Lo Spezia vince 4-2 ai Supplementari con la Roma in un match folle e va ai quarti, 2 rigori e 2 espulsi

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Lo Spezia di Italiano non è una certezza, è un sogno concreto. Già nel 2015 i bianconeri avevano eliminato la Roma all’Olimpico, ma digrignando i denti sino ai rigori; questa volta le riserve di Italiano hanno superato una compagine capitolina infarcita di titolari nonostante il Turn Over. Già altre tre volte nella storia gli Aquilotti si erano spinti sino ai Quarti, ma questa squadra, con questo allenatore sembra essere costruita per superare ogni limite. Raggiunta la Serie A l’ha affrontata dispensando prestazioni baldanzose e divertenti, mettendo paure a molte delle più blasonate e teoricamente meglio organizzate avversarie. Ha sofferto un periodo di difficoltà ma con l’anno nuovo ha saputo riprendersi magnificamente. Ora ha aggiunto un nuovo capitolo a un’epopea per cui il termine “incredibile” non sarà mai abusato. Ai quarti ci sarà il Napoli già superato in casa sua pochi giorni fa.

Amplissimo turn over per gli Aquilotti, con l’obiettivo di creare affiatamento tra il neo acquisto Saponara e il veterano Galabinov che deve recuperare gamba e fiato dopo l’ennesimo infortunio della sua carriera. Quindi in avanti a loro due nel 4-3-3 si aggiunge Agudelo, in porta va Krapikas al posto di Provedel, nel quartetto difensivo Vignali che causa espulsione al 9’ praticamente non ha giocato contro il Torino occupa la fascia destra, quindi Erlic, Ismajli e Ramos, in mediana Deiola, Leo Sena e Maggiore.

Meno drastici i cambi di Fonseca, nel suo 3-4-2-1 comunque tanti titolari, spiccano Cristante arretrato nel cuore della difesa con Mancini (squalificato in campionato) e Kumbulla, Pellegrini in mediana, lo scatenato Mkhitaryan assieme all’ex Barca e Chelsea Pedro dietro Majoral.

Del resto nel week end le due squadre si affronteranno in campionato, sempre nella Capitale, ma è questo il match che Fonseca non può permettersi di perdere. Un’eliminazione dalla Coppa Italia da una squadra di livello inferiore subito dopo averne buscate per 3 a 0 nel derby sarebbe mortificante per l’ambiente.

L’avvio è incoraggiante per i giallorossi, ma in un battito di ciglia volge in un pesante shock e duplice svantaggio da recuperare. Beccati a sangue dalle Aquile biancocelesti, probabilmente sono psicologicamente inibiti alla vista degli Aquilotti. Infatti subito dopo il calcio d’inizio Majoral s’insinua tra i primi passaggi della retroguardia ligure, salta il portiere e sciupa una ghiotta occasione da posizione comunque molto defilata, e al 5’ prende forma il detto: gol sbagliato, gol subito. Infatti Saponara lancia alla perfezione Maggiore tra Cristante e Mancini, che non riescono a fare di meglio che abbatterlo in area. Dal dischetto Galabinov angola alla perfezione ed è vantaggio.

Al 8’ Majoral apre per Pellegrini che crossa per Pedro, anticipato di un soffio.

Lo Spezia nonostante la minaccia e il vantaggio non arretra il baricentro, pressa, rischia e raddoppia: al 15’ Deiola ruba un pallone, appoggia su Galabinov che spalle alla porta serve l’accorrente Saponara: tiro fulmineo, Pau Lopez bruciato.

La Roma però non si scoraggia né perde la testa, continua a cercar di creare occasioni con un palleggio brillante e meticoloso, ostacolata però dall’ostinato e assiduo pressing dello Spezia. Sino a fine tempo fioccano le occasioni per i Capitolini: al 28’ Spinazzola supera agevolmente Vignali e mette un cross basso insidiosissimo su cui nessuno arriva, al 38’ nei batti e ribatti di un corner prima Krapikas risponde prima a Pedro, poi Majoral non riesce a trovare la deviazione su un cross dal fondo di Mkhitaryan.

Al 42’ rigore anche per la Roma: Ismajli atterra Pellegrini che era riuscito a penetrare in area, lo stesso giocatore della nazionale lo batte e accorcia.

L’avvio della ripresa vede subito lo Spezia pimpante, ma in capo a 10 minuti sono i lupacchiotti a creare una bella occasioni nitida: ancora cross di Mkhitaryan per Majoral, ancora lo scugnizzo spagnolo non riesce a capovolgere in rete l’invito dell’attempato armeno.

