che sinora – gli va riconosciuto – ha raramente giocato con una punta autentica al fianco. Lui e il senegalese non sono specialisti nei ripiegamenti difensivi, ed è l’unica remora che potrebbe spingere il testaccino ad un ripensamento.

PIERLUIGI GAMBINO

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