I ritmi sono inevitabilmente calati, e questo favorisce il giro palla dell’undici di Fonseca, che riprende a macinare occasioni più o meno pericolose: al 67’ la più clamorosa, sempre Mkhitaryan lancia il navigato catalano Pedro, che serve alla perfezione il connazionale castigliano Majoral, in serata nerissima: stavolta riesce a prenderla, ma spara altissimo.

Tra il 67’ e il 72’ girandole di cambi: Italiano, che aveva già immesso Daniele Verde per Agudelo, mette pure Matteo Ricci, Dell’Orco e Piccoli per Leo Sena, Ramos e Galabinov; dall’altra parte dentro i titolari Veretout e Karsdorp per Spinazzola e Villar.

Subito dopo Mkhitaryan realizza che se vuole il pareggio deve far da sé, e dopo aver sfiorato il gol con una soluzione improvvisa da lontano, al 73’ chiude alla perfezione per il 2-2 una triangolazione con Mayoral, nettamente migliore come assist man che come terminale della manovra offensiva.

L’Armeno, in forma strabiliante, al 81’ mette l’ennesimo cross col contagiri in favore della promettente punta con un passato al Real Madrid, che non la prende neppure a questo giro di giostra, ma stavolta ha la giustificazione: Ismajli proditoriamente ferma tutto all’ultimo istante.

Al 85’ esce proprio il temibile numero 77 levantino e capitolino, e gli subentra Carlos Perez. Vedrà quindi dalla panchina Majoral sbagliare esattamente un minuto dopo l’ennesima possibilità di infilare Krapikas, a tu per tu col lituano infatti manda a lato di un soffio.

Al 90’ finisce il dramma di Majoral appena un filo alleviato dall’assist per il secondo gol e gli subentra Dzeko. In quel momento però comincia il dramma dell’intera Roma, sebbene non sia nel bosniaco a originarne le cause.

Al 93’, lo Spezia sfiora beffa e colpaccio con Piccoli, che difende spalle alla porta alla perfezione contro il corazziere Mancini, si gira e trova un eccellente risposta di Pau Lopez, che al 92’, inteso come minuto dei Supplementari, combina invece una frittata. Ci si arriva quasi subito dopo il triplice fischio che sancisce l’over time.

Al 91’, o al secondo minuto del primo supplementare, un disastroso Mancini, che malauguratamente per i bianconeri non potrà essere in campo anche sabato alle 15.00, si fa buttare fuori per somma di ammonizioni, per un intervento troppo duro su Acampora, entrato al 80’ per Deiola.

Al 92’ è Paul Lopez a farsi espellere, cerca di anticipare Piccoli in uscita e lo centra in pieno sulla gamba. All’Olimpico la Roma si è fatta espellere due uomini nei primi due minuti del primo tempo supplementare dell’ottavo di Coppa Italia con lo Spezia. Il 2021 deve essere un grande anno per tifare Lazio. O Spezia. È Cristante a lasciare il posto al secondo portiere, Daniel Fuzato.

Ora lo Spezia ha tutti i motivi per crederci ancora di più e fa di tutto per chiuderla: al 97’ Saponara di testa manda di poco sopra, al 101’ Maggiore dal limite trova un’ottima risposta di Fuzato, al 104’ breve intermezzo con Dzeko che non riesce a portare sino alla conclusione un contropiede solitario, al 107’ arriva il nuovo vantaggio bianconero, praticamente un Golden Gol: Verde di capoccia su cross di Dall’Orco sigla il gol dell’ex e a Roma non cade solo il governo, ma anche la speranza di vedere la squadra di Fonseca proseguire almeno una volta la stagione tanto bene quanto l’aveva iniziata.

I Lupacchiotti provano a buttarsi in avanti ma ormai sono schiacciati dal fato e dall’incredulità di come hanno loro stessi concesso il fianco ai ragazzi di Italiano, i quali ormai devono solo controllare gli indociliti avversari.

Al 119’ i bianconeri calano il poker: Saponara con un pallonetto da fuori area, una di quelle magie che gli hanno valso la fama di illusionista, di artista troppo discontinuo per essere riconosciuto campione, chiude definitivamente i giochi, mentre si aprono i cancelli del mondo dei sogni per i Liguri del Golfo dei Poeti.

Federico Burlando

 

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